L’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio

di Massimo Maugeri

L'estate freddaÈ difficile pensare a un’estate più fredda di quella che attraversò il 1992. Nel mese di maggio, l’assassinio di Giovanni Falcone. A luglio, l’uccisione di Paolo Borsellino. Delitti di mafia terribili che avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia della Repubblica e della lotta alla mafia. Da qui il titolo del nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex magistrato: “L’estate fredda” (Einaudi, pp. 352, € 18,50). Un titolo ossimorico che mette in risalto il contesto difficilissimo in cui si trova a operare il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, protagonista di questa storia ambientata venticinque anni fa. Il racconto prende spunto dal rapimento e dalla successiva uccisione del figlio di un capo clan. Accade che il giovane boss sospettato del sequestro decide di collaborare con la giustizia. E qui si aprono pagine importanti della narrazione, affidate alla confessione e alla scelta di utilizzare i verbali delle dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia al pubblico ministero… che, dunque, acquisiscono la valenza di “forma narrativa” a tutti gli effetti. Continua a leggere

Cocaina. Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo a confronto in un testo Einaudi

COCAINA carlotto carofiglio decataldo COPERTINA

di Guido Michelone

Un problema drammatico come quello degli stupefacenti, in particolare la cosiddetta polvere bianca, che da droga per ricchi sta diventando una piaga largamente diffusa in tutto il mondo – nelle mani delle mafie internazionali, a loro volta, in grado di condizionare persino i cartelli finanziari – viene trattato in questo nuovo libro attraverso tre lunghi racconti affidati ai nuovi maestri italiani nel genere noir. E in effetti sia i tre brani presi singolarmente sia il volume nell’insieme risultano un piccolo capolavoro di equilibri narrativi e di suspense ben congeniata, grazie a una prosa tipologicamente assimilabile (pur fra tre distinte personalità artistiche) a uno stile made in U.S.A. Cocaina dunque risulta composto da una triplice scrittura ovunque asciutta, concisa, diretta che, pur guardando più o meno direttamente i classici modelli americani (Dashell Hammett e Raymond Chandler hanno ancora molto da insegnare), sa essere felicemente autonoma e precipuamente italiana. Continua a leggere

Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove / Una notte a Bari

Né qui né altrove / Una notte a Bari – Gianrico Carofiglio – Editori Laterza 2008 – pagg. 159 – Troppo pochi euro per tanta storia.

** * **

di Alberto Pezzini

Gianrico Carofiglio sa scrivere. E bene. Diciamo che in Italia è divenuto quello che Scott Turow – con Presunto Innocente – è stato negli Stati Uniti. Un narratore della realtà processuale dentro la realtà vera e propria. I due universi sembrano lontani, quello del processo e quello della realtà. Sono due mondi effettivamente distinti. Ma che poi finiscono per intrecciarsi. Con la teoria del testimone inconsapevole – secondo cui una persona che mente mentre testimonia non lo fa consapevolmente se segue un proprio inconscio sistema visivo interiore capace di deformare la realtà – ha creato la figura del legal thriller italiano. Che non può mai non essere autobiografico, peraltro. Continua a leggere