La Sua gioia

Gesù raccomanda a Gabrielle di pensare spesso al cielo. Ciò che c’è di più bello, in questa terra, non può paragonarsi a quello che ci aspetta di là. E Lui è felice al pensiero di donarci una felicità pagata a caro prezzo. Ma è come se fossimo noi a offrirgliela, tanto la nostra gioia fa la Sua gioia. 

Così è Dio

Gesù chiede a Gabrielle di fare le cose per Lui, come Lui. Dice che la gioia e la grandezza stanno in questo. Chissà perché è così difficile capirlo. Aggiunge che le folle si avvicinavano a lui per egoismo, che solo raramente trovava l’amore. Ma bisogna rispondere con tenerezza. Così è Dio. 

L’effetto dell’incontro

Gesù sceglie. Si sceglie i Suoi. Come satana ha i suoi agenti, così anche Lui manda a diffondere il messaggio, un messaggio di gioia. Invita la Bossis a ricordare le reazioni dei guariti, sulle strade della Palestina. Questo è l’effetto dell’incontro, questo bisogna annunciare agli affaticati e agli oppressi della storia. 

Perfezione

Maria è la Madre della gioia: Gabrielle la pensa così, nel momento in cui i magi Le portano i doni. Gesù conferma: la esorta a chiamarla con questo appellativo, perché Lei ne è felice. E aggiunge che è anche la Madre dei dolori: la donna, nella perfezione dell’essere.

Ogni gioia


Il regno dei cieli subisce violenza, e i violenti se ne impadroniscono: è uno dei passi più enigmatici dei quattro Vangeli. In realtà si spiega bene. Gesù dice che per seguirlo bisogna rinnegare se stessi e prendere la croce. Ecco dove sta la violenza: nel crocifiggere i propri desideri, l’amore di sé. È il preludio della risurrezione, dice il Cristo alla Bossis, vale a dire di ogni gioia.

Abbandono

La forza di Dio è la gioia. È qualcosa che il mondo sperimenta raramente. Per questo bisogna affidarsi, compiere il gesto di lasciarsi andare. L’errore è voler fare da soli, la pretesa testarda dell’autosufficienza. Ma la gioia sta dalla parte opposta, nell’abbandono fiducioso.

Cantare

Cantare andando al sacrificio: così ha fatto Gesù. Uscendo dalla cena, aveva intonato il grande hallel: “il suo amore è per sempre” . È la gioia di Dio la nostra forza, e non dobbiamo temere di attingervi più che possiamo, non preoccupandoci mai di chiedere troppo. Dio non si lascia superare in generosità, diceva sempre don Mario. E quanto aveva ragione.

Piacere e gioia

La gioia viene da Gesù. Il piacere mondano diminuisce l’uomo, la gioia autentica ne aumenta lo zelo, che è il vero segreto della vita. Bisogna chiedere a Dio di dimorare in noi, di essere l’anima delle nostre azioni, di farsi sentire abitualmente: il modo è porre il nome di Gesù davanti a noi, e metterci in cammino.

Gioia

Gesù vuole la gioia, come tutti quelli che amano. Non è possibile desiderare altro, per chi amiamo. Per questo è necessario sentirla, coltivarla. Un modo semplice è fare le cose per Gesù: ciò gli dà gioia e, di conseguenza, la trasmette a noi. La vita è più semplice di quanto si creda. Ma bisogna farne l’esperienza.

Il mantello

Gesù può darci Tutto, ma la gioia ha senso se riconosciamo che è un regalo, se lo amiamo di più, se capiamo che Lui “non è mai alla fine dei suoi doni”, come dice alla Bossis. Non potremo immaginare, sulla terra, quale sia la grandezza del suo amore; lo vedremo di là. Qui possiamo nasconderci nel mantello delle sue virtù, finché il Padre, in noi, non vedrà che Lui.

Penitenza e gioia


Penitenza è una parola che crea sospetto, di cui si diffida. Eppure, per Gesù, è legata alla gioia, perché ripara, perché è amore. L’amor proprio allontana da Dio, attacca a se stessi; la penitenza è leggerezza, dimenticarsi di sé, e aprirsi finalmente all’infinito. Dio è sempre nuovo, perché è infinito; e per l’infinito anche noi siamo creati.

Geni della gioia


Vi ho detto tutte queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Così dice Gesù al termine di uno dei suoi lunghi discorsi riportati nel Vangelo di Giovanni. Significa che il centro del messaggio è questo, e che senza gioia si perde di vista pure Dio. Allora il nostro compito, come insegna Cristo alla Bossis, è essere “geni della gioia”, portatori sani di un virus benedetto.

Magnificat


Dio ha gioia di noi. Molta di più di quanto noi ne abbiamo per Lui. La fede è mettersi in cammino per unire questi due sentimenti, per rialzarsi da ogni forma di accidia, in cui ci induce la natura. Il male fa sì che la gioia sia rimossa dalla nostra coscienza; la chiamata di Cristo la rimette in gioco, a ogni nostro risveglio: il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.