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Azione poetica per Giordano Bruno

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Sabato 13 febbraio alle ore 17:00
Piazza Campo de’ Fiori – Roma

2016 EROICI FURORI
IL GIORNO 13 FEBBRAIO A ROMA IN PIAZZA CAMPO DE’ FIORI ALLE ORE 17,00 SI SVOLGERÀ L’AZIONE POETICA MITOMODERNISTA “2016 EROICI FURORI” IN MEMORIA ALL’EROISMO DI GIORDANO BRUNO.

I POETI CHE PARTECIPERANNO ALL’AZIONE AVRANNO IN MANO UN LIBRO DEL FILOSOFO E SONO INVITATI A INDOSSARE PREFERIBILMENTE UNA TUNICA BIANCA.

L’AZIONE SI SVOLGERÀ ATTRAVERSO LA LETTURA DI TESTI SUL TEMA DELL’EROICO E DELLA FEDELTÀ AI PROPRI IDEALI IN UN’EPOCA DI TRASFORMISMO GENERALIZZATO E DI DECADENZA MORALE.

CHI DESIDERA PARTECIPARE ALL’AZIONE È PREGATO DI INVIARE UNA EMAIL A grandtourpoetico@gmail.com

NON È GRADITA LA PARTECIPAZIONE DI MAESTRI DELL’ADULAZIONE, CULTORI DELLA PIAGGERIA E VIGLIACCHI E/O VENDUTI A BASSO PREZZO.

Su un’idea di:
Tomaso Kemeny, Paola Pennecchi, Angelo Tonelli, Pietro Berra, Flaminia Cruciani, Gianpaolo Mastropasqua.

Il Direttivo del Grand Tour Poetico

Inerzia 4: un passo indietro: Giordano Bruno

di Antonio Sparzani

Statua di Giordano Bruno in piazza Campo dei Fiori a Roma

Statua di Giordano Bruno in piazza Campo dei Fiori a Roma

Non corriamo troppo. Con inerzia 3 eravamo arrivati con un balzo a Newton, ma meglio è procedere più adagio e indagare più da vicino che cosa spinse gli scienziati o, per meglio dire, i filosofi naturali, a promuovere faticosamente un simile allargamento dell’idea d’inerzia; qual era il problema che li assillava e che non aveva alcuna chiara soluzione?

Il problema era molto semplice e, si direbbe, di un candore disarmante: se prendiamo in mano un sasso e lo lanciamo, perché mai il sasso, dopo che la nostra mano l’ha abbandonato, continua a muoversi e, così sembra, in un modo che certamente è influenzato dalla sua storia precedente, cioè dal fatto che la nostra mano l’ha portato fino a un certo punto nell’aria, e in una certa direzione? Perché cioè, dal momento in cui la nostra mano lo lascia andare, e perde ogni contatto con esso, il sasso non cade verticalmente fino al suolo, Continua a leggere

I dietrologi

Ci sono dei modi di pensare così diffusi da essere diventati automatici. Generalmente mi provocano un vago fastidio, come quei bocconi indigesti che si vanno a piazzare sulla bocca dello stomaco e non vogliono saperne di andare né su né giù. Uno di questi modi di pensare è il complottismo, e cioè l’insopprimibile voglia di vedere “grandi vecchi” dietro a tutto ciò che capita. La voce del complotto nasce dal desiderio di denigrare qualcuno, ma ciò che la alimenta è la vocazione dei gonzi ad atteggiarsi a furbi, a far vedere che loro sanno cosa c’è sotto. Per loro le cose non sono mai come sembrano, non sono il risultato degli sforzi di chi si è dato apertamente da fare per ottenerle. E d’altra parte niente succede mai per caso. Dunque, dietro ad ogni evento ci sono strumentalizzazioni ordite da poteri occulti che vogliono l’esatto contrario di ciò che sembra. Loro, i dietrologi, lo sanno. E te lo dimostrano.
Il brano che segue faceva parte di un romanzo che vado componendo con frequenti ripensamenti e seghe mentali. L’ho tagliato perché, a un certo punto, la storia ha preso una direzione che l’ha reso marginale (e, si sa, in un libro tutto ciò che è inutile è dannoso). Ma l’ho tagliato a malincuore, per due motivi: il primo è che il pezzo, in sè, non mi sembra malriuscito; il secondo è che una frecciatina ai complottisti l’avrei data volentieri.
Ecco qua: una sedicente professoressa, dall’improbabile nome di Armida Sésostris, sta tenendo una conferenza ai soci della Filarmonica di Costanza (ridente cittadina tedesca affacciata sul lago omonimo). Guardate un po’ che cosa è capace di dare a bere.
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