Antonio Fiori, Nel verso ancora da scrivere

di Giovanna Menegus

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La poesia di Antonio Fiori, così apparentemente lieve, misurata e sorridente, nasce e si alimenta tutta dalla dichiarazione e consapevolezza della propria insufficienza: «patisce / perché non può sciogliere / i nodi alla gola, per quanto tenti / da sola». O più esplicitamente: «Per dirla tutta la poesia non basta». L’accettazione del proprio limite – di una sorta di dolente, vigile impotenza – la anima sottilmente, in una tensione che è tanto morale (e religiosa), quanto sensibile e sensuale, amorosa, e detta misure perlopiù brevi e composte sempre increspate dall’inquietudine, dai trasalimenti e le interrogazioni dell’umano vissuto. Continua a leggere

Giorgio Caproni. Un mancato incontro

Caproni
di Augusto Benemeglio

1. Villa Pamphili

La prima volta che vidi Giorgio Caproni fu circa trent’anni fa, a Roma (“enfasi e orina… Non è il mio ambiente, manca il paesaggio industriale a me tanto caro, manca il porto, mancano le navi”), in via Vitellia, strada che costeggia le mura di Villa Pamphili, dove vissi gran parte della mia infanzia e ogni anno tornavo, anche da lontanissimo, per venire a trovare la cara “zia Rina”. Continua a leggere

FIRENZE, 18 marzo: “SULLE ORME DI OLGA. L’ATTUALITÀ DELLA POESIA DI GIORGIO CAPRONI E LA FIGURA FEMMINILE NELLA SUA PRODUZIONE”

Sulle orme di Olga
L’attualità della poesia di Giorgio Caproni
e la figura femminile nella sua produzione
lunedì 18 marzo 2013, ore 17
Sala delle Collezioni – Palazzo Bastogi
Via Cavour, 18 – Firenze

Introduce
Nicola Danti
Presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale della Toscana
Intervengono
Rosalba de Filippis
scrittrice
Andrea Malaguti
University of Massachusetts Amherst
Giuseppe Panella
Scuola Normale Superiore di Pisa

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Giorgio CAPRONI (Livorno 7 gennaio 1912 – 22 gennaio 1990)

Lasciate senza nome, senza

data, la pietra bianca

che un giorno mi coprirà.

col sole, prenderà

(forse) il colore delle mie ossa

sarà,

nella sua cornice nera

la mia faccia, vera.

Preghiera

Anima mia, leggera
và a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fà un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.
Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.

Anima mia, sii brava
e và in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada Continua a leggere

Alfabeti, E come Estate

Luce tu

Luce verticale,
luce tu;
alta luce tu,
luce oro;
luce vibrante,
luce tu.

E io la nera, cieca, sorda, muta ombra orizzontale.
(Juan Ramon Jiménez) Continua a leggere