LUCA ORLANDINI, “VELLEITÀ DELLA MATERIA”

Conversazione tra Giovanni Agnoloni e Luca Orlandini

OrlandinivelleitaVelleità della materia (Aragno, Torino, 2016, pp. 190, Euro 15) è un testo di Luca Orlandini composto da pensieri brevi, introdotto da due paradossali citazioni d’eccezione; una lunga, pressoché sconosciuta al grande pubblico, di Giorgio Manganelli, nella quarta di copertina:

«Bisogna arrivare a parlare di cultura come si parla della figa: diciamolo chiaro, se la cultura, se il pensare, non è vitale, se non impegna proprio le viscere (e non metaforicamente, perché il pensare è cosa totale come il morire, è un ‘fatto’, un vero e tangibile oggetto), se non ha anche addosso qualcosa di sporco, di fastidioso, di disgustoso, come è di tutto ciò che appartiene ai visceri, se non è tutto questo, non è che vizio, o malattia, o addobbo: cose di cui è bene o anche necessario ed onesto liberarsi (spogliarsi). … I libri non esistono: ma esiste il nostro fare carne di loro. E sono anni che mi affatico a cercare il come, e tra i miei libri me ne sto goffo e prepotente come un orso, e sostanzialmente impotente. Sono afflitto da una vera, continua, maligna impotenza, che riconosco affatto estranea al mio carattere, ma che c’è, come un porro sul naso, o un odore fastidioso di vivande di terz’ordine. È la mia volgarità, una sorta di fisiologicità intellettuale: una cosa vergognosa

E una di Giacomo Leopardi (Zib., 1252):

«Nessuno è meno filosofo di chi vorrebbe tutto il mondo filosofo, e filosofica tutta la vita umana, che è quanto dire, che non vi fosse più vita al mondo. E pur questo è il desiderio ec. de’ filosofastri, anzi della maggior parte de’ filosofi presenti e passati.» Continua a leggere

Happening di manganelliani a Roma

Ricevo da Lietta Manganelli questo comunicato sul work in progress del prossimo raduno manganelliano.

L’evento si svolgerà in un week end, sabato e domenica, il 21 e 22 aprile 2012, abbiamo ottenuto una risposta positiva di massima dal Centro sociale Brancaleone di Roma, certamente non nuovo alla realizzazione di eventi culturali. Lo scopo è proprio quello di permettere la fruizione di un autore come Giorgio Manganelli da parte di un pubblico più giovane, pubblico che sta sempre più dimostrando un estremo interesse per questo stralunato scrittore Continua a leggere

Intervista ad Amelia (Lietta) Manganelli

di Angelo Ricci, da Notte di nebbia in pianura
Amelia (Lietta) Manganelli, figlia unica di Giorgio Manganelli, si occupa con passione e testardaggine delle opere edite e inedite del padre. E’ la fondatrice e curatrice del centro studi Giorgio Manganelli.

– Da tempo l’editore Adelphi sta pubblicando l’opera di Giorgio Manganelli. È entusiasmante scoprire veri e propri tesori letterari che danno la misura di quello che è stato il Manganelli autore. Di quanto è stata debitrice la nostra cultura nei confronti del “Manga”?

Penso che la cultura, e non solo la cultura italiana, sia fortemente debitrice nei confronti del “Manga”. Debitrice di un nuovo modo di fare “letteratura”, inventando linguaggi e rendendo visibile e concreto ciò che “non esiste”.
La capacità di Manganelli di trasformare il pensiero in realtà e la realtà in pensiero è certamente unica e inimitabile. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.63: Storia di Giorgio Manganelli e dei suoi sodali. “Album fotografico di Giorgio Manganelli”. Racconto biografico di Lietta Manganelli; “I borborigmi di un’anima. Carteggio Manganelli-Anceschi”, a cura di Lietta Manganelli

Storia di Giorgio Manganelli e dei suoi sodali. Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico di Lietta Manganelli, a cura di Ermanno Cavazzoni, Macerata, Quodlibet, 2010; I borborigmi di un’anima. Carteggio Manganelli-Anceschi, a cura di Lietta Manganelli, Torino, Aragno, 2010

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di Giuseppe Panella*

Si tratta certamente di una faccenda piuttosto strana. Giorgio Manganelli è stato probabilmente uno degli scrittori più straordinari e meno considerati della letteratura italiana del Novecento. Nessuna storia del dopoguerra letterario può fare a meno di citarlo e di considerarlo come uno degli esiti migliori del passaggio culturale e stilistico tra le due guerre, eppure i suoi libri e le sue invenzioni narrative sono ben lungi dall’ottenere l’attenzione dei lettori così come meriterebbero. La sua opera attende ancora una compiuta sistemazione critica e sospetto che ancora testi inediti non pubblicati aspettino di ricevere la loro sistemazione editoriale. Questo album fotografico, ritrovato tra le carte dello scrittore che le aveva conservate anche se nel modo un po’ disordinato che lo contraddistingueva, è diventato nel gustoso e simpatetico racconto della figlia Amelia Antonia detta Lietta una sorta di continuazione per immagini della sua opera di scrittore.

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Pubblico e “privato”

di Lietta Manganelli


Mi accingevo a stendere un bilancio sul coinvolgimento pubblico alle “scommemorazioni” per i venti anni dalla morte di mio padre, Giorgio Manganelli, quando sono rimasta idealmente con la penna a mezz’aria.

Certo le amministrazioni pubbliche hanno fatto qualcosa, non lo nego: il Cantiere Manganelli 2 a Roma, che anche se ridimensionato più volte in corso d’opera per mancanza di fondi, alla fine è risultato coinvolgente e interessante. La Scommemorazione presso l’Università di Pavia, a cura del Centro Manoscritti, con il suo apporto di studiosi manganelliani “storici” e non, ha presentato un panorama che più completo non si poteva, e ha registrato un “tutto esaurito” di pubblico.

Certo si poteva (e si potrebbe) fare ancora molto, se è vero, come si dice, che Manganelli è uno dei maggiori scrittori del Novecento… Ma a questo punto mi sorge spontanea una domanda: perché mai il “pubblico” dovrebbe impegnarsi economicamente per sostenere una iniziativa che al “privato” non interessa assolutamente?

Mi spiego meglio. Continua a leggere

Giornata di studi su Giorgio Manganelli

Ricevo dal Centro Studi Giorgio Manganelli e volentieri diffondo, pregando autori e lettori di LPELS di accorrere in massa:


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta
di autori moderni e contemporanei

Giorgio Manganelli (1922-1990)
La “scommemorazione”
GIORNATA di studi
nel ventennale della scomparsa

Università degli Studi di Pavia, Strada Nuova 65
Aula Foscolo
Giovedì 11 novembre 2010 Continua a leggere

Un inedito di Giorgio Manganelli

L’inedito qui offerto ai lettori di LPELS da Lietta Manganelli e dal neonato Centro Studi intitolato a suo padre (vedi) è stato rinvenuto – con la preziosa collaborazione di Emanuele Dattilo e della dottoressa Carla Nardi – nel Fondo del Movimento di Collaborazione Civica annesso all’Archivio Nazionale di Roma,  busta 9.41. “Il Movimento di collaborazione civica – si legge nel sito dei Beni Culturali – si occupò nell’immediato dopoguerra dell’educazione degli adulti e, per mezzo dell’Umanitaria e del Fronte della cultura, diede impulso alla fondazione dell’Unione italiana della cultura popolare”.

Chi desiderasse cooperare col Centro Studi Giorgio Manganelli e contribuire a mantenerlo in vita può rivolgersi al seguente indirizzo: manganelli@delam.it

Il libro e la lettura

Giorgio Manganelli

Giorgio Manganelli

In Piazza del Popolo, a Roma, una lapide affissa alle mura verso piazzale Flaminio rammenta il sacrificio di due carbonari, giustiziati nell’800; la lapide non si rivolge a nessuno in particolare, ma tutti possono leggerla; coloro che la leggono provano emozioni, e forse la ricorderanno a lungo, o forse quelle due morti “vere” resteranno nella memoria solo come poche, anonime parole incise sul marmo. Quella lapide ha qualcosa che fa pensare ad una pagina; la pagina di un libro; forse è un libro minuscolo e insieme vasto; le sue parole, ingenue e grandi, appartengono a tutti coloro che vogliono leggerle. Noi viviamo in un mondo di messaggi scritti: nella stessa piazza, certamente, ci sono manifesti che annunciano eventi prossimi, e anche manifesti che si riferiscono ad eventi ormai dimenticati. Sono parole destinate a scomparire insieme a ciò di cui parlano. Le ascoltiamo rapidamente, se ci interessa ne prendiamo nota, e procediamo. Altre parole ammoniscono automobilisti e pedoni. Sono parole utili, ed è bene porvi attenzione. Ma quella lapide è diversa. Continua a leggere

Per un Centro Studi “Giorgio Manganelli”

Giorgio e Lietta Manganelli

Giorgio e Lietta Manganelli

Cari amici,

quest’anno cade l’anniversario dei vent’anni dalla morte di Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista e quant’altro, nonché mio padre. Quindi quest’anno saranno organizzati diversi eventi per ricordarlo e per, si spera, farlo conoscere a chi ancora non lo conosce. Il mio sogno è sempre stato quello di “snicchiarlo” (chissà se questa espressione gli sarebbe piaciuta), cioè di toglierlo da quella “nicchia” in cui è stato messo vuoi per la sua obiettiva difficoltà, vuoi per la sua indubbia “scomodità”.

Primo evento in calendario: a Roma, il 5 Maggio, ore 16, presso la Casa delle Letterature in Piazza dell’Orologio, partirà il Secondo Cantiere Manganelli, che comprenderà un mostra di disegni, varie presentazioni di libri in uscita, un dibattito, e un documentario assolutamente inedito. (Il programma definitivo sarà pronto a giorni). Continua a leggere

Il Mangagnifico e il Magister

Lietta Manganelli
Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico di Lietta Manganelli
a cura di Ermanno Cavazzoni
Macerata, Quodlibet, 2010, con 109 ill. b/n e col., pp. 104, € 14,00

Giorgio Manganelli
I borborigmi di un’anima. Carteggio Manganelli-Anceschi
a cura e con una postfazione di Lietta Manganelli
Torino, Aragno, 2010, pp. 86, € 12,00



Nel ventennale della morte di Giorgio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922-Roma, 28 maggio 1990) la figlia Lietta, che da anni si occupa con grande passione e diligenza dell’opera paterna (a lei si devono, tra l’altro, le lettere famigliari edite da Aragno nel 2008 sotto il titolo di Circolazione a più cuori), dà fuori, rispettivamente come autrice e curatrice, due contributi preziosi, se non esattamente essenziali, alla conoscenza dell’outsider tra i più estrosi e seducenti del secondo Novecento, il cui forte debito formale verso il Gran Lombardo — tale da procurargli l’ingiusta nomea di principe degli epigoni gaddiani — non vale a scalfirne minimamente la portata. Continua a leggere