“Né acqua per le voci” a Chiamamilano

Giovedì 6 Dicembre alle ore 18 presso lo Spazio Chiamamilano, in Via Laghetto 2, Giulia Niccolai e Giorgio Morale presentano il nuovo libro di Marina Massenz Né acqua per le voci (Dot.com Press 2018).

L’autrice, attraversando il bosco, mutandosi in corteccia, accede ad una vicinanza simpatetica con le creature del mondo. La nicchia biologica perde la sua staticità per passare da luogo liminare a luogo di fusione, accedendo ad un dimensione simbolica e sacra. (dalla prefazione di Vincenzo Frungillo) Continua a leggere

Su “Fatti vivo” di Chandra Livia Candiani

Di guerrieri indifesi / ha bisogno il mondo, / di sacra ira / di occhi spalancati. Su Fatti vivo di Chandra Livia Candiani

Segnalo su Carmilla una mia lettura di Fatti vivo (Einaudi 2017), la nuova raccolta poetica di Chandra Livia Candiani.

Già il titolo è una sveglia: Fatti vivo. L’incontro delle due parole determina quella che Jurij Lotman chiama “esplosione di senso”, “provocata dall’intersecarsi di immagini della realtà che non potrebbero intersecarsi altrimenti”. Il titolo esercita la duplice funzione di presa di contatto con il lettore e di esortazione. Occorre “farsi vivi” e “farsi vivi” richiede una pratica quotidiana che bandisca inerzie e narcisismi. Con Fatti vivo Chandra Livia Candiani manifesta piena consapevolezza della propria poetica (“Il nudo / lo spoglio / ha splendore”) e rende esplicite urgenze implicite ne La bambina pugile (Einaudi 2014). Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, Un invito per un tè

Segnalo due incontri nell’ambito di Bookcity.

Il 23 ottobre: Invito a un tè con i morti. Chandra Livia Candiani legge dalla nuova edizione di Bevendo il tè con i morti (Interlinea 2015) e dialoga con Vivian Lamarque. Presso la Sala della Balla del Castello Sforzesco, a Milano. Alle ore 17.

Il 25 ottobre: Il silenzio è cosa viva. Chandra Livia Candiani legge dalla nuova edizione di Bevendo il tè con i morti (Interlinea 2015). Presso Philo, via Piranesi 12, a Milano. Alle ore 18.30.

In occasione della riedizione di questo libro, ormai introvabile nell’edizione pubblicata nel 2008 da Viennepierre, ripropongo una intervista da me fatta a Chandra Livia Candiani nel 2008. Continua a leggere

Poeti di 10 anni. In “Ma dove sono le parole?”

Mercoledì 20 maggio 2015, ore 21.00, presso Philo pratiche filosofiche, via Piranesi 12, Milano, sarà presentato il libro Ma dove sono le parole? di Chandra Livia Candiani e Andrea Cirolla (Effigie 2015), dedicato alle poesie scritte dai bambini delle periferie multietniche di Milano nei seminari di una maestra speciale. Ne parlano Chandra Livia Candiani, Andrea Cirolla, Giorgio Morale. Ingresso libero. Qui si possono leggere testimonianze sull’esperienza e una scelta di poesie di bambini. Qui si può ascoltare una intervista a Chandra Livia Candiani effettuata da Gabriella Caramore domenica 17 maggio 2015 nella trasmissione “Uomini e profeti” su RadioTre. Di seguito un testo apparso su Affari Italiani.

Poeti di dieci anni
di Giorgio Morale

L’anima dell’opera d’arte deve trovarsi alla superficie nuda il più possibile”. Sono parole del grande poeta Novalis. Ed è quello che si realizza nelle poesie dei bambini di questo Ma dove sono le parole? appena pubblicato dalle Edizioni Effigie. Lo stesso Novalis prosegue scrivendo che “Alla bellezza e alla regolarità della forma il primo artista non dà alcun peso. Egli cerca soltanto un’espressione sicura della sua intenzione – la comunicazione comprensibile è il suo scopo”. Continua a leggere

“Ma dove sono le parole?”: incontro con Chandra Livia Candiani a Milano

Ma dove sono le parole?
Scoprire la poesia da bambini nelle periferie multietniche di Milano
con una maestra fuori dal comune

Incontro con Chandra Livia Candiani, Andrea Cirolla, Giorgio Morale
Mercoledì 20 maggio 2015, ore 21.00, presso Philo pratiche filosofiche, via Piranesi 10/12, Milano
ingresso libero

Il silenzio mi passava tra le vene / sembra infinito il silenzio. Sono le parole di un poeta. Ma ha nove anni e forse nemmeno frequenta più la scuola. Eppure proprio a scuola ha imparato a comporre versi, dopo aver incontrato una strana maestra, diversa da tutte le altre. Ma dove sono le parole? raccoglie l’esperienza di Chandra Livia Candiani, poeta, in diverse scuole elementari di Milano e raccoglie una selezione delle poesie dei circa 1.400 studenti che hanno partecipato ai suoi seminari. Continua a leggere

Vivalascuola. Ciao, Daniela, e grazie!

Questa puntata di vivalascuola è un saluto grato e commosso a Daniela Bertocchi, che ci ha lasciati il 28 novembre 2014. Con Daniela Bertocchi salutiamo una maestra che non ha mai smesso di essere una di noi. Daniela Bertocchi ha dedicato alla scuola gran parte della sua vita. Pensare a lei è pensare a quella che si definisce una persona di scuola, aliena dal “pensiero unico” , sempre vicina agli altri e aperta al dialogo e alla condivisione per inclinazione personale e per scelta umana e professionale. E ricordarla è ricordare una merce oggi molto rara: la centralità della didattica e della formazione. Grande è la gratitudine per Daniela, per le qualità della persona, per i suoi libri e i suoi corsi e, per noi, per la sua preziosa collaborazione a vivalascuola. La rubrica è nata il 15 settembre 2008 come spazio di opposizione alla “riforma” Gelmini e già il 24 novembre 2008 Daniela firmava il primo di una serie di articoli. Per quelli che l’hanno conosciuta, Daniela Bertocchi rimane un esempio di rigore, coerenza e disponibilità alla sperimentazione e alla discussione. Ciao, Daniela, e grazie!

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La bambina pugile al Festivaletteratura di Mantova

La gioia incredula del mondo

Il 6 settembre alle ore 18.15, presso la Sagrestia della Chiesa di San Barnaba, il Festivaletteratura di Mantova propone un incontro con Chandra Livia Candiani.

L’autrice de La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore scrive di sé: “Vado sempre in cerca di poesia, nutre una mia batteria fondamentale, la cerco nei boschi, nella notte, negli alberi, negli animali, nei libri, negli ascolti, negli sbagli. Soprattutto, nella mancanza. Se accetto di mancare, di assaporare quel mio mancarmi sempre, arriva una brezza di parole”. È la traccia che si ritrova nei suoi versi, così fortemente segnati dal cammino spirituale tra esperienza occidentale e pensiero orientale in dialogo continuo. Ne parlerà con Giorgio Morale. Continua a leggere

Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani

Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Vorrei cominciare con un grazie, Chandra, per questo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore: lo accolgo come uno di quei libri da portare con sé come i giovani che partivano per il fronte della Seconda Guerra Mondiale portavano nello zaino Ossi di seppia e che mostrano, a proposito delle opere dello spirito, come “le cose inutili a volte sono indispensabili” per la vita: come tu dicevi nell’epigrafe al tuo libro di ninnananne La nave di nebbia.

Mi piace un ‘libro da portare con sé’, più modestamente magari in tram verso il lavoro o verso casa, ma anche in vacanza o prima di dormire, sì. La poesia è pane, sfama e nutre il bisogno di quello che non si vede ma bussa in noi Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore

E’ in libreria dal 4 marzo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2014). E’ mia intenzione seguire con cura questo libro e tornare a parlarne, per intanto ne do con gioia l’annuncio e segnalo che così ne saluta l’uscita Andrea Cirolla su Minimaetmoralia:

… esce un bel libro… un libro importante per me e per il raccolto séguito dell’autrice, un gruppo di lettori fedeli e accaniti…

Sono anch’io tra coloro che pensano che La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore sia non solo il libro più alto di Livia Candiani, ma anche uno di quei libri ci saranno cari non per il posto che andranno a occupare negli scaffali delle biblioteche, ma per lo spazio che avranno nella nostra vita. E’ mia convinzione infatti che con la sua nuova raccolta Livia Candiani ci abbia dato la poesia di cui il nostro tempo ha bisogno. Continua a leggere

Marco Scalabrino, “Giovanni Formisano”

Ogni tantu pinsati a stu pueta
di Giorgio Morale

Una impressione di lettura, una nota biografica, qualche giudizio critico, una piccola antologia poetica di Giovanni Formisano, un invito all’ascolto. Continua a leggere

Vivalascuola. L’istruzione modello CL

regione prc

Clericalismo è tutto fuorché qualcosa di religioso, perché è il ricatto, è il profitto sulla religione” (padre Giulio Bevilacqua)

Mentre la scuola pubblica viene privata delle più elementari risorse, prospera con fondi e privati e pubblici una scuola privata dove vige l’omologazione culturale e l’autoritarismo pedagogico; una scuola fortemente caratterizzata ideologicamente; che prevede distinte una scuola per poveri e una scuola per ricchi; la scuola della “chiamata diretta” e del “buono scuola” come forma di finanziamento pubblico indiretto: una scuola che nulla ha a che vedere con la scuola della Costituzione. Di questo modello di scuola proponiamo una analisi in questo articolo uscito sul n. 14 della rivista «Gli Asini». E invitiamo i lettori a due firme: una alla petizione proposta dall’Associazione Nonunodimeno per abolire i buoni scuola erogati dalla Regione Lombardia; una all’appello “Bologna riguarda l’Italia” del Comitato Art. 33 per il voto a favore dell’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private nel referendum bolognese del 26 maggio. Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, Salvare la parola

Segnalo e con gioia invito non solo i poeti, ma tutti gli amici e i lettori di questo blog a leggere una bellissima intervista di Roberto Bertoni a Chandra Livia Candiani pubblicata da Il primo amore. Chandra Livia Candiani non solo scrive altissime poesie, ma comunica come pochi con parole stupende la grande forza e la funzione che ha la poesia “per la vita“. Non solo di Buddhismo e cultura italiana si parla infatti in questa intervista: di qualsiasi cosa parli, Chandra Livia Candiani parla di poesia e parlando di poesia parla di vita.

Salvare la parola
intervista di Roberto Bertoni a Chandra Livia Candiani

Se dovesse lasciare un messaggio in una capsula che viaggiasse verso il futuro, cosa vorrebbe dire?

Come stai?

Se pensa al presente in cui viviamo, cosa è più urgente fare, in quanto poeta?

Salvare la parola. La parola è in via d’estinzione. Non dice più. Forse informa, talvolta comunica, ma trasmette quasi mai. Tocca cosa? Dove? Continua a leggere

7 domande a Chandra Livia Candiani

Invito a leggere questa bellissima intervista di Mauro Germani a Livia Candiani: un’intervista tutta vita, parole sempre in ascolto e in scoperta. Buona lettura!

Quali autori in particolare sono stati fondamentali per la tua formazione?

Partendo dall’inizio, Saint-Exupéry del Piccolo Principe e Pascoli. Non andavo ancora a scuola e sentendo mio fratello imparare a memoria La cavallina storna, pensai fulmineamente: “Da grande voglio scrivere in quella lingua.” Del Piccolo Principe amavo la solitudine, lo spaesamento planetario, e gli amori, la rosa, la volpe, il serpente, amori che lo spingevano via, lo facevano sentire ancora più solo. E poi gli autori russi che erano di casa. Una volta che corsi singhiozzando dalla mia nonna russa, dicendo che non avevo amici, che a scuola non piacevo a nessuno, lei rispose enigmatica: “Quando leggerai i romanzi russi, lì troverai i tuoi amici.” Continua a leggere

Donato Salzarulo, Dittico delle ceneri

Il vestito vuoto

Era già sconnessa e fradicia – poco
lontano un’altra aveva il disegno intatto –
e mio padre riemergeva vestito vuoto,
lacerato: qui le dita dei piedi, qui
il femore, le costole ad una ad una,
le clavicole, il teschio. Tutto confuso
con la terra. Tutto dello stesso colore
scuro. Immaginavo un odore marcio,
di liquame. Annusavo, invece, l’humus
di un bosco, l’uomo. Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, “Versi d’asino” e altre poesie

da Versi d’asino

Mio rifugio
mia rondine senza capo né coda
puro volo;
a cosa tornare
senza casa né passo
a quali ali affidarsi
nello spazio senza lingua del limite
a quale fuoco scaldare
le mani senza corpo. Continua a leggere

Charles Dickens, Il mistero di Edwin Drood

Questa non è una “lettura” e nemmeno una recensione. E’ una richiesta d’aiuto, un S.O.S., un appello.
Leggete questo romanzo, leggetelo e ditemi come finisce… Aiutatemi a risolvere il mistero più intrigante della storia della letteratura.
Il romanzo è stato lasciato incompleto da Dickens per il sopraggiungere della morte, ma la storia è così ben congegnata che quando pensiamo di esserci fatta un’idea della soluzione, subito dopo la scartiamo e ripartiamo…

Il mistero più intrigante della storia della letteratura
di Giorgio Morale

Il mistero del titolo riguarda la sorte di Edwin Drood, giovane ingegnere in procinto di partire per l’estero, che vediamo a Cloisterham in visita al tutore, lo zio John Jaspers, maestro del coro della cattedrale Continua a leggere

“Paulu Piulu” di Giorgio MORALE. Recensione di Marco Scalabrino

Autunno

Dal culmine dell’estate al primo autunno la madre si preparava per l’inverno come per una spedizione. Dall’estate si portava le conserve, i sughi, i pomodori salati; dall’autunno, l’olio, il vino cotto, la marmellata di cotogne, le olive in salamoia. In quei giorni tutta Avola risuonava del paziente rimestare delle donne nei larghi piatti delle conserve sui marciapiedi e sui terrazzi, con gli abiti macchiati di pomodoro e in capo bianchi fazzoletti per proteggersi dal sole. In pieno agosto s’accendevano fuochi negli slarghi delle strade e si protendevano le braccia a mescolare il pomodoro che si faceva bollire in enormi calderoni. Grandi amori e grandi inimicizie, invidie e gelosie, confidenze e maldicenze a non finire nascevano per via di prestiti di piatti e strumenti concessi o negati; si sarebbero rincorsi fino all’anno successivo, quando avrebbero avuto una possibilità di appello. Nei fine settimana anche il grande spazio deserto della fabbrica s’animava di voci e attività. Poi era la volta delle mandorle, a far bella mostra di sé sui marciapiedi, dove eran fatte rotolare con rumore secco e legnoso; e delle carrube, dal suono leggero e vuoto, buone per bestie e bambini. I ragazzi, passando, non resistevano alla tentazione di un assaggio, e i loro appostamenti e andirivieni s’intrecciavano con quelli dei sensali e delle offerte. Poi entravano in azione i frantoi e i palmenti, lavorando giorno e notte, con tanti spettatori a contendersi i posti migliori. Tra questi la mamma Maria, attentissima a che nessuno le passasse avanti, senza pace finché non entrava in possesso del suo poco olio. Poi faceva il racconto delle battaglie che aveva dovuto sostenere. Poi…
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Vivalascuola. Dove abitano le parole

KleeNashua 9 anni marocchina
La mia mamma moriva,
le chiedevo aspetta
sta
arrivando il mio compleanno,
lei sorrideva e diceva:
avrai un
compleanno bellissimo!

Axle, quinta elementare
Quando hai paura
trattieniti
e poi respira
sei innocente
quando hai
un maestro.

L’esercizio della propria libertà, si sa, è cosa assai pericolosa, che del resto si richiede all’adolescente; non tirandosi indietro, poi, nel constatarne l’immaturità o l’inutile e pericolosa rivolta. Esercitare la libertà del testo e della lettura nella scuola, vuol dire, in primo luogo, far sentire ai propri allievi di essere capaci di poter essere liberi nella vita, di vedere con altri occhi. Non si ricorderanno di aver scritto poesie – la scuola ci mette poco a far dimenticare – si ricorderanno di te, dell’esempio di libertà di un maestro. (Sebastiano Aglieco)

Dove abitano le parole? Esperienze di poesia a scuola
di Chandra Livia Candiani

Da qualche anno conduco seminari di poesia nelle scuole elementari.

I bambini sono di otto, nove o dieci anni. Non sono solo italiani, ma anche stranieri che vengono dai paesi più diversi: Cina, Uruguay, Brasile, Panama, Perù, Colombia, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Filippine, Marocco, Tunisia, Russia, Romania, Ucraina. Partiamo da un punto in cui conoscere molte parole non è affatto quello che conta. Continua a leggere

L’immagine del volo nei versi di Chandra Livia Candiani e Nadia Agustoni

Chagall

di Roberta Borsani

Primavera, e i nostri pensieri sono tutti intessuti di leggerezza!

Sarà questo che ha influenzato la mia lettura di due poetesse contemporanee, ignorate dalla grande (grande?) editoria, ma conosciute e amate.

Poetesse che con le parole vivono a tu per tu, in dolce intimità, capaci di parlare al cuore. Sto parlando di Livia Candiani e Nadia Agustoni.

Poetesse diverse, a considerare quanto sono diverse le atmosfere che aleggiano, evocate, intorno ai loro scritti. Diverse, come l’aria dall’acqua, le cime dei monti dal fiume. Eppure con qualcosa di importante che le accomuna; disseminato, o magari disciolto e dissolto nei versi, implicito e oscuro. Continua a leggere