Luigi Maria Corsanico legge Benjamin Fondane

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Benjamin Fondane

 

È a voi che parlo

(B. Fondane, Le mal des fantômes, cit., Préface en prose, pp. 151-153)

voce recitante: Luigi Maria Corsanico

 

Horowitz plays Wagner-Liszt Isolde’s Liebestod.

Menashe Kadishman, Fallen Leaves, in mostra al museo del giudaismo di Berlino.

Gustav Klimt – La morte e la vita (1908, Vienna, collezione privata) Continua a leggere

Vivalascuola. Memoria del male, memoria del bene

Quest’anno la puntata di vivalascuola per la Giornata della Memoria è dedicata ai Giusti. Si tratta di una memoria che ci fa sentire in debito e ci “compromette“, poiché i Giusti ci trasmettono non solo la consapevolezza che “chi salva una vita salva il mondo“, ma anche che non basta indignarsi del male di cui siamo spettatori; e soprattutto ci trasmettono l’impegno di farci carico, noi stessi, della lucidità e del coraggio che hanno ispirato chi ha operato e opera con giustizia e speranza, contro corrente e mettendo a rischio la propria vita, per salvare anche una sola vita umana nel corso dei genocidi che da Auschwitz in poi si sono susseguiti ovunque, ieri come oggi. La puntata comprende una riflessione di Stefano Levi Della Torre sulla figura dei Giusti, un intervento di Salvatore Pennisi sul valore educativo della memoria del bene, il racconto di Maria Bacchi di una bella pagina della nostra storia in quel di Nonantola e la riproposta di un articolo di Gabriele Nissim su Shoah e Giusti. Completano la puntata tre racconti di resistenza e dignità che proponiamo come lettura per le scuole; inoltre materiali e segnalazioni. Altri materiali su vivalascuola qui, qui, qui, qui, qui, qui.

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Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

Vivalascuola. Come insegnare Auschwitz

Se ricordare è un dovere e se il riconoscimento del valore politico e civile di tale memoria non può essere un’acquisizione naturale ma il frutto di un’educazione oltre che dell’istruzione, come educare a ricordare? Come insegnare Auschwitz? (Luigi Monti)

Come ricordare Auschwitz?
di Stefano Levi Della Torre

Un amaro scetticismo non concede più credito all’antico motto “historia magistra vitae”. La storia, si dice, non può guidarci, perché gli eventi, se pure si ripetessero, appaiono in contesti sempre inediti. Eppure, quando invochiamo, e giustamente, la memoria di Auschwitz “perché l’orrore non si ripeta”, di nuovo invochiamo la storia come maestra, come avvertimento.

Certo, la scrittura di storia non è tutt’uno con la memoria Continua a leggere

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010

 

I nomi, tutti,
pronunciati all’indietro,
l’ultimo, fatto re
con i nitriti
dinanzi agli specchi di brina,
assediato, accerchiato
da plurinascite,
la fenditura sul colmo,
che attraversa lui e implica
te, isolato.

(Paul Celan)

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