D’estate nei paesi. Giovanna Iorio

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Succede nei paesi che non succede niente. Ma non il niente delle città. Un niente differente.

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Succede nei paesi che stamattina alle cinque cantava il gallo. Ma non un gallo di cui non si sa niente. Si chiama Mario. Come il suo padrone.

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Succede nei paesi che all’improvviso ti ricordi di quel bambino che tanto tempo fa comprava galline e le soffocava. E chiedi:
“Che fine ha fatto quello che ammazzava le galline?”
“Fa il maestro a Padova.”
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I LIBRI DEGLI ALTRI n.53: La densità della scrittura poetica. Giovanna Iorio, “In-chiostro”

Giovanna Iorio, In-chiostroLa densità della scrittura poetica. Giovanna Iorio, In-chiostro, Grottaminarda (Avellino), Delta 3 Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella

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La poesia è composta esclusivamente di parole disposte sulla pagina (il come questo avvenga nelle forme più diverse – lo dimostra la storia della tradizione lirica non solo occidentale – non elimina la necessità e l’uso delle parole composte tipograficamente e la loro rappresentazione segnica).

Allo stesso modo, le parole composte sulla pagina non sono solo il frutto dell’incontro dell’inchiostro tipografico utilizzato e della carta su cui si imprime il suo segno ma rappresentano il corpo dell’autore che le hanno prima concepite come flusso del suo desiderio e parto della sua emozione vivente. Lo rivela la stessa Iorio nella prima poesia della sua raccolta, il testo che scandisce significativamente il successivo passaggio delle emozioni e dei sogni che configurano la realtà della sua scrittura e ne perimetra con attenzione i limiti (molto precisi e attenti) della sua poetica in nuce, presentandosi con l’apparenza di un vero e proprio “manifesto di poesia”:

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