Lettura di “Quasi estate” di Giovanna Menegus


di Fabrizio Centofanti

Giovanna Menegus scrive parole sull’acqua, nell’erba, dovunque le cada l’occhio: quello interiore, i sensi interni dei Padri, che se ne intendevano di teologia, e quindi di poesia.
“Da dove è tornata ora questa luce”: è il mistero dell’ispirazione che nessun critico potrà mai spiegare, ma nemmeno il poeta, che la accoglie come l’albero la pioggia, secondo la famosa icona di Siddharta. È un gioco di luci e ombre, che rischia di perdersi nel nulla: “al falò grande della notte / che presto ricade / in silenziosa / cenere”. Ma non può, perché “l’oscura corrente del Verbo / […] sostiene l’universo”. Continua a leggere

Attendendo le fioriture di Giovanna Rosadini



di Giovanna Menegus

 

Da sistema a unità a numero completo, i titoli dei libri di poesia finora pubblicati da Giovanna Rosadini alludono sempre a un tutto, un insieme coeso (Il sistema limbico, Atelier 2008; Unità di risveglio, Einaudi 2010; Il numero completo dei giorni, Aragno 2014). La forza dell’asserzione, dell’affermazione positiva e ordinatrice è tanto maggiore quanto più risulta minacciata da un polo negativo e indistinto cui si oppone. Continua a leggere

Rabindranath Tagore


La grande gioia di Tagore

di Giovanna Menegus




Il mondo è nato
           dalla grande gioia,
il mondo è conservato 
           dalla grande gioia,
e nella grande gioia
           entriamo dopo la morte.


*


Ogni mattina al benefico tocco della luce
Ricevo dell’esistenza il dono –
[…] Continua a leggere

Prima di Pasqua


di Giovanna Menegus

Se entrassi nel bosco
in questo pomeriggio di fine marzo
sentiresti il rumore di tutte le foglie secche e rami

vuoti che si spezzano – in un solo rapido
crepitio di bruna polvere
riscuotersi la terra da quanto è vecchio:

insieme, bucando aride scorze
così lievi ormai, pianissimo
udresti l’erba crescere Continua a leggere

Ciclamino bianco


di Giovanna Menegus

A V., me stessa e altri

È eguale dunque
la storia di tutti i poeti –

stessa ferita d’origine (e orgoglio),
stessa ferocia implacata, poi,
in ricaduta
lungo gl’infiniti giorni d’una vita

– e questo stesso unico ciclamino bianco
che palpita cieco innocente
nel sole basso
di dicembre

(Immagine: Paul Rafferty, “Cyclamen Study”, Portland Gallery)

Giovanna Menegus. Cinque poesie

La neve la notte

I.

Finché una musica non l’insinua
l’anima se stessa ignora, né esiste
forse – celata
in impalpabili membrane
e richiamata ora a un tratto a essere

II.

Vai a posarti nella notte
come una pietra bianca, un pane

– nel sonno il sogno il silenzio
a lievitare

III.

Al risveglio
la fessura, il taglio in te è alto,
lunghissimo

– arriva al cielo Continua a leggere

Giancarlo TRAMUTOLI. Lampadina nera. Nota di lettura di Giovanna Menegus

Giancarlo Tramutoli, Lampadine (Ermes, 1998)

 

Giancarlo Tramutoli, potentino, classe 1956, si presenta come «produttore di lampadine», ovvero di «piccole illuminazioni, calembour, aforismi, epigrammi, poesie ludiche». Sebastiano Vassalli lo definì «uno dei rari poeti giocosi che ci siano oggi in Italia: paese, come tutti sanno, con la più alta concentrazione di poeti seri e seriosi del mondo e, forse, dell’universo». Continua a leggere

Dettaglio di “Santa Lucia” di Francesco del Cossa, e alcune poesie di Franco Fortini, scelte da Giovanna Menegus

Un dettaglio dalla Santa Lucia di Francesco del Cossa, conservata alla National Gallery of Art di Washington. Che è anche l’immagine di copertina di Una volta per sempre di Franco Fortini, di cui ricorre il centenario della nascita (Firenze 1917-Milano 1994).

Di seguito alcuni versi tratti dal libro (Einaudi 1978, Supercoralli), che comprende quattro raccolte: Foglio di via, Poesia e errore, Una volta per sempre, Questo muro.
Come si legge nel retro di copertina del volume il titolo Una volta per sempre è ispirato a queste parole di Alessandro Manzoni: «Un vero veduto dalla mente per sempre o, per parlare con più precisione, irrevocabilmente».

 13 dicembre 2017 Continua a leggere

Giovanna MENEGUS – Una poesia…

Le micropolveri in fumo denso…

 

Che cosa leviamo al cielo
da questa nostra bassura umana
pianura padana
dolcissima terra pedemontana

gas e veleni in luogo d’incenso,

e un frastuono in luogo di canto,
al mare ai pesci le microplastiche,
alla notte e all’altissimo
festoni di luminarie spastiche Continua a leggere

Di padre in padre. La voce ultima di Laura Maria Gabrielleschi. Recensione di Giovanna Menegus

 

Il perno doloroso e il vuoto attorno a cui ruotano le 57 poesie della raccolta Di padre in padre (La Vita Felice, 2016) è quello della figura maschile: la prima, per una donna, una figlia che dal padre è stata abbandonata bambina. Dopo trent’anni, o quaranta, o più, «il passato è inabitabile» – come ricorda una citazione da Lorca in esergo –, «la ferita aperta», e mentre «il dolore sorveglia la stanza» e «il tempo si astiene», il presente viene mancato e manca: quanto si cerca è ora appena «qualcosa che somigli alla vita». Continua a leggere

Alcuni versi di Antonio Fiori e Attilio Lolini, di Giovanna Menegus

Gli autori di riferimento che vengono citati dai critici per la poesia di Antonio Fiori sono, a quanto ne so, Caproni soprattutto e Gozzano. Leggendo certi versi di “In merceria” a me – che su un classico del Novecento come Caproni devo ahimè confessare ignoranza – è capitato invece di ricordare certe intonazioni, modi, arie e umori di Attilio Lolini, mancato pochi mesi fa. Continua a leggere

Lagunario di Isabella PANFIDO. Recensione di Giovanna Menegus

 

Il Lagunario di Isabella Panfido

«Tutto era finalmente inghiottito, geografia e memoria scomparivano dagli occhi e dalla mente e la lasciavano vuota a respirare quella mistura d’acqua di cielo e di mare, micronizzata in sospensione.
Quel fiato lento e salato che stagnava sul Canale di Santo Spirito le arrivava come una […] inalazione di nebbia medicamentosa.» Continua a leggere

Giovanna MENEGUS – Quasi estate. Recensione di Antonio Fiori

Giovanna Menegus
Quasi estate
ExCogita, 2017

Il libro, venerdì 7 luglio prossimo alle ore 21.00, sarà presentato da Antonio Fiori ad Alghero – alla Libreria Cyrano.

‘Quasi estate’ è la prima silloge edita di Giovanna Menegus, autrice di un esordio già felice  nel titolo e nella cura editoriale di ExCogita, piccola e orgogliosa casa editrice voluta e  diretta da Luciana Bianciardi, figlia del compianto Luciano, giornalista e scrittore  indimenticabile. Continua a leggere