Due limpide voci femminili della poesia italiana contemporanea: Giovanna Sicari e Gabriela Fantato

Giovanna Sicari

di Rosa Salvia

Poetessa intensa e schiva è Giovanna Sicari, nata a Taranto nel 1954 e morta a Roma, dopo lunga malattia, nel 2003. Una voce non chiassosa, appartata e cordiale nel panorama letterario del secondo Novecento. Il suo stile fatto di accostamenti, di sincerissime confessioni e di essenziale rigore, lo si vede già dai suoi testi d’esordio, Decisioni del 1986 e Ponte d’ingresso del 1988 e più compiutamente nelle raccolte maggiori, come Sigillo del 1989, Uno stadio del respiro del 1995 e successivamente nella sua opera più importante Epoca immobile del 2003, scritta durante il tempo della sua malattia e uscita poco prima della sua morte. Un’ opera ricca di profonda emozione e umanissima pietà in cui il senso dell’inesorabilità della sorte atteggia l’animo della poetessa a una accettazione esistenziale lontana dal grido incomposto e dai languori elegiaci, lungi da ogni alchimia celebrale. Continua a leggere