CRESTOMAZIA 1: Giuliano Mesa (da “Quattro quaderni”)

Giuliano Mesa (da Quattro quaderni, 1999)

questa sorda sirena,
e finalmente il suono della fine

(è già finita,
non resta che finire)

questa sera serena,
che mente fino all’ultimo sospiro

(è già spirata,
basta respirarla)

[questa selva silente,
che finalmente è solo una maceria

(che non riguarda,
se non si guarda più)]

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Giuliano Mesa (1957-2011)

Racconto

 

«Ciao». «Ciao». «Stai bene?». «Sì. Tu?». «Mi accompagni a casa?»

«Sai cos’ho pensato, dopo?». «Dopo cosa?».

«Ho pensato, dopo, a casa mia… È diverso,

il silenzio è diverso, ad ascoltarlo insieme…»

«Allora ci vorrebbe un nome per il silenzio insieme,

e un altro nome per il silenzio quando si è da soli…»

«Ma non c’è…» «Poi c’è il silenzio dopo… sì…

appena dopo le parole insieme, dopo i saluti:

è un silenzio diverso, un altro ancora…» «E quello prima, allora?»

 

Una piccola sitografia per rendere omaggio a G. M. : Continua a leggere

Le lingue della profezia – “Tiresia” di Giuliano MESA


(Matias Guerra, Anno Silente / Dedicato a Giuliano Mesa)

Tratto da: Giuliano Mesa, Tiresia (e altre poesie), traduzioni di J. F. Haboud, É. Houser, A. F. Müller, A. Raos, S. Zanotti, illustrazioni di Matias Guerra, con supporto fonografico contenente la versione dei testi letti dall’autore, Roma, La Camera Verde, Collana Argento diretta da Giovanni Andrea Semerano, 2008.

 

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Un ciclo di incontri presso La Camera Verde per questa edizione del «Tiresia»

di Biagio Cepollaro

A Giuliano Mesa La Camera Verde dedica un ciclo di incontri.
Non si tratta di una rituale presentazione ma dell’avvio di un dialogo ‘vivo’ tra testo, autore e lettore.
Un dialogo che si approfondisce nel tempo e che chiama a reagire poeti e critici disposti a mettersi in gioco, a porre e a rischiare la propria esperienza e il proprio gusto nel campo di attrazione di una poesia tra le più significative degli ultimi decenni. Prospettive diverse da cui leggere l’opera ma anche possibilità di verificare tali prospettive grazie alla presenza di Mesa, tanto aperto ad accogliere i diversi apporti quanto rigoroso nel rigettare fraintendimenti.

Gli incontri con l’autore sono previsti alle ore 20.00 di mercoledì 21 maggio, 4 giugno, 11 giugno, 18 giugno e 25 giugno con la presenza di volta in volta di Marco Giovenale, Bruno Torregiani, Andrea Raos, Luigi Severi, Florinda Fusco, Andrea Inglese e Francesco Forlani.
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Giuliano Mesa

chissà dove. arriverà del vento,

con una pioggia fitta, le folate,

anche, per fare prima, scrosci,

fole di meraviglia, come a vigilia,

a fare impacchi, bende, beveroni.

nessuna banda a fare chiasso, o sí,

anche, facendo prima, due tamburi,

due chiostre di denti che scongiurano,

quattro mani che fanno giochi d’ombra,

così, per divertire. chissà dove,

nitrire, frinire, facendo in fretta,

nutrire un’altra fine che si stanca.

fa, chissà dove, molto caldo,

fanno dei fuochi, altrove, per scaldarsi.

due o tre sospiri, forse, non di più

[da chissà, PDF PRESS, 1999 (a cura di Nanni Cagnone)]

Da recitare nei giorni di festa – Giuliano MESA

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Da recitare nei giorni di festa
(23-24 agosto 1996)

               ai sans papiers

I

Dopo che l’afa prosciugò la gioia
e i bambini tacevano, assopiti sull’erba.
Il cane la tovaglia le racchette.
Passato via, il tempo, di qualcuno.
Le carezze. E i ceri che non ardono.
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