Il calcio e l’acciaio di Gordiano Lupi

di Massimo Maugeri

Nel suo nuovo romanzo, “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” (Acar edizioni),  Gordiano Lupi traccia l’affresco di un luogo che conosce benissimo mettendo insieme alcuni degli elementi caratterizzanti di quel territorio: l’acciaio dell’industria siderurgica e il sogno del gioco del calcio. E il sogno mancato di Giovanni, ex calciatore di scarsa fortuna, si incrocia oggi con la speranza di Tarik, un giovane marocchino approdato in Toscana a bordo di una imbarcazione strampalata e che sui campi di calcio cerca il suo riscatto. Continua a leggere

LA NINFA INCOSTANTE, di Guillermo Cabrera Infante

di Massimo Maugeri

Minimum fax ha pubblicato di recente LA NINFA INCOSTANTE, romanzo dello scrittore cubano Guillermo Cabrera Infante (traduzione di Gordiano Lupi, postfazione di Mario Vargas Llosa, pagg. 267, euro 15). Si tratta di un romanzo postumo incentrato sulla figura del personaggio Estela Morris, la conturbante ninfa del titolo: una ragazza di sedici anni che il protagonista – alter ego dell’autore – incontra sulla calle 23 dell’Avana. Nasce una relazione che dura solo un’estate, ma rimarrà per sempre nel ricordo del protagonista. Un brano del libro è disponibile sul sito di minimum fax. Ne parliamo con il traduttore, Gordiano Lupi.

– Gordiano, a tuo avviso, quali sono gli elementi caratterizzanti della poetica di Cabrera Infante?

Far parlare me di Cabrera Infante è come invitare un pescatore a parlare di pesce. Ho scritto un libro (inedito) su di lui, dove narro la sua vita attraverso le sue opere, ma non troverò mai un editore disposto a crederci. A parte me stesso. Qui al massimo può avere mercato la biografia di Totti. “La letteratura di Guillermo Cabrera Infante è un gioco costante tra fiction e realtà, un gioco soggetto al ritmo inevitabile e spontaneo che impone la musica e l’amore della notte avanera”, scrive Rosa M. Pereda. Credo che in parte sia vero. La sua poetica è fatta di nostalgia di un esule per la sua terra, ma anche di amore per la terra che l’ha accolto. Invito a leggere Il libro delle città, edito da Il Saggiatore, dove descrive Bruxelles, Madrid e Londra in termini entusiastici, tre metropoli che l’hanno visto esule dopo la fuga dall’Avana. James Joyce, Raymond Queneau e Franz Kafka sono i suoi principali punti di riferimento.
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“El otro paredón”: la distruzione della reputazione a Cuba

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

blog.edizionianordest.com è la nuova versione del già attivissimo blog di cultura e latinoamericana di Gordiano Lupi, scrittore ed editore de Il Foglio Letterario nonché curatore della collana “Célebres Inéditos” delle Edizioni Anordest, per la quale è già uscito in libreria da qualche mese La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner (per la traduzione di Marino Magliani) ed esce in questi giorni Non lasciar mai che ti vedano piangere di Amir Valle (da me tradotto).

Le tematiche affrontate su questo blog hanno una rilevanza non soltanto letteraria, ma anche politica e sociale, nella misura in cui riguardano problemi e situazioni inerenti ai diritti umani, spesso compressi e inaccettabilmente violati dai governi autoritari di quest’area geografica (su tutti, quello cubano).

In questo senso, vogliamo qui segnalare un’opera (cui, unico italiano, ha partecipato con un suo articolo anche Gordiano Lupi), El otro paredón (Eriginalbooks.com), giunta alla seconda edizione e disponibile anche in e-book in spagnolo (già adesso su Amazon.com, Amazon.es e Amazon Italia, e in inglese (da agosto), nonché come sito internet, nella quale accademici e giornalisti condannano esplicitamente un’altra, sottile e pericolosissima forma di eliminazione dell’opposizione politica in atto a Cuba da mezzo secolo, che è il “killeraggio” della reputazione, ovvero la “deliberata e completa distruzione della credibilità di una persona, gruppo o istituzione” (dalla presentazione ufficiale dell’opera).
Sono riportati vari esempi, tra cui il politico Carlos Márquez Sterling, l’imprenditore Amadeo Barletta e il già ricordato giornalista e scrittore Carlos Alberto Montaner. Continua a leggere

“Non lasciar mai che ti vedano piangere”, di Amir Valle

Venerdì 27 luglio alle 20,30 Giovanni Agnoloni presenterà lo scrittore cubano Amir Valle e il suo romanzo Non lasciar mai che ti vedano piangere (Edizioni Anordest) (per la trad. di Agnoloni, e nell’ambito della collana Célebres Inéditos, diretta da Gordiano Lupi – v. blog di riferimento) nel centro storico di Laterza (TA), nell’ambito della manifestazione “Spiagge d’Autore”.

Il blog di “Célebres Inéditos”

Ringrazio Gordiano Lupi per aver ripubblicato la mia intervista allo scrittore cubano Amir Valle (nella foto da conexioncubana.net), disponibile in italiano e in spagnolo. Il blog è quello della collana “Célebres Inéditos” delle Edizioni Anordest, per cui è in prossima uscita (dal 27 luglio in libreria) il romanzo di Amir Valle Non lasciar mai che ti vedano piangere, che ho avuto il piacere di tradurre.

Giovanni Agnoloni

GORDIANO LUPI INTERVISTA CARLOS ALBERTO MONTANER

Introduzione e intervista di Gordiano Lupi

da Postpopuli.it

Carlos Alberto Montaner (da abiculiberal)

Incontriamo Carlos Alberto Montaner, autore de La moglie del colonnello (Edizioni Anordest) per parlare del suo ultimo romanzo, appena uscito in Italia dopo aver riscosso un buon successo negli Stati Uniti e in Spagna. Si tratta di una storia d’amore, ma diversa dal solito, perché è il racconto del tradimento della moglie di un eroe della rivoluzione cubana che si trasforma in un thriller erotico con un finale imprevedibile.

L’autore scrive la storia dalla parte della donna, compiendo un’indagine profonda sulla sessualità femminile e sul machismo cubano, ma non trascura di denunciare la mancanza di libertà che affligge Cuba dal 1959. Il romanzo è ambientato nella situazione cubana degli anni Ottanta, in piena guerra d’Angola, ma gran parte della storia (il tradimento di Nuria) si svolge a Roma. Continua a leggere

Il Foglio Letterario al Premio Strega

IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI
Associazione Culturale
Editoria di qualità dal 1999
Sito internet: www.ilfoglioletterario.it

Il Foglio Letterario, casa editrice di Gordiano Lupi, raggiunge un nuovo successo, partecipando per la terza volta al Premio Strega dopo la presentazione nelle passate edizioni di Wilson Saba (Sole e baleno, adesso Bompiani) e Boris Virani (Mangia la zucca amore). Altri successi della Casa Editrice piombinese: la scoperta di Lorenza Ghinelli (Il divoratore, adesso Newtopn & Compton, 20.000 copie, tradotto in tutto il mondo), Sacha Naspini (Elliott), Gianfranco Franchi (Castelvecchi, Arcana), Marco Ballestracci (Instar), Alejandro Torreguitart Ruiz (Stampa Alternativa), Yoani Sanchez (Rizzoli)…
Molti giovani under 30 si sono affacciati al mondo editoriale partendo dalla nostra piccola realtà non profit, nata per contrastare l’editoria a pagamento, che si è data come manifesto il mio libro Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa) e i successivi Nemici miei e Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica).

romanzo
di CLAUDIO VOLPE

PRESENTATO AL PREMIO STREGA 2012

Il ventunenne Claudio Volpe, giovanissimo e talentuoso esordiente de Il Foglio letterario è stato presentato al Premio Strega di quest’anno da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli. I due Amici della Domenica sono rimasti affascinati dal romanzo di Volpe, romanzo che narra in modo viscerale e con incredibile capacità narrativa una storia universale di dolore e di sofferenza, una storia di lotta interiore per cercare il proprio posto nel mondo e costruire a mani nude e a cuore spiegato la propria felicità. “Il vuoto intorno” è una spina che ti entra nell’anima e vi semina speranza e amore per l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, è la ricerca di una felicità che non sia solo assenza di dolore ma gioia che ci circonda e ci abbraccia.

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Da Gibara a Londra – La vita esule di Cabrera Infante

La rivista cubana VOCES (numero 13 – febbraio 2012), ovviamente clandestina, diretta da Orlando Pardo Lazo e Yoani Sánchez, presentata a casa di Yoani. ha pubblicato un lungo articolo-racconto (tradotto in spagnolo da Desogus e La Torre) di Gordiano Lupi che ha per tema la vita di Guillermo Cabrera Infante. Gordiano qui figura come l’unico autore straniero in una rivista fatta da soli cubani. Il mio articolo (qui nella versione italiana) è liberamente riproducibile citando autore e fonte.
La rivista è scaricabile qui.
Da Gibara a Londra – La vita esule di Cabrera Infante

di Gordiano Lupi

Guillermo Cabrera Infante nasce a Gibara il 22 aprile del 1929, povera cittadina della provincia di Oriente che ancora non ha scoperto il fascino del cinema povero di Humberto Solás. Negli anni Trenta a Gibara tutto è povero, non serve un festival cinematografico, si respira miseria frammista al profumo di salmastro che proviene dal lungomare. Oceano Atlantico, testa del Caimano che spinge le fauci in un caldo mare tropicale, diventerà provincia di Holguín, ma adesso territorio di confine, sperduto paese lambito da venti orientali e da inclementi tempeste di pioggia. Guillermo Cabrera fa il giornalista e trasmette al figlio insieme al nome di battesimo anche la passione per la scrittura. Zoila Infante è la sua compagna di vita e di lotta politica, ché nella piccola cittadina di Gibara sono proprio loro i coraggiosi ad aprire una sezione del Partito Comunista, fondato all’Avana nel 1925 da un romantico personaggio come Julio Antonio Mella. Non è la stagione ideale per essere comunisti, sono gli anni di Machado, il dittatore più terribile della storia di Cuba. I coniugi Cabrera Infante vengono arrestati nel 1936, imputati di attività sovversive, insieme al figlioletto che ha soltanto sette anni e deve conoscere per qualche giorno i rigori d’una prigione. La polizia provinciale della dittatura machadista sono le temute Guardie Rurali, che entrano in casa Infante e fanno man bassa, armi alla mano, catturano la madre e il fratello, distruggono mobili e suppellettili, bruciano libri e incartamenti di partito. Il padre non è in casa, ma si consegnerà alla polizia di Santiago – cinquecento chilometri a sud-ovest di Gibara – appena saprà dell’arresto della moglie, mentre il bambino verrà affidato ai nonni fino al giorno della liberazione. Continua a leggere

Gordiano Lupi “Scrittore toscano dell’anno” 2011

Sabato 17 dicembre, alle ore 11.30, presso la Sala del Gonfalone, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana, assegnerà a Gordiano Lupi il Premio Speciale come SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO 2011 (per la sua attività di scrittore ed editore), organizzato dall’Associazione Fiera Libro Toscano. Continua a leggere

I finalisti del Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”

Riprendo con piacere un comunicato delle Edizioni Il Foglio Letterario, il cui direttore editoriale Gordiano Lupi (intervistato ieri da Marino Magliani e da me) è finalista al Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”. Colgo anche l’occasione per segnalare la premiazione del 17 dicembre a Firenze (maggiori informazioni in fondo)

LO SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO

I finalisti per il primo premio e i due premi selezione

Sono ventinove, anziché venti, i finalisti del premio “Lo scrittore toscano dell’anno 2011” (primo premio e i due premi selezione), organizzato dall’Associazione Fiera del libro toscano con la Presidenza del consiglio regionale della Toscana e il Comune di San Miniato (Pi), dove la manifestazione culturale è nata nel 1993. Continua a leggere

Fidel

Articolo e intervista di Marino Magliani e Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio Letterario. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Célebres Inéditos di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010). Continua a leggere

“La patria è un’arancia”, di Félix Luis Viera

Introduzione di Giovanni Agnoloni

Félix Luís Viera, poeta dissidente cubano, oggi cittadino messicano, esce in Italia con le Edizioni Il Foglio, nella traduzione di Gordiano Lupi, con la raccolta La patria è un’arancia (commento critico di Patrizia Garofalo). Vi troviamo una serie di spaccati di vita, atmosfere e ricordi legati alla profonda crisi della Isla, dovuta agli abusi del castrismo e alla povertà. Ma, anche e soprattutto, un campionario di emozioni e visioni, che si estendono anche all’altra “città della vita” del poeta, ovvero Città del Messico.
È un distillato frutto della diaspora cubana. Come testimoniato dalle toccanti righe scritte all’autore da Manuel Parrado, una settimana prima che si suicidasse, con le quali si apre la serie di poesie di Viera, che sembra declinare il succo di quell’affranto rammarico. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.75: Cannibale ai Tropici. Gordiano Lupi, “Una terribile eredità”

Cannibale ai Tropici. Gordiano Lupi, Una terribile eredità, Bologna, PerdisaPop, 2009

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di Giuseppe Panella*


«Namibe era una città moderna costruita nel deserto. Sabbia e caldo, un caldo secco, asfissiante, specialmente d’estate. Alcuni compagni di guarnigione dicevano che l’Angola non era tutta così, c’erano anche foreste tropicali e vegetazioni selvagge, però nell’interno, molto lontano da noi. E’ stato là che la mia vita è cambiata. E adesso dicono che sono pazzo e mi tengono rinchiuso in quest’ospedale, dove gente strana vaga da una stanza all’altra con sguardi allucinati ed espressioni inebetite e spente. Loro sono pazzi. Non certo io. Io sono solo un soldato che ha fatto una sporca guerra. E di quella regione dell’Africa che non avrei mai voluto vedere ricordo soltanto un deserto infinito» (p. 13).

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Mangia la zuppa, amore e altre storie – Intervista a Boris Virani e Gordiano Lupi

Recensione e interviste di Marino Magliani

La rete serve a questo, a fare cose che altrove non troverebbero sbocchi. Quando ho letto, dunque, Mangia la zuppa, amore (Edizioni Il Foglio, 2011, euro 12), di Boris Virani, ho deciso che oltre al porre qualche domanda all’autore avrei chiesto volentieri anche un paio di cose a Gordiano Lupi, che è il suo editore.
Di Virani non so nulla. Leggo che è di Pistoia, ed è molto giovane. Pistoia è una città a cui sono affezionato, ci ho presentato i miei libri, a Pistoia ci vive il mio amico Paolo Tesi, è lui di solito che mi organizza le letture. Poi, la mattina dopo, prima di andarmene faccio un salto in una bella libreria di cui non ricordo il nome e là incontro Roberto Carifi, il grande poeta. La gente a Pistoia ha qualcosa di diverso, e quando ho letto Mangia la zuppa, amore, ho capito che lì dentro c’era la passione per l’affabulazione, che secondo me è la caratteristica di Pistoia. La zuppa non solo è ottima ma diverte moltissimo, ci giunge attraverso una scrittura in prima persona, infilzata qua e là da testi che assomigliano a testi teatrali. Il protagonista è uno studente la cui visionarietà (a tratti ci si trova la straordinarietà di certa scuola emiliana) sembra alimentarsi attraverso… la zuppa. Continua a leggere

Gordiano Lupi recensisce “La passione del calcio” per Lankelot.

Arrembaggi, la collana diretta da Antonio Paolacci, aggiunge un nuovo titolo di valore dopo Niente da capire di Luigi Bernardi. La passione del calcio non è un romanzo autobiografico come recita il sottotitolo, ma un contenitore di sensazioni e ricordi legati al mondo del calcio e a una passione che – come tutte le passioni – finisce per sfiorire. Franz Krauspenhaar è scrittore navigato, nato nel 1960, ha pubblicato Era mio padre (Fazi), scrive poesia (si sente dallo stile elegiaco della sua prosa), ma ha il dono non comune di un periodare sciolto che riesce a coinvolgere. I ricordi del calcio servono per compiere un viaggio a ritroso nella memoria, nei sogni in bianco e nero, per un tuffo nell’infanzia di una generazione che pensava di restare eternamente bambina. Negli anni Settanta non eravamo consapevoli che saremmo dovuti diventare grandi, capitava di pensare al futuro solo quando guardavamo i Pronipoti alla televisione e in ogni caso il futuro erano i nostri genitori. Il presente, invece, era un pallone SuperTele da rincorrere in un piazzale sterrato, sognando i nostri eroi della domenica in un campo di calcio. Continua a leggere