Vivalascuola. E si udì sulla terra

A bambine/i dedichiamo questa puntata natalizia di vivalascuola. Bambine/i sempre più strette/i fra indigenza, la vita in aree metropolitane e una scuola dimezzata. In un Paese sempre più povero e sfiduciato, in cui la mafia detta legge alla politica. Come persone di scuola pensiamo sia proprio il caso di dire che “Non serve una una cattiva legge sulla scuola, che colpisca gli stipendi degli insegnanti e aumenti i loro carichi di lavoro, che distrugga la libertà d’insegnamento e che renda gli insegnanti sempre più asserviti e succubi di una dirigenza sempre più potente, serve ben altro. Forse in Italia servirebbero altre “leggi punitive”, capaci di arginare quei fenomeni di putridume corruttivo che stanno colpendo il Campidoglio e i salotti buoni romani, compresi quelli dove siedono politici vicini all’attuale governo“. (vedi qui). Ringraziamo la redazione della rivista “Gli Asini“, dal cui n. 12/13 è tratto il bel testo di Grazia Honegger Fresco che qui presentiamo. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e a tutti auguri di buone feste e buon anno 2015.

Continua a leggere

Vivalascuola. Venire al mondo

ee73d1ed9fe20ed474a169ccf89009c0251fa6e3_mVivalascuola partecipa alle suggestioni natalizie presentando un bellissimo testo sulla nascita di Paola Scavello, tratto dal n. 12/13 della rivista “Gli Asini“, che ringraziamo per la gentile concessione. La sua lettura può essere utile anche in una prospettiva educativa, poiché ci richiama quanto ricorda Grazia Honegger Fresco: “Da quando sarebbero attive condizioni di particolare ricettività, finalizzate a rendere permanenti gli apprendimenti di base, essenziali per ogni essere umano? Dalla nascita, afferma Montessori in base alle sue osservazioni“. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e a tutti auguri di buone feste e buon anno 2014.

Venire al mondo
di Paola Scavello. A cura di Chiara Scorzoni
Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini senza infanzia

C’era una volta il tempo pieno… i programmi del 1985,  nuovi e innovatori, parlavano di una scuola in cui erano previste ore per sviluppare competenze relative ai “linguaggi non verbali”. C’era il gioco, fondamentale strumento per la crescita e il benessere del bambino, c’era la psicomotricità, la musica, il linguaggio grafo-pittorico.

Oggi, una delle conseguenze della riduzione di insegnanti nella scuola elementare, è proprio la scomparsa dei “laboratori”. Ma chi si ricorda a cosa servissero poi questi laboratori? E’ importante ripensare a una scuola in grado di accogliere il gioco e la corporeità del bambino, così intimamente connessi e fondanti la sua specifica modalità di approccio, relazione e conoscenza del mondo. Del resto anche la Carta Internazionali dei Diritti dell’infanzia cita il gioco tra i diritti dei bambini… e forse un motivo ci sarà! (Marina Massenz)

Bambini senza infanzia
di Grazia Honegger Fresco

Osserviamo un gattino che corre dietro a una foglia o che salta intorno alla coda della madre. Ci incantano la gratuità del movimento, il gusto per l’esplorazione. Perché agisce così? Continua a leggere

Vivalascuola. La sciatteria della scuola pessimo costume nazionale

Vito è sotto le macerie e lascia tra il pietrisco bianconeri
slanci, l’urlo di Blasco e quell’amore che c’è sempre a diciassette
anni, e gli affetti veri, semplici, diretti e vivi – una famiglia
tra i pensieri e mille sorrisi e carezze – e Vito là resta senza vita,
per sempre vivo, giovane che non invecchierà, giovane sottratto
allo smacco degli anni, giovane sottratto al desiderio della vita.

(Enrico Cerquiglini, Si chiamava Vito, aveva diciassette anni)

La cura dell’ambiente è un punto nodale
di Grazia Honegger Fresco

La cura dell’ambiente è un altro punto assolutamente nodale: nell’approccio Montessori non si lavora con i bambini in un posto sciatto, Continua a leggere

Viva la scuola. Prima educare

Appunti su una scuola irriformabile
di Marcello Benfante

1. Delenda

Prenda questa ghinea e la usi per radere al suolo l’intera costruzione. Dia fuoco alle vecchie ipocrisie. Che il bagliore dell’edificio in fiamme faccia fuggire gli usignoli atterriti e invermigli i salici. E le figlie degli uomini colti danzino attorno al grande falò, gettando di continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri, sporgendosi dalle finestre più alte, gridano “Che bruci! Che bruci! Non sappiamo che farcene di questa istruzione!”
Virginia Woolf

Di scuola si parla e soprattutto si scrive molto. Il che spiega con quanta resistenza e malavoglia mi sia posto a stilare questa nota. Sarebbe forse meglio tacere, impegnarsi in un anno sabbatico di cessazione del chiacchiericcio. Continua a leggere

Viva la scuola. Tremonti dà i numeri; la scuola, giudizi

L’on. Gelmini va su you tube e si dice disponibile a confronto e critiche (?), il 12 dicembre la scuola va in piazza e gliene dice tante (vedi qui, qui, qui, qui, qui). Bisogna vedere se anche la scuola pubblica è un “diritto inalienabile” (?). Vivalascuola propone un appello sulla valutazione, un articolo di Daniela Bertocchi sulla storia della valutazione nella scuola italiana, confronti e segnalazioni.

Alcune considerazioni sulla valutazione degli apprendimenti nella storia della nostra scuola
di Daniela Bertocchi

Correva l’anno 1993 quando le molte sperimentazioni (già in corso dalla fine degli Anni Settanta, a partire dalla Legge 517/77, per sostituire la “pagella con voti” con uno strumento capace non solo e non tanto di “quantificare” i risultati finali quanto di descrivere processi e risultati nella loro evoluzione) trovarono una ufficializzazione e codificazione nella cosiddetta “scheda di valutazione” impiegata dal 1993-94 in tutte le scuole elementari e medie. Continua a leggere