Vivalascuola. 1968: memoria contro damnatio

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Nonostante ricorrenze e convegni, il 68 è stato condannato a una sorta di damnatio memoriae: la cancellazione di qualsiasi traccia che lo riguardi, come se non fosse mai esistito. Il 68 è imbarazzante, scomodo, da rimuovere anche per chi vi ha partecipato, sia chi non la pensa più come un tempo e lo ricorda con disappunto sia chi ne è uscito con un senso di sconfitta e ne serba la frustrazione. Eppure molte elaborazioni di quegli anni sono di un’attualità impressionante, in una realtà mutata ma in cui il nocciolo duro delle forme di potere e di oppressione resta lo stesso. Memorie e riflessioni sono perciò necessarie e pongono il problema di come trasmettere quel che è stato alle giovani generazioni. Anche vivalascuola vuole approfittare del 50° anniversario del 68 per fare memoria, convinta, come scrive Ernesto Sabato, che “Senza utopia nessun giovane può vivere in una società orribile“. Cominciamo in questa puntata dando la parola a chi il 68 l’ha fatto, proponendo i testi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza e il ricordo in poesia di Graziella Tonon; proseguiremo con altre puntate dedicate specificamente alla scuola e all’università, che sono stati tra i territori principali del 68. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato.
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Graziella Tonon, Nino e gli altri

Poesia e vita in un nido di piume
di Marina Corona

Pochi tratti decisi, graffianti su di uno sfondo bianco ed è il bianco del cartone a dirci dell’anima del personaggio rappresentato: è dal bianco che i personaggi emergono fino, a quadro finito, a “stare” in tutta la loro realtà. Così è anche per quella delicata e pregnante galleria di ritratti poetici racchiusa nel libro Nino e gli altri, ultima opera di Graziella Tonon. Continua a leggere

Graziella Tonon, Traslochi

traslochi2

Via Berenini

Sbucavano sempre dalla strada di Tabiano
alla fine di febbraio coi primi tepori
e noi ci appostavamo giorni interi
finché uno li avvistava e urlava
arrivano i baracconi! arrivano i baracconi!

come se fossero le rondini. Continua a leggere