La poesia di Omero. Riflettendo su Iliade e Odissea con Sylvain Tesson


di Guido Michelone

Il titolo – Un’estate con Omero – del nuovo libro di questo brillante giornalista francese – suo il best seller Nelle foreste siberiane (2012) – riguarda una esperienza personale: per studiare i poemi omerici, Tesson si ritira, fra luglio e agosto, in una sperduta isoletta greca, onde meglio cogliere lo spirito che aleggia nei due capolavori, Iliade e Odissea, che ancora parlano all’uomo contemporaneo assai meglio di tanta recente letteratura. Continua a leggere

Epoca: la poesia di una rivista. Un libro raccoglie il meglio dei primi vent’anni di un settimanale


di Guido Michelone

Più che una vera recensione, questa vuole essere una memoria affettiva, perché il recente volume illustrato Epoca 1950-1969 risveglia, per chi scrive, diversi cari ricordi, dalla primissima infanzia all’iniziale adolescenza. Continua a leggere

Intervista su “Magellano”. A tu per tu con Gianluca Barbera, autore del romanzo


di Guido Michelone

Dopo Finis mundi (2014) e La truffa come una delle belle arti (2016) ecco Magellano, il nuovo romanzo del cinquantenne Gianluca Barbera da Correggio, allievo dello stesso liceo classico, dove studiò Pier Vittorio Tondelli (considerato l’apripista della giovane narrativa italiana già a metà degli anni Settanta), ovviamente basato sul personaggio storico reale, ma con un taglio narrativo inedito, come gli stesso ci spiega in quest’intervista esclusiva. Continua a leggere

Il musical oggi, come nuovo melodramma


di Guido Michelone

Questo breve excursus, in venti film usciti tra il 1975 e il 2017, risponde al quesito su cosa oggi sostituisca il ‘vecchio’ melodramma, se sia il concerto rock, la performance multimediale, il varietà televisivo, il cinema che ha a che fare con la pop music o altro. Certo è che, alla fine, la pop music, intesa in primis quale canzonetta, risulta ontologicamente lontana dall’opera lirica, perché la sua arte interpretativa (spesso informale) dal vivo non si lascia imbrigliare dalle unità quasi aristoteliche del melodramma classico, dove gli spazi e i tempi posseggono rigide architetture e solenni teatralità. Continua a leggere

L’Aquila e Amatrice fra jazz e terremoto

Piazza Santa Margherita (Piazza Gesuiti) – Ada Montellanico “omaggio a Billie holiday” feat. Giovanni Falzone – Ada Montellanico – voce


Brevi riflessioni attorno a due libri fotografici

di Guido Michelone

Jazz e terremoto sembrerebbero due termini non solo compatibili, ma soprattutto da integrare l’uno nell’altro, in particolare quando il secondo viene usato metaforicamente: è giusto infatti dire e sostenere per il jazz che si tratta di un vero e proprio “terremoto” a livello artistico-culturale nella Storia del XX secolo, protrattasi fino ai nostri giorni. Il terremoto jazzistico è il simbolo perfetto di una nuova sonorità che scuote le coscienze, cambia la mentalità, annulla il passato, guarda al nuovo, alla vita, al sogno, alla libertà. Continua a leggere

Edward Sorel e I diari bollenti di Mary Astor


di Guido Michelone

Come per gli Stati Uniti nel 2016, anche in Italia prontamente si sta celebrando un piccolo grande capolavoro editoriale: si tratta della prima biografia su Mary Astor (1906-1987), attrice hollywoodiana negli anni ’30 e ’40, nell’immaginario popolare e per lo star system ricordata soprattutto quale protagonista femmina accanto al macho Humphrey Bogart nel Falcone maltese, che segna il debutto alla regia di John Houston e che resta tra i migliori film di tutti i tempi.
Il libro sull’algida diva si incentra soprattutto sul processo tenutosi nel 1936 a Los Angeles contro l’attrice (già celeberrima), per colpa dei diari bollenti a cui si riferisce il titolo: la Astor, fin dal debutto nel mondo della celluloide, consegna a un quaderno i suoi incontri piccanti, ovvero i numerosi amanti, fuori dal set professionale e ovviamente ben lontano dal focolare domestico.
Mary, sul grande schermo, si ritaglia il ruolo della femmina altezzosa, austera, persino angelicata, mentre nella vita quotidiana cambia spesso mariti, tradendoli e restandone tradita: si sposa con uomini squattrinati (o meno importanti di lei), cade in seri problemi di alcolismo cronico, fin quasi a compromettere la carriera, convertita in quella di brillante scrittrice: due romanzi e soprattutto due notevoli autobiografie. Sfruttata anche dei genitori di origine tedesca, la Astor da quel processo – riscoperto per caso da Edward Sorel tra vecchi giornali sotto un pavimento di linoleum – riesce a uscire vincitrice e al contempo a salvare la faccia all’intero (ipocrita) star system e studio system nella cosiddetta Mecca del Cinema.
Tuttavia non è la storia di Mary a impressionare (i due volumi Hollywood Babilonia dicono molto di più e di peggio); ciò che colpisce favorevolmente è il modo in cui viene elaborato questo libro: narrato in prima persona (e alla prima prova autoriale) da un noto designer newyorkese cresciuto nel Bronx (e divenuto poi vignettista celeberrimo e rimasto sempre politicamente impegnato a sinistra), il volume è frutto di un ripensamento durato circa mezzo secolo, che parte dall’amore platonico verso l’attrice e giunge a una revisione critica che a sua volta diventa un po’ storia del cinema e un po’ riflessione su se stesso a ritroso, dalla giovinezza alla vecchiaia.
Alla fine, il testo non sembra opera di uno scrittore all’epoca ottantaseienne, per l’arguzia, la freschezza, l’autoironia, che trapela dalle pagine, illustrate da sue amabili caricature a china colorata: il racconto delle vicende della Astor s’intreccia con quello esistenziale di Sorel medesimo, fino a diventare un unicum che abbraccia cronaca, saggistica, sismologia, memoriale, lasciando il lettore certamente soddisfatto.
Edward Sorel, I diari bollenti di Mary Astor (traduzione di Matteo Codignola), Adelphi Edizioni, Milano, 2017, pagine 169, € 20,00.

Barcelona Gipsy balKan Orchestra

Barcelona Gypsy Balkan Orchestra

La poesia della world music

Intervista a cura di Guido Michelone

(parla Mattia Schirosa)

 

Ci vuoi anzitutto raccontare il primo ricordo della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra?

Il mio primo ricordo risale all’estate del 2005, durante uno degli ultimi tour della Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra. Con il nostro furgone attraversammo Francia, Italia, Grecia, e Serbia per poi ritrovarci a piedi in Romania con il motore in avare e 100 g di bagagli. Eravamo diretti a Bacau per una nuova data ed eravamo solo a metà del tour. In quei momenti il tuo istinto di sopravvivenza può arrivare a sorprenderti e sei capace di risolvere problemi che, normalmente, sembrano insormontabili solo a nominarli. Dopo essere riusciti ad attraversare la Romania ed arrivare in tempo a Bacau, troviamo un passaggio per Varna, Bulgaria. Continua a leggere

Elisabetta Perfumo intervista Guido Michelone sul senso della musica


Presentiamo un dialogo inedito fra Elisabetta Perfumo e Guido Michelone, a proposito del nuovo libro di quest’ultimo, dal titolo Voglio trovare un senso, alla ricerca del senso della musica.

 

Professore festeggerà Il Santo Natale con un nuovo libro, con tanto di titolo filosofico?

Sì, in apparenza potrebbe sembrare un interrogativo della filosofia classica o contemporanea, in realtà si tratta di un verso di una canzone di Vasco Rossi che, non a caso, è il musicista raffigurato in copertina.

 

Dunque Vasco, una sua canzone, ancora un libro di musica?

Certamente, ma si tratta di un volume assai particolare, almeno per quanto riguarda il mio tipo di approccio alle sette note. Non è un libro sul jazz né sul rock. Infatti, già leggendo il sottotitolo, si può intuire il contenuto del testo: “Quando la musica emoziona anche a parole”. Esistono delle espressioni, delle frasi, degli scritti che parlano di musica e la fanno sembrare ancora più bella, più importante e più suggestiva. Continua a leggere

La poesia del ricordo. I processi di ingradimento delle immagini, di Paola Silvia Dolci.


di Guido Michelone

Il nuovo libro della giovane scrittrice Paola Silvia Dolci si pone subito tra quelli più originali, interessanti, riusciti in questa nuova stagione della poesia italiana. I processi di ingrandimento delle immagini è un titolo ambizioso e al contempo difficile, se non viene rapportato al conseguente sottotitolo: Per un’antologia di poeti scomparsi. In tal senso il lavoro della Dolci è innanzitutto metalinguistico, nel senso che si appropria della letteratura per giocare molto seriamente (e talvolta drammaticamente) con la letteratura medesima. Continua a leggere

Intervista al fotografo Bruno Marzi


La poesia dello scatto rock

a cura di Guido Michelone

 

A tredici anni Bruno Marzi, in una tranquilla città di provincia, già alla fine degli anni Sessanta, è forse l’unico, grazie al nonno, proprietario di un negozio di elettrodomestici, a possedere e ascoltare decine e decine di 45 giri d’importazione introvabili: con quei dischi tanti giovani a Vercelli – la città in questione – imparano conoscere il soul, il r’n’b, la psichedelia, l’underground, il progressive. Bruno insomma è già ‘avanti a tutti’ e di lì a pochi anni inizierà a scrivere e fotografare per il settimanale Ciao 2001, l’allora bibbia rockettara. Continua a leggere

La poesia del bebop: l’ultimo concerto di un immenso jazzista


di Guido Michelone

È da poco uscito l’album The Last Concert a nome del Thelonious Monk Quartet, e al momento di questa performance, oltre quarant’anni fa, alla Avery Fisher Hall del newyorchese Lincoln Center, la salute fisica e psichica di Thelonious Monk è in declino: Continua a leggere

La poesia del prog rock


Conversazione sulla Musica per il Pensiero

(a cura di Guido Michelone)

In questi giorni esce in libreria il volume Musica per il pensiero. Filosofia del progressive italiano di Baptiste Le Goc e Marco Maurizi. Guido Michelone ne discute con gli Autori, rispettivamente italiano e francese, traduttore e filosofo, ma entrambi musicisti innamorati delle sonorità, in cui discutono nel loro libro originale, profondo, innovativo. A domanda rispondono talvolta assieme, talaltra separatamente (e perciò individuati con le iniziali del nome di battesimo). Continua a leggere

La poesia nel piano jazz di Billy Childs


Riflessioni attorno al nuovo album Rebirth

 

di Guido Michelone

 

Sin dalle prime registrazioni durante gli anni Ottanta, Billy Childs si afferma come uno dei jazzmen più interessanti nella realtà americana, a livello di pianista, bandleader, compositore. Come non bastasse si rivela pure un raffinato autore di musica sinfonica, benché la firma di Childs resti impressa negli straordinari jazz tunes (utilizzati anche da molti colleghi) che rimangono vividi, nella mente e nella memoria dell’ascoltatore, per complessità strutturale, immediatezza squillante e lirismo cristallino. Continua a leggere

La poesia di Lingomania. Brevi riflessioni sul nuovo album Lingosphere


di Guido Michelone

 

Fa piacere constare che riemerga di nuovo un bel gruppo musicale italiano a distanza di oltre un quarto di secolo. E che tale rinascita avvenga con un album, Lingosphere, di tutto rispetto nel panorama jazzistico internazionale. Dopo il quintetto Perigeo, attivo negli anni Settanta, Lingomania va infatti ritenuta la miglior fusion band nel cosiddetto sincopato tricolore; in vita fra la seconda metà degli Eighties, con tre dischi eccellenti – Riverberi (1986), Grr…expanders (1987), Camminando (1989) – la formazione all’inizio comprende Maurizio Giammarco, Umberto Fiorentino, Furio Di Castri, Roberto Gatto e Flavio Boltro; successivamente escono Boltro e Di Castri sostituiti da Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli; infine ne esce Gatto rimpiazzato da Alberto D’Anna. Continua a leggere

La poesia della musica brasiliana. Riflessioni attorno al disco MPB! di Arnesano e Abbracciante


di Guido Michelone

 

Registrato tra il 2015 e il 2016 a Lecce, ma uscito solo ora su CD, ecco MPB! una bella celebrazione della musica popolare brasiliana – dai locali abbreviata in MPB – che va dall’inizio del XX secolo fino ai nostri giorni: è un vero gioiellino del duo pugliese composto dalla cantante Paola Arnesano e dallo strumentista Vince Abbracciante: insomma swingante omaggio alla miglior Musica Popular Brasilera, rispettivamente alla voce (da sempre in luce per questo genere) e alla fisarmonica (intesa come strumento storico ideale per molti generi caratterizzanti la cultura sonora verdeoro). Continua a leggere

Il Michelone. Betty Perfumo intervista l’autore del nuovo dizionario del jazz


Domanda: Guido, quindi “Il Michelone” è il tuo nuovo libro, esattamente il 104° da te e scritto e pubblicato?

Risposta: Sì, credo di sì, nel senso che oramai per me è difficile tenere il conto, perché all’inizio della mia carriera ho anche pubblicato molti libri con altri colleghi (soprattutto universitari) oppure sono stato il curatore di un testo a più voci o mi sono trovato in tante situazioni ancora diverse. Mi ritengo comunque contento di aver raggiunto e superato, nel numero di pubblicazioni, ‘tale’ Andrea Camilleri, anche se le mie cifre, per quanto riguarda le vendite, non sono certo paragonabili alle sue. D’altronde pratichiamo due generi diversi. Continua a leggere

Le sirene di Laura Pugno


di Guido Michelone

In parallelo all’uscita del nuovo romanzo, La ragazza selvaggia, viene riedito Sirene la prima opera narrativa della quarantasettenne scrittrice romana, fra le figure emergenti nel panorama letterario del XXº secolo, tra le poche a distinguersi con risultati brillantissimi tanto nella prosa quanto nella poesia. Continua a leggere

Noam Chomsky, Così va il mondo


Riflessioni sul nuovo libro del grande studioso americano

di Guido Michelone

Ritenuto, come scritto di recente ‘New York Times’, il maggiore intellettuale vivente, l’americano Noam Chomsky, ottantanove anni splendidamente portati, offre con Così va il mondo (How The World Works nell’originale uscito nel 2011) al lettore italiano un nuovo libro che di fatto è una raccolta di interviste e dialoghi con David Barsamian e Arthur Naiman, Continua a leggere

La “leggenda privata” di Michele Mari


di Guido Michelone

Giunto al ventesimo libro (traduzioni escluse) fra narrativa, poesia e saggistica, Michele Mari, scrive la propria autobiografia, forse su commissione o su richiesta dell’editrice, stando a quanto afferma nel libro stesso, non senza una punta di lirica ambiguità, come accade nei migliori esempi di un genere letterario, a sua volta in grado (a seconda degli autori, insomma) di oscillare tra fiction e cronaca, menzogna e verità, affabulazione e trattatistica. Continua a leggere