Poesia di musicista: Elisabetta Piras

di Guido Michelone

Estrosa, simpatica, affascinante, è la pianista del momento: la cagliaritana Elisabetta Piras, quarantenne, cosmopolita per vocazione, è in grado di eseguire, allo strumento, grandi partiture ottocentesche e soprattutto contemporanee, privilegiando compositori sia notissimi sia da riscoprire.

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La donna di picche di Remo Bassini

Riflessioni attorno al nuovo romanzo dello scrittore vercellese

di Guido Michelone

Il nuovo romanzo di Remo Bassini conferma la volontà dell’autore di abbracciare, seguire, vedere il noir non come genere in sé, ma raccontare, attraverso meccanismi collaudati, fatti e misfatti dal sapore tremendamente realistico. Come già dunque accaduto con il libro precedente La notte del Santo, Bassini torna con il commissario Pietro Dallavita, sperimentando il giallo quale pretesto narrativo serio, per illustrare episodi di cronaca che assurgono al rango di intrighi e intrecci, che, a loro volta, devono essere svelati poco alla volta, secondo le migliori tecniche di coinvolgimento emotivo verso i lettori.

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Il Bon Ton di Elisa Volta

di Guido Michelone

Si trova in libreria da qualche settimana un singolare volume – Pillole di bon ton – che, visto l’anacronismo dell’argomento trattato e come viene impaginato con una grafica art déco degna delle migliori produzioni di un tempo lontano, parrebbe inutile, vecchio, obsoleto a prima vista: in realtà è tutto attualissimo e modernissimo, come ci spiega Elisa Volta, al debutto come scrittrice.

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Vasco Rossi in equilibrio. Colloquio con Vittoria Chiarenza.

A cura di Guido Michelone

La marchigiana Vittoria Chiarenza ha da poco pubblicato il libro Vasco Rossi, sottotitolo Una vita spericolata in equilibrio sopra la follia, in cui racconta l’intera vicenda artistico-professionale del rocker di Zocca, dalle prove giovanili fino ai segreti della prossima tournée estiva. In quest’incontro spiega come è arrivata a redigere un testo importante, frutto di u lavoro precedente assai amato dallo stesso Vasco Rossi.

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Intervista a Giuseppe Lupo

Gli anni del nostro incanto
Breve intervista a Giuseppe Lupo
di Guido Michelone

Nato a Latella nel 1963 e giunto con Gli anni del nostro incanto al settimo romanzo nel giro di un ventennio, Giuseppe Lupo si conferma narratore dalla prosa raffinata, struggente, evocativa, grazie a un personale sentimentalismo, forse derivato dallo studio attento della letteratura italiana, di cui è docente all’Università Cattolica di Milano e su cui ha pubblicato articoli, saggi, monografie. In questa breve intervista, l’autore spiega le motivazioni intime di questa nuova fatica letteraria.

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Guido Michelone dialoga con Cristina Meschia


La recente uscita dell’album Inverna, subito positivamente accolto dalla critica italiana, consente di parlarne con l’autrice stessa, ventinovenne piemontese da Intra (Verbania), allargando il discorso a fenomeni culturali e problematiche esistenziali.

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Alberto Odone intervistato da Guido Michelone su La meccanica del delitto

Quando, nell’agosto scorso, La meccanica del delitto è uscito nelle edicole vercellesi, dopo pochissimi giorni era già esaurito. Il motivo c’è: il n° 28 della serie Oro è scritto da un vercellese doc, ovvero Alberto Odone, che tutti conoscono quale trascinatore dei corsi di scrittura creativa all’Università Popolare e come autore di numerosi racconti insigniti di prestigiosi premi letterari. Ora, con La meccanica del delitto, l’attenzione verso Odone si sposta sul terreno del genere noir, benché il libro vada anche oltre le categorie o gli incasellamenti, come ci spiega lo stesso Autore in quest’intervista inedita.

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Dieci romanzi per il Natale 2018

di Guido Michelone

Regala o regalati un libro a Natale: credo che potrebbe essere uno slogan vincente per questa imminente festività, anche se forse l’idea – abbastanza evangelica – di donare agi altri e a se stessi oggi viene purtroppo svilita dall’eccessivo mercantilismo che si produce da novembre a gennaio, tra panettoni, gingilli e pacchi sorpresa tra i più variegati, strani, inverosimili. Ecco quindi, secondo me, la necessità di tornare a un qualcosa di utile e dilettevole, come direbbe Alessandro Manzoni; e un libro, sia per la modica spesa sia per i valori in esso contenuti, assolve perfettamente al compito di celebrare e trascorrere le feste natalizie, dalla Vigilia alla Befana, in modo intelligente, dando il giusto spazio a ciò che io personalmente chiamo cultura, sia essa una poesia, un romanzo, un quadro, una musica, un film, un fumetto o altro ancora. Propongo quindi dodici titoli, raccolti tra quelli da me letti lungo l’intero 2018, che consiglierei volentieri al lettore attento, curioso, interessato. Non c’è un ordine preferenziale, ragion per cui li commento brevemente in ordine alfabetico per autori. 

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L’arte contemporanea spiegata a mia nonna


Una nonna e l’arte contemporanea

Guido Michelone intervista Alice Zannoni

 

Nei mesi scorsi esce in libreria un volume dal titolo curiosissimo: L’arte contemporanea spiegata a mia nonna, dove in copertina una ragazza sorridente porge una tela bianca a un’anziana signora altrettanto euforica e pronta a tracciare un solco nel quadrato, alla maniera di Lucio Fontana. L’immagine dà l’idea esatta di un testo a suo modo rivoluzionario e innovatore, dove una giovane studiosa riesce nell’intento di spiegare alcuni fondamentali valori a una persona digiuna della complessità dell’attuale universo estetico. In quest’intervista inedita l’autrice, Alice Zannoni, rivela come riesce in un intento a prima vista impossibile. Continua a leggere

La poesia di Omero. Riflettendo su Iliade e Odissea con Sylvain Tesson


di Guido Michelone

Il titolo – Un’estate con Omero – del nuovo libro di questo brillante giornalista francese – suo il best seller Nelle foreste siberiane (2012) – riguarda una esperienza personale: per studiare i poemi omerici, Tesson si ritira, fra luglio e agosto, in una sperduta isoletta greca, onde meglio cogliere lo spirito che aleggia nei due capolavori, Iliade e Odissea, che ancora parlano all’uomo contemporaneo assai meglio di tanta recente letteratura. Continua a leggere

Epoca: la poesia di una rivista. Un libro raccoglie il meglio dei primi vent’anni di un settimanale


di Guido Michelone

Più che una vera recensione, questa vuole essere una memoria affettiva, perché il recente volume illustrato Epoca 1950-1969 risveglia, per chi scrive, diversi cari ricordi, dalla primissima infanzia all’iniziale adolescenza. Continua a leggere

Intervista su “Magellano”. A tu per tu con Gianluca Barbera, autore del romanzo


di Guido Michelone

Dopo Finis mundi (2014) e La truffa come una delle belle arti (2016) ecco Magellano, il nuovo romanzo del cinquantenne Gianluca Barbera da Correggio, allievo dello stesso liceo classico, dove studiò Pier Vittorio Tondelli (considerato l’apripista della giovane narrativa italiana già a metà degli anni Settanta), ovviamente basato sul personaggio storico reale, ma con un taglio narrativo inedito, come gli stesso ci spiega in quest’intervista esclusiva. Continua a leggere

Il musical oggi, come nuovo melodramma


di Guido Michelone

Questo breve excursus, in venti film usciti tra il 1975 e il 2017, risponde al quesito su cosa oggi sostituisca il ‘vecchio’ melodramma, se sia il concerto rock, la performance multimediale, il varietà televisivo, il cinema che ha a che fare con la pop music o altro. Certo è che, alla fine, la pop music, intesa in primis quale canzonetta, risulta ontologicamente lontana dall’opera lirica, perché la sua arte interpretativa (spesso informale) dal vivo non si lascia imbrigliare dalle unità quasi aristoteliche del melodramma classico, dove gli spazi e i tempi posseggono rigide architetture e solenni teatralità. Continua a leggere

L’Aquila e Amatrice fra jazz e terremoto

Piazza Santa Margherita (Piazza Gesuiti) – Ada Montellanico “omaggio a Billie holiday” feat. Giovanni Falzone – Ada Montellanico – voce


Brevi riflessioni attorno a due libri fotografici

di Guido Michelone

Jazz e terremoto sembrerebbero due termini non solo compatibili, ma soprattutto da integrare l’uno nell’altro, in particolare quando il secondo viene usato metaforicamente: è giusto infatti dire e sostenere per il jazz che si tratta di un vero e proprio “terremoto” a livello artistico-culturale nella Storia del XX secolo, protrattasi fino ai nostri giorni. Il terremoto jazzistico è il simbolo perfetto di una nuova sonorità che scuote le coscienze, cambia la mentalità, annulla il passato, guarda al nuovo, alla vita, al sogno, alla libertà. Continua a leggere

Edward Sorel e I diari bollenti di Mary Astor


di Guido Michelone

Come per gli Stati Uniti nel 2016, anche in Italia prontamente si sta celebrando un piccolo grande capolavoro editoriale: si tratta della prima biografia su Mary Astor (1906-1987), attrice hollywoodiana negli anni ’30 e ’40, nell’immaginario popolare e per lo star system ricordata soprattutto quale protagonista femmina accanto al macho Humphrey Bogart nel Falcone maltese, che segna il debutto alla regia di John Houston e che resta tra i migliori film di tutti i tempi.
Il libro sull’algida diva si incentra soprattutto sul processo tenutosi nel 1936 a Los Angeles contro l’attrice (già celeberrima), per colpa dei diari bollenti a cui si riferisce il titolo: la Astor, fin dal debutto nel mondo della celluloide, consegna a un quaderno i suoi incontri piccanti, ovvero i numerosi amanti, fuori dal set professionale e ovviamente ben lontano dal focolare domestico.
Mary, sul grande schermo, si ritaglia il ruolo della femmina altezzosa, austera, persino angelicata, mentre nella vita quotidiana cambia spesso mariti, tradendoli e restandone tradita: si sposa con uomini squattrinati (o meno importanti di lei), cade in seri problemi di alcolismo cronico, fin quasi a compromettere la carriera, convertita in quella di brillante scrittrice: due romanzi e soprattutto due notevoli autobiografie. Sfruttata anche dei genitori di origine tedesca, la Astor da quel processo – riscoperto per caso da Edward Sorel tra vecchi giornali sotto un pavimento di linoleum – riesce a uscire vincitrice e al contempo a salvare la faccia all’intero (ipocrita) star system e studio system nella cosiddetta Mecca del Cinema.
Tuttavia non è la storia di Mary a impressionare (i due volumi Hollywood Babilonia dicono molto di più e di peggio); ciò che colpisce favorevolmente è il modo in cui viene elaborato questo libro: narrato in prima persona (e alla prima prova autoriale) da un noto designer newyorkese cresciuto nel Bronx (e divenuto poi vignettista celeberrimo e rimasto sempre politicamente impegnato a sinistra), il volume è frutto di un ripensamento durato circa mezzo secolo, che parte dall’amore platonico verso l’attrice e giunge a una revisione critica che a sua volta diventa un po’ storia del cinema e un po’ riflessione su se stesso a ritroso, dalla giovinezza alla vecchiaia.
Alla fine, il testo non sembra opera di uno scrittore all’epoca ottantaseienne, per l’arguzia, la freschezza, l’autoironia, che trapela dalle pagine, illustrate da sue amabili caricature a china colorata: il racconto delle vicende della Astor s’intreccia con quello esistenziale di Sorel medesimo, fino a diventare un unicum che abbraccia cronaca, saggistica, sismologia, memoriale, lasciando il lettore certamente soddisfatto.
Edward Sorel, I diari bollenti di Mary Astor (traduzione di Matteo Codignola), Adelphi Edizioni, Milano, 2017, pagine 169, € 20,00.

Barcelona Gipsy balKan Orchestra

Barcelona Gypsy Balkan Orchestra

La poesia della world music

Intervista a cura di Guido Michelone

(parla Mattia Schirosa)

 

Ci vuoi anzitutto raccontare il primo ricordo della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra?

Il mio primo ricordo risale all’estate del 2005, durante uno degli ultimi tour della Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra. Con il nostro furgone attraversammo Francia, Italia, Grecia, e Serbia per poi ritrovarci a piedi in Romania con il motore in avare e 100 g di bagagli. Eravamo diretti a Bacau per una nuova data ed eravamo solo a metà del tour. In quei momenti il tuo istinto di sopravvivenza può arrivare a sorprenderti e sei capace di risolvere problemi che, normalmente, sembrano insormontabili solo a nominarli. Dopo essere riusciti ad attraversare la Romania ed arrivare in tempo a Bacau, troviamo un passaggio per Varna, Bulgaria. Continua a leggere

Elisabetta Perfumo intervista Guido Michelone sul senso della musica


Presentiamo un dialogo inedito fra Elisabetta Perfumo e Guido Michelone, a proposito del nuovo libro di quest’ultimo, dal titolo Voglio trovare un senso, alla ricerca del senso della musica.

 

Professore festeggerà Il Santo Natale con un nuovo libro, con tanto di titolo filosofico?

Sì, in apparenza potrebbe sembrare un interrogativo della filosofia classica o contemporanea, in realtà si tratta di un verso di una canzone di Vasco Rossi che, non a caso, è il musicista raffigurato in copertina.

 

Dunque Vasco, una sua canzone, ancora un libro di musica?

Certamente, ma si tratta di un volume assai particolare, almeno per quanto riguarda il mio tipo di approccio alle sette note. Non è un libro sul jazz né sul rock. Infatti, già leggendo il sottotitolo, si può intuire il contenuto del testo: “Quando la musica emoziona anche a parole”. Esistono delle espressioni, delle frasi, degli scritti che parlano di musica e la fanno sembrare ancora più bella, più importante e più suggestiva. Continua a leggere

La poesia del ricordo. I processi di ingradimento delle immagini, di Paola Silvia Dolci.


di Guido Michelone

Il nuovo libro della giovane scrittrice Paola Silvia Dolci si pone subito tra quelli più originali, interessanti, riusciti in questa nuova stagione della poesia italiana. I processi di ingrandimento delle immagini è un titolo ambizioso e al contempo difficile, se non viene rapportato al conseguente sottotitolo: Per un’antologia di poeti scomparsi. In tal senso il lavoro della Dolci è innanzitutto metalinguistico, nel senso che si appropria della letteratura per giocare molto seriamente (e talvolta drammaticamente) con la letteratura medesima. Continua a leggere

Intervista al fotografo Bruno Marzi


La poesia dello scatto rock

a cura di Guido Michelone

 

A tredici anni Bruno Marzi, in una tranquilla città di provincia, già alla fine degli anni Sessanta, è forse l’unico, grazie al nonno, proprietario di un negozio di elettrodomestici, a possedere e ascoltare decine e decine di 45 giri d’importazione introvabili: con quei dischi tanti giovani a Vercelli – la città in questione – imparano conoscere il soul, il r’n’b, la psichedelia, l’underground, il progressive. Bruno insomma è già ‘avanti a tutti’ e di lì a pochi anni inizierà a scrivere e fotografare per il settimanale Ciao 2001, l’allora bibbia rockettara. Continua a leggere