Stazione della memoria (Shoah)

da qui

Una scritta sbilenca, come un gioco
per bambini a cui servono favole
per crescere felici.
Un albero stecchito a ricordare
che se hai qualcosa di tuo,
se t’illudi d’essere qualcuno,
questa è la prospettiva che smentisce,
è l’indice di tutte le sconfitte,
anche quella finale con te stesso.
Ma saranno le facce,
gli occhi stupiti di chi non capisce,
l’attesa opaca dentro le garitte
gelide della sua disperazione,
sarà il binario che avete orientato
verso la porta dell’inferno a strisce,
saranno quelle tracce
dentro le fosse senza paragone
a dirvi chi vi aspetta,
all’ultima stazione.