Il lamento di Bloom: è un Nobel per idioti

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di Alessandra Farkas

New York – «Un anno fa sono caduto, spezzandomi tutte le vertebre della schiena. I dottori mi avevano dato per morto, ma eccomi qua». Gli occhi chiaro-cangiante di Harold Bloom sono pieni di tristezza mista a pudore mentre cerca di giustificare quel bastone, ormai inseparabile, cui s’aggrappa per sostenere il peso degli anni e le angherie di un fisico che non vuol saperne di rincorrere i ritmi ancora frenetici della sua straordinaria mente. Continua a leggere

L’infernale Harold Bloom

Si può essere più o meno d’accordo con le “canonizzazioni” che Harold Bloom opera nel suo (ormai canonico) “Canone occidentale”. Personalmente ho sempre trovato ostica la sua interpretazione del Faust, ma ultimamente ho cominciato a ricredermi. Confesso: quando un critico interpreta un’opera interamente ed esclusivamente da un punto di vista sessuale, storco il naso. Credo e spero che il senso dell’esistenza degli esseri umani sulla terra vada oltre il puro e semplice “crescete e moltiplicatevi”. Un parametro interpretativo di questo genere varrà forse per Melissa P. Nel caso di Goethe non sarebbe il caso di andare un po’ più a fondo? Continua a leggere