Shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

Non è facile parlare di un film muto senza avere l’impressione di essere a fargli un torto. Verrebbe piuttosto voglia di usare le braccia e i fianchi, di battersi le mani sulle cosce e di scambiarsi occhiate come a dire ‘ecco qui qualcosa da andare a vedere al Cinema, nel silenzio degli sguardi di chi ci sta attorno’. Ma soprattutto verrebbe voglia di riuscire a farlo come ha fatto Michel Hazanavicius in “The Artist”, trasgredendo un po’ di regole per riaffermarne di più importanti, e reinventando (nel nostro caso) un modo di recensire che sia insieme classico e improbabile, comprensibile e sorprendente, inaspettato e prevedibile. Continua a leggere