Uscire da sé come la rosa. Ida Vallerugo

Vallerugo

Poesie tratte da Stanza di confine – Ida Vallerugo

Crocetti Editore

A cura di Barbara Pesaresi

 

da “Viaggio col padre”

 

Rettilineo

 

Dimmi, padre, dove stiamo noi

figli di una madre esiliata smemorata del luogo

in cui nacque e in nessun luogo si ferma

                         su nessun cuscino riposa

                         dove stiamo se non su un rettilineo? Continua a leggere

Essere tra le lingue #6: Ida Vallerugo, “Mistral”

di Manuel Cohen

E i vuardàn la citât che sot di nô/a impîa li sô lûs e a vîf./ Sigûrs ch’i sini vîs?/ Soul cui ch’al vîf si lu domànde?/ Sôsta dal vivi, viva eternitât?/ O si prepàre a vampâ la flama/ che finalminti a fai uman il timp?’, ‘ora voglio camminare con te sui prati./ E guardiamo la città che sotto di noi/ accende le sue luci e vive./ Sicuri che siamo vivi?/ Solo chi vive se lo chiede?/Pausa del vivere, viva eternità?/O si prepara alla vampata la fiamma/ che finalmente fa umano il tempo?’ La vicenda letteraria di Ida Vallerugo (1946) assomiglia al percorso di un fiume carsico: Continua a leggere

Essere tra le lingue #5: Assunta Finiguerra

di Manuel Cohen

All’indomani della sua scomparsa, due libri postumi tributano il dovuto omaggio ad Assunta Finiguerra (1946-2009), poeta guerriera e ‘zappatora’ (si deve la definizione ad una tesi di laurea sulla sua opera stilata da Alessia Santamaria), con Franca Grisoni ed Ida Vallerugo, una delle più autentiche ed irriducibili voci contemporanee. LietoColle accorpa due lavori editi, aggiungendo la sezione eponima di inediti, che è coeva ed adiacente, per motivi e tratto di stile, alla raccolta organica curata da Guido Oldani per Mursia. Si tratta dei versi ultimi e terminali dell’autrice, scritti durante la sua malattia devastante, e trafitti da una luce di allucinata verità di destino. Continua a leggere