Come quando


Gesù è lo stesso Cristo che è in cielo, quando è qui a ispirarci. A qualcuno, addirittura, appare. È così anche per noi, creature pensate per cominciare a essere ciò che saranno, quando questi vincoli mortali, la complessa eredità del peccato, non avranno più potere: allora vivremo come angeli, figli felici di abitare nella casa del Padre.

Il Re dei re


Spesso ignoriamo totalmente le potenzialità del rapporto con Cristo: non immaginiamo quale amore ci aspetti, quanta beatitudine si affacci appena al di là di una soglia. Il regno di Dio si è avvicinato, dice Gesù, è dentro di voi; ma noi siamo distratti, inguaribilmente interessati ad altro.
Una speranza c’è: che un giorno ci passi per la mente il pensiero giusto, che per un istante ci abbandoniamo all’onda, al vento impetuoso, ci lasciamo rapire, portare via dal Re dei Re e Signore dei Signori, che insomma per un momento, che varrà per sempre, siamo noi stessi.

L’esatto contrario


Una cosa si può fare in molti modi. Uno pensa di essere se stesso, di mobilitare le energie migliori, si compiace della propria intensità e creatività, dell’impiego dei propri talenti, di una sensibilità sempre ai limiti della capienza del cuore, e poi scopre d’aver guardato dalla parte opposta a quella della propria identità.
Meglio tardi che mai: il cosiddetto buon ladrone sta lì a ricordarci che basta un attimo di verità per salvarsi la vita.
Un altro dice: vabbè, ma come la mettiamo con tutta l’esistenza vissuta a rincorrere fantasmi? Caro mio, ricordati della scena della Pasqua; tutti corrono: la Maddalena, Pietro, il discepolo che Gesù amava. L’essenziale è arrivare a quella corsa, all’inizio o alla fine non importa. Ciò che conta è che, prima di morire, tu passi dai fantasmi alla vita del Risorto: il Consistente, il Vivente, il Primo e l’Ultimo, Colui che capovolge la storia nel suo esatto contrario e rimette ogni cosa al posto giusto.

Siamo fatti di tempo

nastro

[Come già qui, ripropongo un brano del mio amico Momo Getter]
Noi siamo fatti di tempo. Siamo fatti del tempo delle cose e dei luoghi che ci circondano. Non c’è modo di sottrarsi a questa curiosa sovrapposizione, proprio nessuno. Nelle serate incantate del Caffè Centrale, ad esempio, siamo fatti della compagnia dei nostri amici; lungo i binari della piccola stazione, siamo fatti dell’attesa e della concitazione che, a turno, precedono e seguono gli arrivi dei treni. Davanti all’ oceano – che meraviglia! – siamo fatti della vastità silenziosa di quel panorama. Continua a leggere