72. La mia cena

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C’è un punto in cui si può verificare quanto il Vangelo sia entrato nella vita: è la concretezza del giorno dopo giorno, gli atti minuscoli seminati ogni momento nella nostra esperienza quotidiana. Continua a leggere

68. Una pietra pesante

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Quant’è che insegni a questa gente? Ti sembra un secolo, o un millennio. Sarà che la preghiera intensa, in comunione con il Padre, t’immerge sempre più nell’idea di eternità, un sentimento sempre più vicino a quello che chiamiamo nostalgia. Continua a leggere

67. Fino in fondo

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Di domande ne fanno anche troppe, ma ce n’è una che ritorna, come un’ossessione, come se il pensiero si dovesse concentrare su quest’unico punto, si scandalizzasse di questo solo aspetto, dimenticando tutto il resto. Continua a leggere

65. Fino al canto del gallo

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Come fare a trasmettere un’urgenza? Come convincerli che il tempo è divenuto breve, che da quando hai parlato del regno il regno è qui, cresce mattone su mattone, e chi ne resta fuori rischia di morire assiderato, travolto da passioni fuorvianti, dalle tempeste invisibili dell’ambiguità? Continua a leggere

62. Per la morte di un passero

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La folla aumenta a vista d’occhio: ti chiedi come facciano, laggiù, a sentire cosa dici. La tua predicazione è un canto che si modula sulla lunghezza d’onda degli uditori più lontani. Continua a leggere

61. Il potere di salvarti

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In tanti t’invitano a tavola: è un onore incontrare un rabbi ormai famoso; o mirano a coglierti in fallo, a mostrare dove il tuo insegnamento si discosti da quello della tradizione; denunciarti, magari, perché il popolo non può essere traviato. Continua a leggere

60. Delle tue parole

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Te ne accorgi, sì che te ne accorgi. Gli occhi scintillano, come vedessero qualcosa di stupendo; le bocche sono aperte, come quando si beve in un’oasi nel deserto; i corpi sono immobili, tesi nell’ascolto, decisi a non perdere nulla della tua espressione verbale e non verbale. Continua a leggere