Errata corrige (a proposito di Eco)

da qui

Apprendo che c’è un refuso all’origine de Il nome della rosa. Il famoso distico con cui si conclude il romanzo sarebbe in realtà questo: “Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus”. L’allusione è al declino della città eterna. Mi chiedo se un capolavoro dell’arte o della letteratura possa scaturire da un errore. Si affacciano il nome di György Lukács e il suo realismo, le descrizioni ottocentesche e la loro ossessiva precisione. Mi viene in mente persino la Bibbia, col suo ruach elohim, premesso alla creazione, che non sarebbe lo Spirito di Dio, ma un vento fortissimo sull’abisso informe. Sta a vedere che tutto nasce da un equivoco, che il mondo va avanti solo perchè qualcuno si è dimenticato di correggere.