Vivalascuola. Zero in Geografia

Ha fatto molto scalpore l’intervento del Ministro Profumo sull’insegnamento della religione cattolica; nello stesso contesto il ministro ha affrontato il tema dell’insegnamento della geografia: “Ero in una scuola con il 50% di studenti stranieri e ho chiesto ai ragazzi come studiassero geografia. ‘Non dai libri’, mi hanno risposto, ma dai nostri compagni che ci raccontano le loro città e i loro costumi’” In una società multietnica il contatto con altre culture spinge a rivedere le modalità di insegnamento di alcune materie. Ma riteniamo che quest’insegnamento debba ritrovare la sua antica collocazione, soprattutto dopo i tagli effettuati dal ministro Gelmini. Ricordiamo, infatti, che a seguito della “razionalizzazione” Tremonti-Gelmini, la Geografia è divenuta la cenerentola della scuola, colpita soprattutto nel biennio dei Licei e negli Istituti Tecnici. (qui)

Geografia e culture, storia e geografia
di Rossella Kohler

Apprezzo sempre quando sui media si parla di geografia nella scuola. “Nel bene e nel male, purché se ne parli”, come diceva Oscar Wilde nel Ritratto di Dorian Gray. Se ne parla e quindi esiste. Eh sì, perché in questi ultimi anni il dubbio sulla sua sopravvivenza è legittimo. Continua a leggere

Vivalascuola. Crescere nel tempo della crisi

In tre anni sono stati persi un milione di posti di lavoro. E sono un milione i disoccupati esclusi da qualsiasi sussidio. Ben oltre i 65.000 i lavoratori che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione per effetto del cambiamento dei requisiti pensionistici dovuto al governo Monti. E cresce il numero degli italiani in situazione di povertà relativa: secondo l’ultimo rapporto Caritas sono 8 milioni e 272.000, il 13,8% dell’intera popolazione. In crescita rispetto all’anno precedente, quando il dato si fermava al 13,1%. Al Sud i numeri raggiungono il 74%. I più colpiti dalla crisi sono i giovani e i bambini. (vedi qui)

Chi, come Gramellini ha tacciato di fascismo la maglietta con la scritta, provi a riflettere – il vero fascismo è togliere speranza e giuste aspettative ad altri esseri umani, che poi, lesi a fatti, non possono nemmeno reagire a parole. (Giovanna Lo Presti)

Crescere nel tempo della crisi
di Stefano Laffi

Se da giovani si è figli del proprio tempo almeno quanto dei propri genitori, se c’è un’orizzontalità che taglia e crea un effetto generazione in questo momento, questa è la crisi. Materiale, a questo punto più che educativa, morale, istituzionale, ecc. Continua a leggere

Vivalascuola. Elogio della Geografia

Appello in favore dell’insegnamento della Geografia. Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro. Nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali in via di definizione la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata. I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

Elogio della Geografia
di Rossella Kohler

La geografia ha un pessimo ufficio di relazioni pubbliche.
Durante una serata tranquilla, tra vecchi amici e nuove conoscenze, può capitare a un certo punto che qualcuno ti chieda “ma tu che lavoro fai?” e tu, ingenuamente, risponda “scrivo libri di geografia per la scuola”. Continua a leggere