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Incontri

Toccheremo mai il fondo della nostra miseria? L’Ombra che ci portiamo dentro, tanto più la perlustriamo quanto più si dilata. Ciò non dev’essere motivo di scoraggiamento: il Cristo è sceso agli inferi proprio per raggiungerci, ed è lì che lo incontriamo.

L’incontro

L’incontro: t’immagini, quando finalmente lo vedremo? Potremmo dirgli ciò che sempre abbiamo avuto nel cuore, le parole che per una vita ci sono rimaste sulla punta della lingua. Potremo abbracciarlo, baciarlo, toccargli il lembo del mantello, come la donna malata di perdite. Anche noi siamo malati di perdite: ogni istante senza Lui è perdere qualcosa di unico e prezioso. Maranatha, vieni, Signore Gesù, guardiamoci negli occhi, non lasciamoci mai, per i secoli dei secoli.

Israeliani e palestinesi, parla il dolore

Da oltre dieci anni un’esperienza di riconciliazione fra 500 persone che hanno avuto un lutto nel conflitto mediorientale

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IL CASO. Il no alla violenza di «Parents Circle», gruppo che unisce genitori delle due fazioni accomunati dall’aver perso in guerra una persona cara

DI GIORGIO BERNARDELLI
Le prime immagini televisive di una guerra sono sempre le macerie. Case, tetti, vetri, stra­de: tutti ridotti in mille pezzi dalle esplosioni. Ci sono però anche ma­cerie più nascoste, che difficilmen­te arriviamo a vedere. Sono quelle di chi con fatica, anche nel cuore di un conflitto, non ha mai smesso di costruire ponti di riconciliazione. E ora – sotto il fuoco degli F16 israe­liani come dei razzi palestinesi – vede anche tutto questo andare in frantumi.
Come vivono queste ore terribili di guerra a Gaza tutte quelle associa­zioni che hanno fatto dell’incontro tra israeliani e palestinesi la loro ra­gione di vita? Una testimonianza molto significativa ci giunge dal Pa­rents Circle, il gruppo che da oltre dieci anni vede insieme genitori i­sraeliani e palestinesi accomunati dal fatto di aver perso in questo conflitto un proprio caro. Si incon­trano, provano a capire ciascuno il dolore e dell’altro e a dare una te­stimonianza forte: «Se noi, che ab­biamo pagato il prezzo più alto, riu­sciamo a parlarci – dicono con una semplicità disarmante – perché in Israele e in Palestina non dovrebbe­ro riuscirci anche tutti gli altri?». Continua a leggere