Vivalascuola. Mi piacerebbe vedere i miei occhi

Il mondo economico li vuole consumisti consumatori, pieni di carte di credito, poco colti e propina loro modelli da Grande Fratello, li fa litigare sotto gli obbiettivi della TV in una nobile gara di volgarità con i loro genitori, li arruola fin da bambini e li fa cantare (“Io canto” con Gerry Scotti, Canale 5): canzoni che parlano di pulsioni amorose di cui nulla sanno e sarebbe prematuro sapessero. Far fingere l’eros ai bambini somiglia a una anticipazione di violenza sessuale. La sinistra guarda attonita e nulla dice per paura di essere accusata di atteggiamenti bacchettoni o censori. Chi tra i giovani resiste e non si lascia arruolare scappa via Internet: Facebook, social network, YouTube, blog e tutti gli anfratti che la “rete” offre, dove i “vecchi” si muovono a fatica per tecnica e cultura. Chi se li fila questi giovani? (continua qui)

Mi piacerebbe vedere i miei occhi. Rappresentazioni dell’adolescenza
di Stefano Laffi

Il disordine del discorso

Liberarsi dalle cornici
In una società della comunicazione i temi sensibili non possono che essere inquinati di troppe parole, di ragionamenti fuorvianti, di opinionismo dilagante, di espertismo da salotto televisivo. Continua a leggere