Archivi tag: inediti

Paky Ferrara. Inediti (con una nota)

Un ragazzo pesca il suo viso insoluto,
dall’acqua.
È ridotto a lontananza
nella pozza di luce –
l’abbaglio ci deruba d’ogni prossimità –

Una radio accesa, laggiù,
dove la solitudine fa più esposte parole,
come le mie in presenza delle tue.

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Sergio Calzone. Racconto 4

PIERRE 1_Fontaine de Vaucluse

«Pierre mi tira i sassi!»

In una mattina di maggio che conservava ancora un poco della pungente novità della primavera, una bambina bionda con le trecce e un vestito di cotone bianco a righe orizzontali blu toglieva dall’acqua di una fontana, a una a una, le foglie di platano cadute dopo il vento, prendendole per il picciolo.

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Sergio Calzone. Racconto 2

Prima dei nomi

Una donna trebbiava a mano delle spighe raccolte nella campagna intorno. I chicchi cadevano in un canestro e lei, svelta, gettava lo stelo nudo alla sua sinistra, su un cumulo che, da piccolo che era, si spargeva prima all’intorno e poi cresceva, man mano che gli strati si sovrapponevano.

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Sergio Calzone. Racconto 1

Lo scarto

È per loro che scrivo. Quelle vite così brevi, così facili da dimenticare. Sono l’unico essere nell’universo che ancora se li ricorda, a parte Dio.

J. M. Coetzee, Mattatoio di vetro

Finalmente sembra che rannuvoli: c’è del nero dietro i pioppi del canale e può essere che oggi butti giù un po’ d’acqua. La terra è una crosta sempre più dura, tanto che da giorni non mi riesce più di cavarne un lombrico e mi riduco a semi, a erbe e a qualche cavalletta presa appena dopo l’alba, quando non saltano ancora.

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“Raccolta differenziata”, Giuseppe Ferrara. Un’anticipazione

di Giovanna Menegùs

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Attraverso una sintesi dell’introduzione al volume, di Alfonso Gianna, e tre testi presentiamo il nuovo libro di versi di Giuseppe Ferrara, in uscita per Edizioni Kolibris.

*

In questa sua Raccolta differenziata Giuseppe Ferrara circoscrive scientificamente il problema di una relazione uomo-natura oggi più che mai complessa e difficile […].
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Ornithology 41. Ferrara (e Stevens)

gFerraraMettono gioia tra i rami d’inverno i nidi

Non hai risposto ancora alla domanda
«D’inverno, mettono gioia, tra i rami, i nidi?»
Hai finalmente una risposta pronta
o attendi un’altra estate e i suoi ricordi?

Sorridi, la nuca poggiata sul mio petto
I piedi nudi immersi nell’azzurro
La nube d’oro cela ali fuggenti
Tra quelle foglie lampi di cielo
Questa è l’Estate non dimenticare
Quella che arriverà sarà l’Estate

E allora rispondi, attenta, alla domanda
«Mettono gioia tra i rami d’inverno i nidi?»
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Ieri ho acceso la stufa – di Max Ponte

poesia

Ieri ho acceso la stufa
Nella casa dei nonni
Il fuoco ardeva memorie
La corteccia del legno secco
Aveva la pelle dei miei avi
La ghisa la forza circolare
La brace i lapilli di gente
Che lavorò giornate di terra
Gettò fondamenta costruì
Case smosse tetti smontò
E riparò tutto il creato
Il fuoco ha acceso tutto
Il sangue dimenticato

Max Ponte
2 marzo 2019

Sergio Calzone. Tre inediti


Saint-Paul-de_Vence_1987

…al temperino il filo
ogni momento
arroto e rendo diaccio,
come un’intuizione.

*

Nel vascolo

Esco a erborare:
non più basso e radente
spicco il mio timo,
se, giovane zelante,
giocassi al contadino.

Son tagli d’apice:
al temperino il filo
ogni momento
arroto e rendo diaccio,
come un’intuizione. Continua a leggere

Creavo lacrime artificiali con la saliva – di Max Ponte

Creavo lacrime artificiali
con la saliva
e le dispensavo 
ai tuoi occhi che
pativano diserti
eri la mia Indonesia
e il mio oriente nelle
alture gli elephanti
i declivi nei regni
serenissimi di
navigatori di pianura
creavo lacrime artificiali
con la saliva e le
dispensavo ai tuoi occhi
di mandorla estiva

***

poesia inedita, per info e pubblicazioni  consultare il blog dell’autore

Soqquadri del pane vieto 2010 di Marina Pizzi

1.

è qui l’altrove del rantolo di fame

questo statuto che sa di Colosseo

verso i cani bastardi, randagi quanto

un dì del mese scorso. scorribanda

di eclissi starti accanto io che ti amo

oca di mamma guardarti nel passo.

dove ti ammacchi io so che mi ami

ugualmente lo stesso e senza ansia

bambina darsena col cerchio senza avaria di salto.

viadotto della cometa chiedere asilo

ai quartieri proletari dove i tarli ammucchiano

e le madonne scempiano. io spendo dio

per dirti del canile abbandonato al dolo.

i comatosi stanno zitti e i morenti urlano

come mio padre erto sulla fronte ubriache le guance

gli occhi spicchi di coltelli per la bramosia di pace Continua a leggere

Un inedito di Giorgio Manganelli

L’inedito qui offerto ai lettori di LPELS da Lietta Manganelli e dal neonato Centro Studi intitolato a suo padre (vedi) è stato rinvenuto – con la preziosa collaborazione di Emanuele Dattilo e della dottoressa Carla Nardi – nel Fondo del Movimento di Collaborazione Civica annesso all’Archivio Nazionale di Roma,  busta 9.41. “Il Movimento di collaborazione civica – si legge nel sito dei Beni Culturali – si occupò nell’immediato dopoguerra dell’educazione degli adulti e, per mezzo dell’Umanitaria e del Fronte della cultura, diede impulso alla fondazione dell’Unione italiana della cultura popolare”.

Chi desiderasse cooperare col Centro Studi Giorgio Manganelli e contribuire a mantenerlo in vita può rivolgersi al seguente indirizzo: manganelli@delam.it

Il libro e la lettura

Giorgio Manganelli

Giorgio Manganelli

In Piazza del Popolo, a Roma, una lapide affissa alle mura verso piazzale Flaminio rammenta il sacrificio di due carbonari, giustiziati nell’800; la lapide non si rivolge a nessuno in particolare, ma tutti possono leggerla; coloro che la leggono provano emozioni, e forse la ricorderanno a lungo, o forse quelle due morti “vere” resteranno nella memoria solo come poche, anonime parole incise sul marmo. Quella lapide ha qualcosa che fa pensare ad una pagina; la pagina di un libro; forse è un libro minuscolo e insieme vasto; le sue parole, ingenue e grandi, appartengono a tutti coloro che vogliono leggerle. Noi viviamo in un mondo di messaggi scritti: nella stessa piazza, certamente, ci sono manifesti che annunciano eventi prossimi, e anche manifesti che si riferiscono ad eventi ormai dimenticati. Sono parole destinate a scomparire insieme a ciò di cui parlano. Le ascoltiamo rapidamente, se ci interessa ne prendiamo nota, e procediamo. Altre parole ammoniscono automobilisti e pedoni. Sono parole utili, ed è bene porvi attenzione. Ma quella lapide è diversa. Continua a leggere

Inediti – di Maura Gancitano

Prima che tutto accada

Spengo la sigaretta,
e tu fai lo stesso.
Hai ragione, è strano pensare che io mi trovi qui.
Le mie braccia si spingono
fino alla spalliera della tua poltrona,
e tu guardi la meraviglia
di ciò che non succede neanche oggi.
Ma parliamo d’altro,
e i nostri occhi navigano nei nostri occhi. Continua a leggere

Voli ed altri voli nella valle*

***
VOLI

1.
Sorvolavo l’incendio sugli ulivi,
cercavo l’acqua, il mare
dove un poco – non troppo – annegare –
tu, a quell’ora, che facevi? morivi?

II.
Oggi, volo di nuovo, in sogno,
di quell’alta aria ho bisogno:
mi increspa la barba una festa
di sparvieri – la roccia che resta.

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Marina Pizzi, da Vigilia di sorpasso, 2009-2010

ho perso l’aureola in un interno di fabbrica

in uno stelo vieto più a punta di un ago

una cannuccia di siesta che non

dà felicità,

così trapasso allo spasmo del cantuccio

mo’ gerundio di un amanuense.

da Vigilia di sorpasso, 2009-2010 di Marina Pizzi

l’astro in collina che calunnia il sole

unghia di luce estro d’avvampo

oh quale musica è scampo di condono

sul lastricato d’esito palustre

e genio d’eloquenza non ha il lupo

del mistico conforto dello stagno.

da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

42.

un rullio di tempie e sembra morire

questo antefatto lungo una stirpe

rantolando rantolante cent’anni.

nei venti che blasfemi staccano le rondini

tu il collo lungo di Modigliani inventi

per disperdere le fiaccole crocefisse.

le pene che sbocciano dentro il calendario

benesseri nel bilico di davanzali

zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.

le malattie congenite del tetto

narrano nidi patrioti

eremi che imperlano le nuche.

oggi è colmo il male asperrimo

di chiudere le spalle all’avvenire.

43.
—————-
Now playing: Bruce Springsteen – Tougher Than The Rest
via FoxyTunes

Marina Pizzi, da: L’invadenza del relitto, 2009

21.

la rondine che stacca le reliquie

ci fa il nido. la muffa sull’ananas

fa la colpa della casa vuota. nessun

menu è appeso in cucina.

si rantola dappresso nella polvere

del torto. qui le belve dell’aria

sono molte in lite costante.

dapprima il grembo consolava

la lava della scuola la lavagna

col battito del cuore di scudiscio.

ora la vena è immobile e la scienza

un arato di ruggine. quale gelo

chiami nel sonno? quale gerundio

vuoi che non sa darti? eppure muore

l’almanacco e si fa sfinge il fuoco.

22.