Miserere asfalto (afasie dell’attitudine): 452-552

di Marina Pizzi

*****

452.

la spiga sta sotto l’erta del sale del mare, il salato la brucia lentamente. nei viali malinconici intorno alla stazione si festeggia la giara con l’olio siciliano. in un pezzullo di unghia tutta la paura di entrare dal medico. ho freddo al collo ma la sciarpa l’ho perduta cercando i guanti. otto ore al dì di postazione informatica dal lunedì al venerdì.

Continua a leggere

Marina Pizzi – Un inedito

muro-pericolante

*****

perno di soqquadro nomea del rantolo

notaio del coma, cecità.

invano cercando il numero civico.

se s’intovaglia lo spreco delle briciole

anche le lucciole perdono la luce

con le domande cremisi del cuore.

in te vivesti il simbolo del sangue

questa vestina illogica del verso

da qui al gendarme che ti dette carcere.

tutta sbilenca passeggia la lezione

di non capire zero né addendo.
[da L’inchino del predone, 2008]

Poesie inedite di Michele ORTORE

marking_time2
(Ellen Burgin, Marking time)

 

                         E il motivo

                         E’ nella rigidità flessibile
                         della foglia di eucalipto,
                         è nella pesca a strascico del vento
                         sui rami

Continua a leggere

Viola Amarelli – Note su “A ogni cosa il suo nome” di Francesco Tomada

copertina_tomada

               Viola Amarelli – Note su A ogni cosa il suo nome di Francesco Tomada

     “Le Voci della Luna” confermano una attenta linea editoriale pubblicando “A ogni cosa il suo nome”, secondo libro di Francesco Tomada, autori tra i più interessanti degli ultimi anni.
     I testi di questa raccolta palesano, con una accresciuta consapevolezza, ragioni e spazi della scrittura di Tomada già presenti nel precedente, felice esordio de “L’infanzia vista da qui”. Continua a leggere

Marina Pizzi – Un inedito

serebryakova_cardhause

(Immagine: Serebryakova)

*****

è notte, sono tinti i capelli

con la pece dei tristi che migrano

per questo goccio di aspetto

riarso dalla cometa che va in pezzi

per colpa della lirica di stonio, stonata

nata dentro i pozzi per fari suicidi

se ne vanno nel vano delle scarpe.

[da L’inchino del predone, 2008]

Purgatoriale – di Maria Pia QUINTAVALLA

         Purgatoriale

     Stamane, mi sono svegliata già stanca e un po’ agitata come da un sonno duro e senza pace, e avrei voluto parlare con te, madre: mi sento così strana senza il nostro telefono senza fili che quei fili ho cercato amorosi nel buio, per un po’ senza trovarli.  
Intanto risentivo la tua bella voce sensuosa avvolgermi, un po’ solare, ma l’aria pareva potesse smarrire quei tesori se non li afferravo presto, come quel tuo ondeggiare lieve.
Eravamo sole, e questa immagine mi ha dato la carica nervosa, senza parole ancora, che per giorni mi avrebbe lasciata in tormento.
Allora ho sentito che non ci sarebbe stata un’altra possibilità, se non ti avessi presa così di forza, e con la mia attenzione costretta a sedere qui, a portata di orecchio.

Continua a leggere

Marina Pizzi: L’inchino del predone, 2008-

 

cc6441202758278c09107a608c7d35171

L’inchino del predone

ho un sesto senso che mi fa rapace

pace già panica e forse già logica.

non basto al mondo non ribasso

il prezzo che non incasso. ho una

lapide vermiglia intorno alla gola.

qui mi meraviglio di essere la viva

vedetta di me che già guarda

dormire gl’indici e le vette.

padre conserto madre senza latte

le verità ataviche del palmo.

Nel folto di silenzi senza occhi

federico-federici-lattimo-del-paesaggio
(Federico Federici, L’attimo del paesaggio, 2007)

         Da un’eternità passeggera (IV) – Nel folto di silenzi senza occhi

gravida di polvere
e stupori, monotona
corolla
verdemare,
divampa sul ciglio
levigato della sera –
segreto dispiegarsi
di calici ricolmi
di muschiose piogge
o intrico declinante
d’agavi protese
in bianchi spasmi: –

Continua a leggere

Reliquiario d’ombre – di Melquíades Fermín HERRERA

incal_integrale_new
(Ritratto di Melquíades Fermín Herrera, eseguito da Moebius in stato di trance.)

Ricevo dal Professor Lazzaro Visconti questi “frammenti“, attribuibili sicuramente a Melquíades Fermín Herrera. Si tratta, a suo dire, di testi preparatori antecedenti la stesura del poema sacro Sobre el margen del otro. Il noto studioso sta ultimando sull’argomento un saggio che sarà presto presentato alla comunità scientifica e letteraria internazionale. Noi speriamo che ciò possa avvenire in concomitanza con l’uscita dell’edizione italiana dell’opera di Herrera, già annunciata col titolo Sull’orlo d’altro.
Per ulteriori ragguagli sulla figura del misterioso vate macondiano si rimanda qui. E che i doni di Melquíades siano sempre con voi.

Continua a leggere

Una camicia nuova di zecca – di Ivano MUGNAINI

truth-1187558810
(Emilio Merlina, Truth, 2007)

Ivano Mugnaini – Una camicia nuova di zecca

     Quando, nel bel mezzo del bar affollato, l’uomo in camicia a scacchi gialli e viola sbraitò al suo amico con faccia truce: “Ho ammazzato cinque vacche la settimana passata!”, Giacomo Berilli, psicologo della Cattolica, rifletté sul fatto che il contadino ruspante si disinteressava totalmente della sensibilità altrui. Giannina Picchi, maestra elementare, corresse mentalmente la frase con una matita blu: osservò che avrebbe potuto usare “ucciso” al posto di “ammazzato”, “mucche” al posto di “vacche”, e, a voler essere pignoli, “la settimana scorsa” invece di “passata”. La bionda del bar, Giulia Patroni, si limitò a dirsi che se uno aveva le palle per pronunciare una frase del genere facendosi sentire da tutti, doveva possedere, appunto, gli attributi. Proporzionati. E si passò la lingua sulle labbra, mentre l’acquolina le scendeva lenta sul mento. Solo Federico Tantali rifletté su un particolare: le vacche a cui l’elegantone aveva fatto riferimento avrebbero potuto non essere quieti bovini. Continua a leggere

Buio (Parole e ore della nuova morte) – di Adriano PADUA

Adriano Padua – Buio (Parole e ore della nuova morte), 2008, inedito.
                           (Qui altri testi tratti dalla stessa opera.)

                            Allora sarà bello quando noi
                            che qui abbiamo abitato
(amato)
                            saremo tutti nomi morti
                            saremo tutti dai nostri stessi
                            semi – gli ultimi esiti pieni –
                            perfettamente finiti, senza resti
                            in nessuno che abbia
                            – sia pure irriflessa – parola

                            (Marco Giovenale, La casa esposta, 2008)

1

la nostra cerimonia è cominciata
sediamo su un altare
di macabre parole

noi siamo le banali
vittime designate
corpi sacrificali
a cui spetta la gioia

Continua a leggere

Cinque poesie inedite di Hernán Felisberto DONOSO


(Salvatore Garau, Rose tra i laghi, 2001)

                   Rendere visibile l’inespresso equivale ad acquisire
                   immancabilmente universi esposti alle sirene
                   dell’abissalità. Equivale a perdersi nelle forme che
                   intendono restituire le oscure articolazioni dell’essere.
                   Nella convinzione che solo il riferimento a ciò che
                   dev’essere manifestato dia al pensiero la capacità di
                   misurare le segrete (im)possibilità del linguaggio,
                   sino alla fondazione di altre architetture.

                   (Anterem, XIV, 39)

     Altre architetture

scrivendo di luci appassite in luoghi di visione
straniate nel sabba del risveglio
bivacco immaginario di mercanti di sabbia dal profilo in rovina
abbandonare filamenti d’estasi ai roseti

Continua a leggere

I fiori della gratitudine – Poesie inedite di Enzo FERRARI

 

     GENOVA E I SUOI TETTI

In questo lento giorno
non è dato sapere
dove siano salute e felicità.
I tetti sono grigi dell’ardesia.
La salsedine si è fermata
alle finestre.
Tu già lontana
poni la mano stanca.
Sui rami carichi di frutti
rossi e maturi
pigramente indugia
il mulinello delle parole.

 

Continua a leggere

La polifonia del mondo – Viola AMARELLI

linda allison
(Linda Allison, The Coral Reef)

     (Da: Notizie dalla Pizia, 2005, e-book, www.vicoacitillo.net)

(la veggente)

So, i granelli di sabbia
la misura dei mari,
le direzioni d’aquile e di venti.
So dove l’ali di farfalle ogni momento.
So, l’urlo e il muto,
quello che è stato come ciò mai nato.
So, fatica di termiti
lucertole al salice inseguite.
So, che sapere non serve,
so l’infelice.

 

Continua a leggere

Per costringere la morte tra due accenti

max hansen
(Max Hansen, On the edge II)

                   [Leonard Cohen – Dance me to the end of love]

Per costringere la morte tra due accenti
(Chansons d’amour)

un altro giorno di sabbia senza impronte
scivola tra le dita, prende fuoco alla luce ostile
che instancabile danza dove più esile invecchia la luna –
la notte non ha più segreti
e i suoi doni rivelano al corpo
l’estraneo chiarore che avvicina ossa e ombre
in un abbraccio, un colore indefinibile che ama il freddo
come il mattino le rose cresciute sulla lingua – Continua a leggere

Dall’Arancia Meccanica alla Nuova Epica Italiana – di Danilo PINTO


(Giovanni Cossu, Girella morta, 2008)

 

Danilo Pinto – Dall’Arancia Meccanica alla Nuova Epica Italiana

A Clockwork Orange. Nella parola work
un progresso che diventa destino.
Un solo marciare da Metropolis, come
in pillole un cagnetto sentenziava.
E un altro tizio, che si faceva
chiamare come un eroe di Moby
(non certo il dj pelato, jeez) sparava
a raffica il suo nostalgico, balalaico
“morte al Grande Ripieno.”
Continua a leggere

Poesie di Luciana MANCO


(S. Motonaga, Untitled, 1962)

Mezzogiorno.

Piccoli tunnel di culle di boccioli e latte di rugiada sono mare a destra,
in righe di quaderno.
La prima parola, tracciata nella terra.
Vieni mezzogiorno a schiacciare di luce le altezze.
A infrangere di miele i tetti.
Vieni ad affamare le corse dei sognatori.
A scongelare le briciole nei campi. Continua a leggere

L’oblio dell’evento – di REB STEIN (A. D.)

Reb SteinL’oblio dell’evento (1998)
(tratto da Il codice delle sabbie, di prossima pubblicazione)

                                            Dice lo straniero nel deserto: “Ogni cosa
                                         al mondo mi è nuova”. E la nascita del suo
                                                       canto non gli era meno straniera.

                                                                          Saint-John Perse

L’oblio dell’evento – I. Sul bordo di astri ombrosi

1.

Lingue notturne cumulano dal futuro macine di canti
per te che segui pupille non ancora cieche
sul bordo di astri ombrosi
Continua a leggere

Faccia gialla – di Antonio SCAVONE

Antonio Scavone – Faccia gialla

     Il lavoro è stato finito come volevano: sono entrato nello studio dell’avvocato Arcangelo Di Stefano, mi sono seduto davanti a lui, ho atteso che si accendesse la sigaretta, che mi chiedesse cosa avrebbe potuto fare per me e poi gli ho sparato: un solo colpo, alla gola, come mi era stato ordinato. L’avvocato è rimasto bloccato e sorpreso: si aspettava di essere eliminato ma non che la sua fine fosse stata decisa così presto. Ho lasciato passare qualche minuto, per controllare la situazione, ho riposto la pistola nella cintura dei pantaloni e poi sono uscito dallo studio. Sono entrato nell’ascensore e mi sono messo a leggere il cartello della manutenzione ma, con la coda dell’occhio, ho visto muoversi qualcosa alle mie spalle, dalla porta di un appartamento: una sagoma, una faccia. Non mi sono girato, ho cercato di guardare quella sagoma o quella faccia riflessa nei vetri della cabina dell’ascensore ma è durato un attimo: quella faccia si è sciolta nella penombra, come una nuvola di fumo. Continua a leggere

Poesie inedite di Giacomo CERRAI

Aruspici

il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa. Solo
aria stanca, bambini
cittadini e madri
con un carico di fumo leggero
nei polmoni. Continua a leggere