Vivalascuola. Tutti gli esseri umani

Gli immigrati regolari in Italia sono oggi 4 milioni di persone ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall’Est (romeni, polacchi, ungheresi ecc.). Le previsioni ci dicono che tra dieci anni gli immigrati “regolari” saranno il 10% dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15, come più o meno in tutta Europa. L’Italia, come già la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso.

Tutti gli esseri umani…
di Niguil

Tutti gli esseri umani, in alcuni momenti della vita, hanno la necessità di cambiare, conoscere, provare nuove esperienze, ed adattarsi a questi cambiamenti. Il 12/01/09 è stato il giorno in cui io ho dovuto prendere una decisione molto difficile, cambiare paese. Continua a leggere

Vivalascuola. Anche noi non denunciamo

Se dovesse passare nel ddl sulla sicurezza (vedi commenti qui e qui) l’obbligo di denuncia dei clandestini da parte di chi svolge funzioni pubbliche anche noi insegnanti ci troveremmo in questa condizione. Avremmo così non solo immigrati che non si faranno curare ma anche bambini che non si presenteranno più a scuola o che non ci entreranno mai. Talmente aberrante da sembrare impossibile ma in questi mesi di cose impossibili divenute legge dello Stato ne abbiamo viste fin troppe ed è meglio che fin da ora il mondo della scuola gridi forte e chiaro: ANCHE NOI NON DENUNCIAMO! Assurdo è che lo apprendiamo attraverso un documento di parlamentari del pdl e non dall’opposizione. Un ultimo pensiero per il Presidente della Repubblica: caro Presidente non penserà di apporre la propria firma anche a questo provvedimento! (Manuela)

Nuove resistenze interculturali
di Marilena Salvarezza

Di intercultura una minoranza di “addetti ai lavori”, in ambito formativo e culturale (studiosi, professori universitari, Organizzazioni non governative (ONG) ha molto parlato e scritto in questi anni, in Italia e in Europa Continua a leggere

Vivalascuola. Seminario sull’intercultura

Vuoti di cittadinanza. Nuovi soggetti e nuove cittadinanze

Seminario di Fratelli dellUomo: per insegnanti, studenti, rappresentanti di comunità ed istituzioni, cittadini di tutte le culture

6 Aprile 2009, Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, Via San Paolo, 12, Milano – MM San Babila, Orario: 9.00 – 18.30, Partecipazione gratuita Continua a leggere

La scrittura come pellegrinaggio circolare

Conversazione con Tahar Lamri (Festival Azioni Inclementi, Schio, 2008)

A cura di Enrica Tabarroni

Ripropongo un’intervista a Lamri rilasciata in occasione di un Festival letterario-teatrale della scorsa estate. L’intervista è già uscita sul sito di Trickster, rivista online di Studi Interculturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, diretta da Enio Sartori (qui).

Enrica: Ne l’ “Avant-propos” a I sessanta nomi dell’amore affermi che per te «…la scrittura rappresenta un pellegrinaggio circolare». Quindi attualizzando il tempo della narrazione al presente stesso della scrittura, mostri attraverso tale apertura del testo il divenire delle molteplici identità plurime che i tuoi racconti mettono in scena, uscendo in questo modo da una loro rischiosa seppur a volte quasi inevitabile chiusura in stereotipi e luoghi comuni. In questo modo il cammino della tua scrittura resta aperto: infatti, ripiegandosi su se stessa, rendendosi cioè contemporanea al narrato, fuoriesce da sé aprendosi all’altro che infinitamente la attraversa. Non a caso affermi che la tua scrittura «rappresenta l’eterna perdita della mia propria identità». Vorrei chiederti se fosse possibile spendere qualche parola in più circa le potenzialità di questa scrittura che sembra pretendere la rottura con il continuum al quale tendenzialmente aderisce il testo scritto. Quindi in che senso la scrittura ricostruisce di volta in volta nuovi spazi abitativi proprio a partire da un fuori-luogo in cui consiste la condizione dello scrittore migrante. Continua a leggere

Viva la scuola. Apartheid a scuola? No, grazie!

Si appresta a diventare legge la mozione Cota, che prevede “classi ponte” per studenti stranieri. Il Presidente continua a fare opera di informazione. Intanto si vedono i risultati dell’attenzione del governo per la scuola, la quale il 29 novembre torna in piazza.

Una scuola di tutti e per tutti
di Daniela Bertocchi

La mozione Cota, presentata dal capogruppo della Lega alla Camera e approvata il 14 ottobre, è diventata (tristemente) famosa come norma sulle classi-ponte per gli immigrati (anche se in realtà la mozione parla di “classi di inserimento”). Molti ne hanno sentito parlare in Tv o letto sui giornali, molti fortunatamente l’hanno anche disapprovata o si sono indignati, ma in realtà pochi ne hanno letto il testo originale, come spesso capita con i provvedimenti legislativi. Continua a leggere