Per una legge contro il porn revenge. Leraffall

finalmente

«Otto anni dopo la storia con lui ho trovato su internet delle immagini manipolate graficamente nelle quali compaio […]. Nella prospettiva che ogni questione personale è questione politica, concedo allo sguardo altrui, dopo averlo temuto a morte, la mia esperienza. Ho il coraggio di farlo solo dietro un nome di penna: sono impazzita, mi sono sentita isolata, in pericolo. Quello che ho vissuto capita a tanti, mancano però delle valide soluzioni. Altre vicende come la mia, più dure della mia, accadevano nel frattempo; molti hanno deciso di farla finita, posso capire perché. È cattiveria, non scherzo che si possa perdonare. […]
Questa è la mia versione dei fatti, le fasi salienti. È possibile che ci siano imprecisioni di forma nella scrittura, spero mi perdonerete, non so scrivere meglio di così.
Ho usato nomi di fantasia per il mio ex e i suoi amici, per gli altri delle sigle o il loro vero nome.
Leraffall nel dialetto della mia zona significa “dovevo farlo”.» Continua a leggere

Time machine: scritto nel 2011 ma ancora attuale? Giudicate voi….

La discussione in rete (e non solo) sulla rete sta negli ultimi giorni tornando ad agitare i pomeriggi afosi di chi ha appena finito le vacanze. Internet continua a essere la nuova frontiera, il grande universo rigirato che vive dietro gli indici cliccanti di milioni di persone. Il buco del coniglio è uno schermo sempre più piatto, dove a detta di molti si potrà scendere sempre più in profondità, con orizzonti e confini tutt’ora impossibili da delineare. È una vera e propria ‘corsa all’ovest’ dove alle terre si sostituiscono i ‘domini’ e dove ognuno, come nella migliore tradizione pionieristica, può crearsi una nuova identità a cavallo della quale rifarsi un’altra vita.
Si cercano regole. Si parla di buon senso. Regole e buon senso che difficilmente potranno essere trovate, se pensate sulla base dei parametri del mondo, cosiddetto, reale. La prima regola del mondo-internet, infatti, è che non pare esserci distinzione tra reale e immaginario, in una sorta di paradossale ricostituzione delle tre unità aristoteliche secondo la quale tutti possono essere (quasi) chiunque, in (quasi) ogni luogo e (quasi) nel medesimo tempo. Continua a leggere

Clic, clic, clic…

La discussione in rete (e non solo) sulla rete sta negli ultimi giorni tornando ad agitare i pomeriggi afosi di chi ancora non è riuscito ad andare in vacanza. Internet continua a essere la nuova frontiera, il grande universo rigirato che vive dietro gli indici cliccanti di milioni di persone. Il buco del coniglio è uno schermo sempre più piatto, dove a detta di molti si potrà scendere sempre più in profondità, con orizzonti e confini tutt’ora impossibili da delineare. È una vera e propria ‘corsa all’ovest’ dove alle terre si sostituiscono i ‘domini’ e dove ognuno, come nella migliore tradizione pionieristica, può crearsi una nuova identità a cavallo della quale rifarsi un’altra vita.
Si cercano regole. Si parla di buon senso. Regole e buon senso che difficilmente potranno essere trovate, se pensate sulla base dei parametri del mondo, cosiddetto, reale. La prima regola del mondo-internet, infatti, è che non pare esserci distinzione tra reale e immaginario, in una sorta di paradossale ricostituzione delle tre unità aristoteliche secondo la quale tutti possono essere (quasi) chiunque, in (quasi) ogni luogo e (quasi) nel medesimo tempo. Continua a leggere

Internet/Via [una specie di riflessione]

 

 

di Franz Krauspenhaar

 

Internet sparisse, quando
lo odiavo e non lo conosco
questo mostro. Una pena
dura da tenere nelle mani.
Piccoli schizzi di nulla, i blog
-e hai voglia di solo morire. Continua a leggere

In questo mondo (nuove norme su cortei e siti)

da qui

Sulla libertà si condensano le opinioni più diverse: difficile che un militare e un anarchico la pensino allo stesso modo. Quando poi bisogna decidere per tutti, la questione si fa ancora più spinosa: come distinguere tra repressione e garanzia del vivere civile? Da quale parte sbilanciarsi? Da quella del divieto, che rischia di soffocare la libera espressione nel suo nascere, o della fiducia, col dubbio che venga tradita in modi intollerabili? Per me la libertà è adesione al bene e alla giustizia: ma abbiamo tutti la stessa idea di bene e di giustizia in questo mondo?

Diritto alla rete

da qui

A noi poveri mortali basta poco: un blog, un minimo di tempo per scrivere un articolo, una mente il più possibile libera dai condizionamenti. Con questi mezzi semplici si raggiungono notevoli obiettivi. Contrastare, per esempio, l’informazione ufficiale, legata a miriadi di interessi personali e di partito, con un pensiero trasparente in grado di prendersi le responsabilità del caso, convinto che la rete coinvolga potenzialmente tutte le persone del pianeta con un pc e una connessione internet. E’ precisamente questo che turba il sistema, come, a suo tempo, l’annuncio della nascita del Cristo turbò Erode e tutta la città. Paragone esagerato? Eppure anche Gesù proponeva un mondo libero dal potere terreno, dalle catene economiche e sociali, e per questo fu soppresso. Voleva connettere il cielo e la terra, ma fu oscurato un fatale pomeriggio di duemila anni fa. Tutto l’orizzonte si oscurò con lui. La luce, però, trovò il modo di riaccendersi. Non lasciamola spegnere. Resistiamo insieme.

“Feisbuuc”: un bilancio

Intervista di Giovanni Agnoloni

Abbiamo già parlato di Feisbuuc di Lorenzo Pezzato (v. qui e qui).
Oggi, a libro uscito e con il suo blog ormai consolidato in rete, ecco una breve intervista all’autore.

– Prima di tutto, una domanda sullo “stato dei lavori”: che riscontri stai avendo, circa il tuo progetto letterario? Il libro “Feisbuuc” incuriosisce come il fenomeno internettiano della storia sui blog pubblicata a puntate su un blog?

Il progetto Feisbuuc sta andando molto bene, e ne sono parecchio soddisfatto.
Da un certo punto di vista, la conclusione del progetto è stata la pubblicazione e la vendita nelle librerie, fatto che ha dimostrato inequivocabilmente che anche la letteratura ha trovato una sua nuova collocazione sul web, che da oggi può essere genitore di un romanzo cartaceo.
Feisbuuc è la prova che la rete continua a proporre nuovi modi per interpretare vecchi sistemi (oltre a generarne di assolutamente nuovi), come quello dell’editoria. Oggi un romanzo può prima avere un pubblico (nel web) e poi un editore. Continua a leggere

Editori italiani contro Google books

di Maurizio Bono

Da una parte, la promessa dell’ utopia: se il giudice americano accetterà il compromesso siglato tra Google, l’ associazione degli scrittori americani Authors Guild e l’ associazione degli editori Usa AAP, non ci sarà (virtualmente) più nessun libro “introvabile”. Milioni di volumi fuori commercio entreranno nel data base di Google che li distribuirà a pagamento online. Dall’ altra la realistica obiezione dei danneggiati: altre associazioni di autori Usa, l’ associazione “Consumer Watchdog”, il principale concorrente di Google nel campo dei libri online Amazon, le associazioni degli editori tedesca, austriaca, francese e da ieri anche l’ associazione degli editori italiani (Aie). Che con un articolato intervento destinato alla Corte di New York (la prima seduta del processo è il 7 ottobre, la sentenza è attesa per novembre) spara a zero sul piano Google sollevando tre obiezioni: la violazione del diritto d’ autore – che di norma scade a 70 anni dalla morte dello scrittore, mentre con l’ accordo in discussione lo farebbe appena un’ opera non è più disponibile in libreria -, lo strapotere che Google così acquisirebbe rispetto agli altri e i margini troppo elevati di errore rilevati nel data base. Il capitolo degli errori è il più dettagliato e gustoso: una ricerca dell’ Aie sugli autori italiani del ‘ 900 inseriti in Google Books rileva che nell’ 81 per cento si considerano «fuori commercio» e quindi riproducibili titoli di autori (da Calvino a Gadda, da Eco a Moravia e Pasolini) che non lo sono affatto. Continua a leggere

Feisbuuc, il romanzo – Che dire?

articolo di Giovanni Agnoloni

Il sito è questo, e l’autore si chiama Lorenzo Pezzato. Ne ha parlato anche la stampa nazionale. “Feisbuuc” è un romanzo offerto in rete un pezzo per volta su un blog, e aperto al confronto con i lettori-attori di Facebook, il social network che ormai spopola in rete. Ne potranno anche risultare modifiche al testo da parte dell’autore. Continua a leggere

FACEBOOKMANIA. Nel condominio elettronico senza fine.

ceau-2

di Franz Krauspenhaar

1) In pieno reality.

E’ la moda del momento. Via ai salotti, via ai ritrovi, stasera si resta a casa. Per molti, milioni di persone sparse in tutti i continenti, è venuta l’ora di ritrovarsi con tante persone a distanza, proprio comodamente a casa. Ognuno se ne sta seduto al suo computer e interagisce con gli altri. Parla? No, tace, nel silenzio ovattato delle fibre ottiche. E’ il “social network”, il circolo allargato a possibile dismisura. E’ Facebook, il “faccialibro”, una specie di catalogo elettronico di se stessi messo in rete. Con tanto di profilo, corredato di foto, sostituibile in ogni momento, di informazioni personali. E descrizione dei gusti, delle preferenze, delle adesioni politiche, calcistiche, eccetera. E la possibilità di inserire album fotografici, di pubblicare pezzi scritti di varia provenienza (anche la propria), di inserire video, registrazioni di eventi. Di tutto quanto fa spettacolo. E poi gli “amici”, rigorosamente tra virgolette. Continua a leggere