Intervista alla poetessa MARAM AL-MASRI

MARAM

di Max Ponte

Maram Al-Masri l’ho incontrata in un caffé parigino, a Saint-Michel. Da tempo volevo intervistare la poetessa siriana. Maram Al-Masri è spesso protagonista in Italia di eventi curati dalla Casa della Poesia di Salerno. La stessa organizzazione, attraverso la Multimedia Edizioni, è anche editore della scrittrice nel nostro paese. Maram Al-Masri è stata invitata nel 2013 a Massenzio Letterature, ottenendo un riconoscimento importante nell’ambito dell’evento romano. La poetessa ritorna spesso in Italia per letture ed incontri con scuole e associazioni. L’intervista a Maram (così tutti la chiamano confidenzialmente) mi ha preoccupato sin da subito, non volevo evitare domande scomode, ma delicatissimi erano i temi, dalla sua scrittura alla condizione della donna araba alla guerra in Siria alle sue vicende personali. Il dialogo tuttavia si è rivelato più spontaneo del previsto.

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“Il Cristo zen” – Intervista a Raul Montanari

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Il Cristo zen è un saggio di Raul Montanari edito da Indiana, di grande profondità e originalità. Segue qui la mia recensione, precedentemente uscita su La Poesia e lo Spirito, unita poi, per Postpopuli.it, a un’intervista all’autore, che ringrazio per la disponibilità.

Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Continua a leggere

“Vicolo del precipizio” – Intervista a Remo Bassini

di Marino Magliani

Remo Bassini ha scritto parecchi libri, alcuni molto ben accolti dalla critica, e credo anche dal pubblico. Sicuramente è un autore che, col tempo, è riuscito a proporsi ad un “suo” pubblico. Nel suo blog, Altri Appunti, emergono a volte le ossessioni delle cose editoriali. Anche di questo genere di informazioni, per o sugli addetti ai lavori, Bassini scrive sinceramente (una parola che non ama usare); non spiega mai, non ha questa presunzione, ma racconta, e questa è una cosa che sa fare bene.
Oggi parleremo con lui di Vicolo del precipizio, che è l’ultimo suo romanzo (Perdisa, 2011). Continua a leggere

Ganesh Del Vescovo. La chitarra, il suono, l’anima

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Fin dalla prima volta che andai a un concerto di Ganesh Del Vescovo, ormai più di quindici anni fa, capii di trovarmi davanti a un artista che nella musica aveva realizzato qualcosa di straordinario: evocare a ogni nota immagini e percezioni che nel rumore del mondo di oggi tendono a sfuggire, anche se sono sempre lì, pronte a essere colte e sottolineate.
La sua vita artistica è interessantissima: musicista e compositore, il Maestro Del Vescovo è nato come autodidatta, sebbene poi abbia condotto studi formali al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, sotto la guida sensibile e raffinata del Maestro Alvaro Company, celebre compositore italiano e allievo di Andrés Segovia. Continua a leggere

Editori in ascolto – Galaad Edizioni

Intervista a cura di Gloria M. Ghioni

(da Criticaletteraria)

Editori in ascolto
– con Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi per la Galaad Edizioni

  

Quando è nata la vostra casa editrice e con quali obiettivi?
La Galaad Edizioni è nata nel settembre 2006 ma l’attività editoriale vera e propria è iniziata negli ultimi mesi del 2007. Gli obiettivi di allora erano gli stessi di oggi: pubblicare libri che riflettano i nostri gusti letterari e la nostra linea editoriale. Continua a leggere

Intervista a Carlo Cannella, fondatore di Senzapatria Editore (di Stefano Costa)

Ecco un estratto dell’intervista che Stefano Costa ha fatta a Carlo Cannella, scrittore e fondatore di Senzapatria Editore (da i-libri)

Senzapatria nasce negli ultimi due anni. Ad oggi, se tu fossi chiamato a trarne un bilancio culturale, quali sono i tratti di maggior importanza/peculiarità che ti sentiresti di sottolineare per far capire “cos’è Senzapatria” a chi ancora non la conosce?

Senzapatria è un progetto che nasce per dar voce alla narrativa di qualità, cioè a opere che sappiano coinvolgere il lettore con un ritmo, una lingua, uno stile, e che allo stesso tempo lo costringano a confrontarsi con le zone d’ombra, gli angoli bui della natura umana. Finanzia i suoi progetti più azzardati ed economicamente destinati alla perdita con una collana più commerciale dedicata ai racconti lunghi. Si chiama “On the road” e vede coinvolti scrittori piuttosto noti, con un loro pubblico affezionato. Alcuni nomi: Gianluca Morozzi, Luigi Bernardi, Barbara Garlaschelli, Nicoletta Vallorani, Marino Magliani, Remo Bassini, Valter Binaghi, Carmen Covito.

(…)

Ci anticipi un paio di novità di Senzapatria, siano esse iniziative a largo respiro oppure “solo” titoli di nuove pubblicazioni?

Voglio esagerare, vi lascio l’intero piano editoriale da qui alla fine dell’anno. Fra pochi giorni saranno fuori “Maddalena e le Apocalissi” di Luigi Bernardi e “Farina di sole” di Nunzio Festa. A ottobre pubblicheremo l’esordio di Mattia Filippini, “Qualcuno era un po’ grasso”. A novembre una raccolta di saggi su Roberto Bolaño, con contributi di Rodrigo Fresan, Alan Pauls, Enrique Vila-Matas, Juan Villoro e Jorge Volpi fra gli altri. A dicembre “Memorie immaginarie e ultime volontà'”, il testamento letterario di Luigi Di Ruscio, morto a Oslo lo scorso febbraio a 81 anni, “Trittico del morire” di Giulio Mozzi e la nuova sfornata di titoli “On the road”, fra questi autori Maurizio de Giovanni.

“Revenant: a volte ritornano” – Intervista a Giovanni De Matteo

Da Uno strano attrattore

Introduzione di Giovanni De Matteo, co-fondatore del movimento connettivista

Intervista di Antonio Cerrato e Julian Shabi

Prima della pausa agostana (che, se mi riesce una sorpresa per i lettori del blog, pausa non sarà per lo Strano Attrattore), mi preme tener fede a una promessa fatta a due studenti della facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Antonio Cerrato e Julian Shabi. I due intraprendenti giovani hanno deciso, bontà loro, di intervistarmi sulla genesi dei racconti di Revenant per la tesina che hanno poi presentato con successo al corso di Antopologia Culturale del prof. Vincenzo Padiglione.

La lunga conversazione, tutta svolta via e-mail la scorsa primavera, è andata a costituire l’ultima sezione del loro saggio, che ha analizzato il fenomeno dei non-morti nell’immaginario degli ultimi decenni, oltre che sul fronte letterario anche su quello televisivo (con la serie Ghost Whisperer – Presenze), cinematografico (con il film The Others) e musicale (il videoclip di Michael Jackson per Thriller). Sono particolarmente contento per loro del risultato, per cui ho pensato con il loro consenso di pubblicare la parte che mi riguarda, in cui vengono affrontati temi di più ampio respiro, sia in ambito letterario (la fantascienza, il fantastico, il connettivismo) che “antropologico” (l’influenza delle leggende della tradizione sull’immaginario dello scrittore), prima di incentrarsi sull’antologia e la sua struttura. Continua a leggere

Intervista a Francesco Verso, di Alessio Brugnoli

da Quaz-Art

Intervista di Alessio Brugnoli a Francesco Verso, esponente di punta del Connettivismo, che affronta tematiche sulla cresta dell’onda della modernità, attinenti alle tecnologie ma soprattutto alle sfide di base dell’essere-uomo.

Negli ultimi anni, la letteratura di genere in Italia si sta verificando un boom di quella che è impropriamente chiamata letteratura di genere, dal fantasy alla fantascienza.
Forse perché la letteratura di genere, a differenza di quella considerata alta, permette di analizzare a fondo le paure e i sogni del vostro vivere quotidiano.
Francesco Verso è uno dei principali protagonisti di questa rinascita.
Inizia a scrivere nel 1996, prima poesie e poi il romanzo Antidoti umani, finalista al Premio Urania (Mondadori) nel 2004. Nel 2009 vince il Premio Urania con il romanzo E-DOLL.
Attualmente, oltre a scrivere romanzi, collabora con la rivista NeXT curata da Sandro Battisti, uno dei fondatori della corrente letteraria del Connettivismo e con la casa editrice Kipple Officina Libraria in veste di co-direttore editoriale della collana di letteratura fantastica Avatar.
Con lui, cominciamo questo giro di interviste, su come è percepita l’Arte contemporanea e sulle sue possibili convergenze con altri linguaggi. Continua a leggere

Intervista ad Amelia (Lietta) Manganelli

di Angelo Ricci, da Notte di nebbia in pianura
Amelia (Lietta) Manganelli, figlia unica di Giorgio Manganelli, si occupa con passione e testardaggine delle opere edite e inedite del padre. E’ la fondatrice e curatrice del centro studi Giorgio Manganelli.

– Da tempo l’editore Adelphi sta pubblicando l’opera di Giorgio Manganelli. È entusiasmante scoprire veri e propri tesori letterari che danno la misura di quello che è stato il Manganelli autore. Di quanto è stata debitrice la nostra cultura nei confronti del “Manga”?

Penso che la cultura, e non solo la cultura italiana, sia fortemente debitrice nei confronti del “Manga”. Debitrice di un nuovo modo di fare “letteratura”, inventando linguaggi e rendendo visibile e concreto ciò che “non esiste”.
La capacità di Manganelli di trasformare il pensiero in realtà e la realtà in pensiero è certamente unica e inimitabile. Continua a leggere

Giovanni Agnoloni e i tanti modi di parlare di Tolkien

Intervista di Roberto Paura, per il blog Fabbricanti di Universi (v. qui)


Giovanni Agnoloni è uno degli studiosi più attenti e originali dell’opera di Tolkien. Ai DelosDays ha presentato i suoi ultimi lavori. Partiamo da Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori, Galaad Edizioni. Il rapporto tra J.R.R. Tolkien e Edward Bach, il medico che ha dato il proprio nome agli effetti terapeutici di alcuni fiori, può sembrare un po’ spiazzante, ma qual è invece il collegamento?

E’ un libro che sicuramente vuol essere anche una provocazione, questo va da sé; al di là di questo aspetto, il nesso che ho individuato tra queste due figure è un nesso di natura filosofica, psicologica e spirituale. Ci sono certo anche circostanze biografiche in comune: Bach è nato a Moseley nel 1886, mentre Tolkien ha vissuto lì un breve lasso di tempo, tra il 1900 e il 1901, e il motivo dell’avvicinamento alla città (Moseley era ai margini della Birmingham di allora, mentre la ben più ridente Sarehole, dove i Tolkien avevano vissuto dal 1895, arrivando dal Sudafrica, era un po’ fuori), fu che il bambino doveva iniziare a frequentare la King Edward’s School. Sono quindi cresciuti nella stessa campagna, assorbendo le stesse “vibrazioni energetiche” dell’ambiente, e poi nelle loro vite ci sono tante coincidenze significative. Ma il vero nesso si basa sul tema degli archetipi, sul tema delle emozioni umane e dei modelli di comportamento che tutti gli uomini condividono alla luce della psicologia junghiana, in quanto tutti compartecipi di un inconscio collettivo da cui sorgono le immagini, i miti, che fin dai tempi più antichi danno espressione alla nostra parte profonda. Continua a leggere

Amir Valle intervista Giovanni Agnoloni

Sono felice di segnalare un’intervista di un comune amico, e la cosa vale sia per l’intervistatore che per l’intervistato. Il primo è Amir Valle, scrittore cubano di fama internazionale, che prossimamente sarà pubblicato in Italia. Il secondo è il “nostro” Giovanni Agnoloni, che già aveva intervistato Valle su questo blog. Questa è la traduzione, dello stesso Agnoloni, dell’intervista uscita in spagnolo su “Otrolunes“, la rivista di cultura ispanoamericana diretta da Amir.

Dato che si parla delle opere di Agnoloni, unisco anche delle foto della recente presentazione delle novità di quest’anno di (o curate da) Agnoloni, Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (Galaad Edizioni) e Tolkien. La Luce e l’Ombra (Senzapatria Editore), presentate a fine maggio a Roma dall’autore insieme a Roberto Arduini e Francesco Verso, alla “Casetta Rossa“. Sono tratte dal sito volodeisensi.it, come un video disponibile qui insieme ad altri che si riferiscono alla precedente presentazione fiorentina al pub “Joshua Tree“. Continua a leggere

“Uomini e cani”, di Omar Di Monopoli

Recensione e intervista di Marino Magliani

E’ stata la parola “western” che avevo letto in qualche intervista rilasciata da Omar Di Monopoli, o in qualche recensione ai suoi libri, a incuriosirmi. Volevo vedere se la narrativa di Di Monopoli per un qualcosa poteva regalarmi le emozioni che mi hanno dato certi western della Garfagnana di Vincenzo Pardini. Lo so, non è un buon approccio per conoscere un autore, quello di leggerlo per vedere se si può paragonare a un altro. Ma così è stato. Leggendo ho scoperto altre affinità. Pardini, oltre a essere narratore di storie selvagge e di tragedie, racconta di bestie, di lupi e rapaci, di prede e predatori e di notti epiche e crudeli; e anche Uomini e cani (Isbn edizioni, euro 13), di OmarDi Monopoli racconta esattamente di tragedie e di bestie.

Alla fine ho scritto all’autore e gli ho fatto qualche domanda e Omar, con la gentilezza che contraddistingue anche Vincenzo, mi ha risposto. Continua a leggere

INTERVISTA A FRANCESCO DALESSANDRO (di Carmelo Pinto) (seconda parte)

(da qui)

– E il riferimento a Sotto il vulcano di Lowry, al quale accenna Gianfranco Palmery nella testimonianza che accompagna la riedizione de L’osservatorio?

Ah, sì… c’è anche quello, il riferimento ai dodici capitoli di Sotto il vulcano, uno dei libri che più amo, insieme a Lord Jim di Conrad.

– Dicci qualcosa di più sulla terza parte di Lezioni di respiro, quella sull’infanzia. Perché quel titolo, La sirena-infanzia, per esempio?

L’infanzia è naturalmente poetica, mitica, perché leggendaria, cioè il più delle volte immaginata; ovvero trasfigurata da una memoria imperfetta perciò fantastica. Nel titolo, l’uso del kenning (che è un procedimento sintattico-retorico tipico dell’antica poesia anglosassone) vuole accentuarne il carattere mitico attraverso il legame con un termine, “sirena” (l’infanzia “sirena del tempo”, secondo Rebora), che nel nostro immaginario rappresenta il fascino dell’inganno o del pericolo e della possibile perdita di sé: tornare all’infanzia non significa regredire fino alle radici della persona? Magari per comprenderne le conseguenze future, le sue prospettive… Continua a leggere

INTERVISTA A FRANCESCO DALESSANDRO (di Carmelo Pinto) (prima parte)

Testo introduttivo di Marino Magliani. Intervista di Carmelo Pinto.

Francesco Dalessandro è nato a Cagnano Amiterno (AQ) nel 1948; dal 1958 vive a Roma. Ha pubblicato: I giorni dei santi di ghiaccio (1983), L’osservatorio (1998), Lezioni di respiro (2003), La salvezza (2006), Ore dorate (2008), Aprile degli anni (2010), Gli anni di cenere (2010). È stato uno dei fondatori e redattori (dal 1984 al 1987) della rivista di letteratura “Arsenale”. Ha tradotto testi di Shakespeare, Marvell, Byron, Keats, Barrett Browning, Hopkins; gli americani Stevens e Rexroth; gli spagnoli Alvarez, Chica, Pujante, Gimferrer, Sanchez Rosillo; dal latino, Giovenale, Orazio, Ligdamo e Sulpicia.

Carmelo Pinto, traduttore e studioso di letteratura latinoamericana ha intervistato per La poesia e lo spirito Francesco Dalessandro. Ne è uscita un’intervista importante e lunga. Al sottoscritto, malgrado le interviste a rate non piacciano, l’idea di dividerla in due parti. Grazie. Continua a leggere

Angelo Ricci intervista Piersandro Pallavicini

Da qui

Piersandro Pallavicini (Vigevano 1962), lavora come ricercatore nel campo della Chimica supramolecolare, presso l’Università di Pavia. Dopo una lunga militanza nel campo delle riviste di musica underground e fumetto, intorno alla metà degli anni novanta ha cominciato a pubblicare narrativa nell’area delle nuove riviste letterarie. Nel 1998 è uscito il saggio-cronaca Quei bravi ragazzi del rock progressivo (Theoria). Nel 1999 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il mostro di Vigevano (Pequod). Dal 1997 si è dedicato anche all’analisi della nuova scena letteraria italiana, collaborando con riviste come “Pulp”, “Addictions”, “Versodove”, “Palazzo Sanvitale”, “Fernandel”. Ha fatto parte della formazione originaria di Nazione Indiana. Nel 2002 ha pubblicato la raccolta di racconti Anime al Neon (Fernandel). Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Madre nostra che sarai nei cieli (2002), Atomico Dandy (2005) e African Inferno (2009). Nel 2010 è uscito il romanzo A braccia aperte, edito da Verdenero.
Collabora con “TuttoLibri”, il supplemento culturale del quotidiano “La Stampa”. Continua a leggere

“Otrolunes” – Intervista ad Amir Valle

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

(la versione in lingua spagnola dell’intervista è disponibile qui)


Amir Valle, nato a Cuba nel 1967, è un autore di fama internazionale. Fondatore e direttore di Otrolunes, rivista di cultura ispano-americana e autore di noir che hanno avuto gran successo in America Latina, Spagna e Germania, oggi ci parla della sua attività di scrittore e di giornalista.

– Qual è oggi il senso di una rivista culturale che si propone come una finestra aperta sul mondo culturale latinoamericano?

Nel 2006, quando proposi allo scrittore cubano Ladislao Aguado l’idea di una rivista, ci trovammo d’accordo su un punto: su internet c’erano molte riviste letterarie. Per questo decidemmo che la nostra doveva essere diversa. Così nacque il progetto di realizzarne una in cui gli scrittori riflettessero sulle realtà culturali e politiche dei loro paesi e, più che la risonanza delle loro opere, la cosa importante era che fossero loro, con la loro voce, a parlare dei mondi culturali da cui provenivano. Quest’idea di obbligare lo scrittore a portare alla luce l’intellettuale che molti nascondono dietro le proprie opere è ciò che differenzia OtroLunes da altre riviste. E’ chiaro, conta anche la scelta di ciò che pubblichiamo; infatti possiamo vantare di avere già, tra i nostri autori, la maggior parte dei più prestigiosi scrittori latinoamericani degli ultimi quarant’anni. Credo che a questi due aspetti si debba il prestigio che oggi questa rivista ha in ambito accademico, intellettuale e culturale, in America Latina, negli Stati Uniti e in vari paesi europei, dove OtroLunes è considerata un riferimento imprescindibile per chi studia la letteratura in lingua spagnola. Continua a leggere

Paginauno: intervista a Giovanna Cracco

Intervista di Marino Magliani

 

Giovanna Cracco è cofondatrice della casa editrice Paginauno e della rivista “Paginauno”, di cui è anche vice-direttrice; è anche docente del corso di giornalismo d’inchiesta della scuola di scrittura Paginauno

– Paginauno è una nuova sigla editoriale. L’impressione che dà il nome è di una specie di: voltiamo la pagina e ricominciamo a parlare delle cose importanti che sono il narrare.
Ci può raccontare come è nato questo progetto? La figura di Walter Pozzi, docente di scrittura narrativa e di narratore per Tranchida…

Paginauno, in effetti, è una realtà editoriale che quest’anno festeggia il suo quinto compleanno. Nel 2007 è nata infatti la rivista Paginauno, che si occupa di analisi politica, culturale e sociale, e nel 2010 il progetto si è ampliato divenendo anche casa editrice. Il tutto, poi, affonda le radici in una realtà ancora precedente, quella della scuola di scrittura creativa, nata nel 2003 e che dal 2005 ha preso il nome di Paginauno. È lì che ho incontrato Walter, nel 2004. Continua a leggere

“Spaesamento” – Intervista a Giorgio Vasta

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Giorgio Vasta, dopo il grande successo de Il tempo materiale (ed. Minimum Fax) è tornato quest’anno in libreria con Spaesamento (ed. Laterza), una cronaca-reportage in prima persona che è la storia di un ritorno alla sua Palermo, e dell’osservazione dei numerosi e vari tipi umani che popolano il capoluogo siciliano di oggi. Luogo principe di osservazione: la spiaggia di Mondello. Ma non solo. In un quadro d’insieme che in realtà è un’istantanea dello stato mentale ed emotivo dell’Italia dei nostri giorni. Continua a leggere

Un’intervista a Tolkien

Ricordo che oggi ricorre il trentasettesimo anniversario della morte di J.R.R. Tolkien. Fantasy Magazine l’ha ricordato, con un link a un’intervista mandata in onda dalla BBC nel 1968. Si tratta di una testimonianza viva e commovente, che ci fa vedere lo scrittore così com’era di persona, semplice e suadente. Sono compresi anche dei commenti di studenti oxfordiani alle sue opere, e in particolare al Signore degli Anelli.

Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani.# 7 FRANCESCA GENTI.

a cura di Franz Krauspenhaar

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

Non lo so. Quando durante l’infanzia ho scritto la mia prima poesia non mi sono chiesta perché lo facessi e neanche dopo.

Però sono contenta e fortunata perché la scrittura ha attratto verso la mia persona cose molto importanti e belle: amicizie, incontri, viaggi, scambi di ogni genere. Attraverso la pratica della scrittura ho esaudito molto desideri, capito alcune cose e fatto parecchie scoperte.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.

Da un libro esigo che mi insegni qualcosa, anche piccola, almeno una parola che non conoscevo, una situazione inesplorata, uno stupore, non amo il meccanismo dell’identificazione e quando leggo un libro voglio trovare altro da me, essere proiettata fuori e altrove.

Amori letterari: Bret Easton Ellis, Sandro Penna, Gertrude Stein, Clarice Lispector, Joseph Conrad…  Andando tra gli italiani viventi perché so che è qui che vuoi andare a parare J dico: Gemma Gaetani, poetessa spesso fraintesa, Tommaso Labranca, Piersandro Pallavicini.

Antipatie letterarie (odio è davvero troppo): tra i famosi Alessandro Baricco, tra gli sconosciuti Walter Binaghi, tutte le scrittrici italiane della corrente “pompino&mojito&movida”, scrittori noir ipersopravvalutati che  “fotografano con spietatezza questa Italia”.

Non amo molto l’eccessivo sperimentalismo in poesia anche perché spesso i suoi rappresentanti se la tirano senza averne davvero donde.

Mi è sempre stato antipatico Antonio Moresco, ma ho letto il suo ultimo libro “Gli incendiati” e mi è piaciuto molto, quindi mi sono ricreduta. Continua a leggere