Buona lettura 22: “Viale dei silenzi”, di Giovanni Agnoloni

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.  Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Giovanni Agnoloni, Viale dei silenzi (Arkadia Editore)

Nasce così, da un’insopprimibile esigenza di capire, cresciuta in luoghi diversi e distanti, legati solo dal filo del ricordo: Firenze, Varsavia, Berlino e l’Irlanda  diventano lo sfondo del viaggio della memoria di Giovanni Agnoloni in Viale dei silenzi (Arkadia Editore).

Roberto, il protagonista di questo viaggio, è uno scrittore che affronta il passato e la ricerca del padre che lo ha abbandonato attraverso il libro che sta scrivendo, un “personalissimo viale dei silenzi” pervaso da momenti svigoriti, sopraffatti e destinato ad un futuro incerto, forse inesistente. Continua a leggere

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

di Giovanni Agnoloni

Catherine Dunne (Photo: Noel Hillis)

Catherine Dunne, grande scrittrice irlandese, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi romanzi, che raccontano intense storie di drammi familiari immersi nella storia più e meno recente del suo paese, ma con aperture anche ad altre realtà europee – su tutte la Spagna, la cui lingua e cultura lei ben conosce, anche per gli studi di Lingua e Letteratura spagnola (e inglese) condotti al Trinity College di Dublino.

Già docente di lingue, si è dedicata interamente alla scrittura a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, ed è diventata famosa in Italia con il primo libro La metà di niente e in seguito con altri romanzi come – tra gli altri – La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Se stasera siamo qui, Quel che ora sappiamo e i più recenti Un terribile amore e Come cade la luce, tutti editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di conoscerla la scorsa estate a Dublino, e di apprezzarne anche la profonda umanità e il grande entusiasmo come operatrice culturale.

Da qui, e dal nostro successivo incontro all’ultimo Pisa Book Festival, l’idea di questa intervista. Prima troverete il testo italiano, quindi quello inglese. La traduzione è mia. Continua a leggere

Dublino resta in bilico tra passato e futuro

Vi segnalo questo mio pezzo sulla Dublino dei nostri tempi, uscito per la prima volta su Alibionline, il sito creato e curato da Saul Stucchi.

Vi troverete anche altri filmati realizzati da me e dalla mia ragazza, Agnieszka Moroz, impareggiabile compagna di viaggio. Continua a leggere

Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda

A volte i blog sono un mezzo per mettere in contatto persone accomunate dalle stesse passioni.
È quello che è accaduto a me, quando ho ricevuto una mail dalle Edizioni Saecula (una giovanissima casa editrice di cui vi invito a visitare il sito) che, avendo notato la mia passione per l’Irlanda e l’indirizzo dei miei studi, mi proponevano la lettura di un libro pubblicato da poco: Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda. L’autore è Andrea Lessona, giornalista e scrittore innamorato dell’Isola di Smeraldo e profondo conoscitore della sua storia e delle sue leggende.
«Non si sa se Maeve, il cui nome viene pronunciato anche Medb che significa “inebriata”, fossse una donna mortale innalzata al ruolo di dea oppure una dea fattasi mortale. Gli antichi irlandesi pensavano comunque che avesse poteri particolari: poteva correre più veloce di un cavallo e la sua presenza alla testa dei battaglioni li rendeva invincibili. I soldati nemici cadevano ai suoi piedi, bramando una notte con lei».
Lessona ha descritto in Yeats Country il suo viaggio alla scoperta della contea di Sligo – dove per l’appunto nacque il grande poeta William Butler Yeats – che quasi più nessuno chiama con il suo nome ma con l’espressione che meglio la identifica: la terra di Yeats, per l’appunto.
Metà di questo libro è composto da fotografie assolutamente mozzafiato: per chi, come me, è andato innumerevoli volte in Irlanda, Yeats Country ha rappresentato una sorta di ritorno a casa. Per chi non ci è mai andato sarà un viaggio indimenticabile. Continua a leggere