I passi dei poveri

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Comprendo la lotta: la mia vita è così, non si sa mai come andrà, un momento dopo. Sher Khan ha combattuto con l’anima fra i denti, anche al fianco di Di Liegro, un santo, per me, al pari di don Mario. Sher Khan: cinquantacinque anni di stenti e sacrifici, per diffondere la voce degli ultimi, dei disperati che nessuno ascolta. Nessuno? Vorrei lasciare a te, morto di freddo, le parole di Isaia: che ti siano di conforto.
Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna; perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto; la città eccelsa l’ha rovesciata, rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. I piedi la calpestano, i piedi degli oppressi, i passi dei poveri.

Sodoma e Gomorra

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“Udite la parola del Signore, voi capi di Sodoma, ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!”.
Così comincia la prima omelia di Isaia, il grande profeta biblico. Mi vengono i brividi, ogni volta che ci penso. Non mi stupisce che sia morto martire. Quando il Signore chiede: Chi manderò?, lui fa un passo avanti: Eccomi, manda me. Sa bene a cosa va incontro. La vita è fatta di profeti e di gente che prende quello che può, evitando il più possibile i fastidi. Io ho un sogno: che l’umanità si alzi in piedi e un grande boato riempia l’universo: Eccomi, manda me. Da questo grido nascerebbe l’era finale sognata da Isaia, quelllo che qualcuno chiama il mondo nuovo.