Caterina DAVINIO, Il nulla ha gli occhi azzurri. Recensione di Ivano Mugnaini

 

Il fascino micidiale della bellezza

di Ivano Mugnaini

Lo sguardo di Tamara de Lempicka, il tributo in forma di immagine a lei dedicato, ci scruta dalla copertina di questo libro. Ed è ineludibile. Rivela la sua natura essenziale, tutt’altro che accessoria o decorativa. Ci introduce alla storia, le impone un clima e un sapore. Fascino e paura, attrazione, sete di vita e una malinconia lacerata di falena. La stessa luce che la attira irresistibilmente la distruggerà. La volontà di purezza si scontra con un languore esangue e vivissimo, mai sazio, neppure di esplorare il male che la corrode e la chiama a sé. Continua a leggere

Ivano Mugnaini, L’algebra della vita

mugnaini

Ivano Mugnaini L’algebra della vita – Greco & Greco editori, 2011, pag. 262, euro 10.50

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Continua con il libro di racconti L’algebra della vita l’originale percorso narrativo dello scrittore Ivano Mugnaini, dove l’insolito titolo – dal racconto eponimo – è già segnale inconscio di un traguardo raggiunto. Dalla lettura di questi racconti infatti, costruiti come prismi perfetti, si evidenzia la consapevolezza dell’autore di star facendo i conti con le poliedriche facce della vicenda umana che appaiono regolate, nel loro crearsi e risolversi, come passi di misteriosa perfezione matematica, tracce di un disegno esatto e imprevedibile. Continua a leggere

Narda FATTORI – Le parole agre

L’ultima raccolta poetica di Narda Fattori, edita da L’Arcolaio di Gianfranco Fabbri, Le parole agre, richiama forse intenzionalmente, nel titolo, il noto romanzo di Bianciardi; esprimendo in effetti, in misura marcata, una visione sconsolata della vita, anche se non in modo assoluto. Come osserva Ivano Mugnaini nella sua prefazione vi “domina, certo, l’asprezza delle immagini e delle situazioni. Al suo fianco però, tenace, quasi tenuta in vita controvoglia, come qualcosa che ci esprime e ci sostenta quasi nostro malgrado, c’è, a volte, ostinata, riconoscibile al di là di ogni crepuscolo, una forma di speranza, una luce che emerge dall’ombra.” Le parole, infatti, come è dato osservare già dai primi testi, esprimono anche dell’altro: “Io gioco con le parole e con le parole/canto e rido e faccio convito/ballo la loro musica sempre variata…”  E non è poco: cosa sarebbe l’urgenza espressiva senza la gioia intima del dire, del gioco con le parole? La poesia, e l’arte in genere, non possono essere solo coercizione.  “Parlare, ascoltare. Trovare racconti mai narrati, dirli con gioia. Scoprire l’altro nelle storie che racconta” scriveva Sergio Atzeni (Passavamo sulla terra leggeri). Il gioco è anche gratuità, dedizione totale di sé stessi. Ed ecco anche la speranza a cui accenna  Mugnaini: “Ma io so che/la forza di una sola goccia/scava abissi crea stalagmiti//dentro quella goccia attendo/il diluvio che laverà via/il belletto degli istrioni/e finalmente contro il nuovo sole/solo innocenza e gratuità del fare.” Continua a leggere

Narda FATTORI – Le parole agre. Recensioni di Bruno Bartoletti e Franco Casadei

Le parole agre di Narda Fattori

Riflessioni di lettura di Bruno Bartoletti

Con questo ultimo libro, Le parole agre, pubblicato da L’arcolaio, Narda Fattori compie il suo percorso di ricerca, una ricerca che fa della parola la sua essenza, il suo pensiero dominante. Un percorso che parte da lontano, già dalle sue prime pubblicazioni, direi da sempre, se compito del poeta è quello di “dare il nome alle cose”, secondo un antico principio di Mario Luzi. In uno dei suoi primi libri, L’una e i falò, pubblicato da Il Vicolo nel 1998, già Narda Fattori sentiva urgere questo rapporto come essenziale del fare poesia (“chiamare le cose per nome / è dirti presente in un luogo”) in un procedimento che tende a scardinare, a prosciugare per mostrare il pensiero nella sua nudità; così in Cronache disadorne la parola si faceva essenziale, asciutta, scarna, rigorosa. Continua a leggere

Ivano Mugnaini, L’algebra della vita

Prefazione di Luigi Grazioli

Già dal titolo, L’algebra della vita, questo libro di Ivano Mugnaini dichiara non solo le sue ambizioni, ma lascia anche trasparire alcune delle principali caratteristiche.

Procediamo con ordine: l’algebra, e non l’aritmetica o la trigonometria; quindi qualcosa di complesso, senza essere astruso o specialistico, che tende alla generalizzazione, all’universalità, come peraltro esplicita il complemento successivo: della vita. Si tratta insomma di capire qualcosa della vita: non dell’esistenza di questa o quella persona o delle consuetudini di questo o quel gruppo sociale in questo o quel tempo, ma della vita in generale; capire le sue operazioni fondamentali applicando delle regole certe. Continua a leggere

Il Tempo prende, il Tempo dà… Ivano Mugnaini, “Il Tempo salvato”

Il Tempo prende, il Tempo dà… Ivano Mugnaini, Il Tempo salvato, prefazione di Luigi Fontanella, Piacenza, Blu di Prussia, Editrice, 2010

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di Giuseppe Panella*

Posto sotto il segno salvifico di una citazione beckettiana (da En attendant Godot – p. 49), Il Tempo salvato di Ivano Mugnaini, scrittore pisano e già autore di molti testi in verso e in prosa, si confronta con la necessità di utilizzare il tempo che rimane della vita nella prospettiva di un suo riscatto mediante la poesia.

Considerare il Tempo come il nemico da sconfiggere durante la propria esistenza non è certo possibile ma non ci si può neppure affidare ad esso in modo totale, rinunciando a cercare una via di scampo o provare a gestirne l’angoscia e la sua prorompente volontà di azzerare ciò che è già accaduto confinandolo nell’oblio.

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Una camicia nuova di zecca – di Ivano MUGNAINI

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(Emilio Merlina, Truth, 2007)

Ivano Mugnaini – Una camicia nuova di zecca

     Quando, nel bel mezzo del bar affollato, l’uomo in camicia a scacchi gialli e viola sbraitò al suo amico con faccia truce: “Ho ammazzato cinque vacche la settimana passata!”, Giacomo Berilli, psicologo della Cattolica, rifletté sul fatto che il contadino ruspante si disinteressava totalmente della sensibilità altrui. Giannina Picchi, maestra elementare, corresse mentalmente la frase con una matita blu: osservò che avrebbe potuto usare “ucciso” al posto di “ammazzato”, “mucche” al posto di “vacche”, e, a voler essere pignoli, “la settimana scorsa” invece di “passata”. La bionda del bar, Giulia Patroni, si limitò a dirsi che se uno aveva le palle per pronunciare una frase del genere facendosi sentire da tutti, doveva possedere, appunto, gli attributi. Proporzionati. E si passò la lingua sulle labbra, mentre l’acquolina le scendeva lenta sul mento. Solo Federico Tantali rifletté su un particolare: le vacche a cui l’elegantone aveva fatto riferimento avrebbero potuto non essere quieti bovini. Continua a leggere

Parole nell’acqua – Un racconto di Ivano MUGNAINI

Ivano Mugnaini – Parole nell’acqua

 

                                   “Here lies one whose name
                                    was writ in water
”.
                                    Qui giace un uomo il cui nome
                                    è stato scritto nell’acqua

                                    (Frase tratta dall’epitaffio
                                    riportato sulla lapide di John Keats)

 

     Lo sconosciuto guardava gli oggetti lasciati nelle macchine parcheggiate. Camminava lento, la mattina presto, sempre e solo con la pioggia. “Cosa posso fare per ognuno?”. si chiedeva. “Quale biglietto lasciare?  Quali parole? Un consiglio, un apprezzamento per la sensibilità, un aiuto per la vita?”. Continua a leggere