“SCRIVERE LA NATURA”, DI DAVIDE SAPIENZA E FRANCO MICHIELI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza e Franco Michieli, Scrivere la natura (ed. Zanichelli)

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Questo libro di Davide Sapienza e Franco Michieli è qualcosa di più e di diverso da un saggio. È un’esperienza, un percorso fra i testi e i mondi che compongono il mondo. E insieme è una “guida” e un “manuale”. Una “guida”, perché illustra itinerari intimi tra i luoghi del pianeta e i topoi della letteratura, anche e soprattutto di viaggio. Un “manuale”, perché insegna a percepire le vibrazioni intime che si dispiegano da quei luoghi e dai passi letterari che ne sono espressione, per pervadere il lettore e coinvolgerlo in un’esperienza autenticamente subcreativa, per dirla con Tolkien. Così diventa anche un “breviario per aspiranti scrittori”, forse più efficace di tante scuole, perché non dà tanto suggerimenti su come scrivere, ma su cosa posare l’attenzione, prima di e quando ci si accinge a scrivere.

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LA FILOSOFIA DEL CAMMINO NEL CAMMINARE DI DAVIDE SAPIENZA

Articolo e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Lo confesso: sono uno che, pur amando camminare, spesso indugia anche troppo davanti al computer, seduto a lavorare. Fa parte del mestiere di scrittore e traduttore. Ma ho un autorevole collega che, con i suoi scritti e le belle conversazioni che spesso mi ha regalato per telefono e di persona, mi ricorda sempre che c’è un oltre, rispetto a tutto questo. Che in definitiva non è neanche un oltre, ma un prima. Ed è il cammino. L’arte del camminare. Sì, perché la Natura si esprime attraverso un’energia che scaturisce dalla Fonte di tutto ciò che esiste.

Davide Sapienza (da scriptavolant.info)

L’autore di cui parlo è Davide Sapienza (www.davidesapienza.it): un uomo che scrive prima di tutto nella mente e nel cuore, e matura le sue idee creative rendendosi tramite, guidato dal ritmo implicito ma palpitante del Mondo, di quella Grande Madre Terra che è specchio dell’Amore universale.

In suoi recenti editoriali pubblicati su “La Stampa” e “La Scienza Verde”, Davide ha scritto libri come I diari di Rubha Hunish e La valle di Ognidove, oltre all’ultimo uscito, La musica della neve,

che veicolano direttamente dentro il cuore del cammino e della natura. Qui possiamo vedere come questa condizione, ovvero quella del camminare integrati con l’anima del mondo, sia una realtà del tutto naturale, perché fa tutt’uno con la condizione stessa di esseri umani. Eppure non è un fatto per niente scontato, perché quante circostanze, non ultima la nostra volontà, ce lo possono impedire? Ma l’istinto è quello, fin dalle origini più ancestrali della specie umana e dei suoi precedenti stadi evolutivi.

Sapienza si richiama a grandi filosofi del cammino, quali Jack London (di cui è un grande traduttore), Henry David Thoreau e Barry Lopez: cantori – com’è anche lui – dell’energia cosmica espressa nell’armonia di un pianeta sempre più minacciato dalla mala fede e dall’ignoranza umana, espresse in forme industriali e tecnologiche. Eppure ogni passo conta, dal primo all’ultimo della vita. E allora ci può giovare a comprendere, a sentire più nostro questo cammino, la visione di un video girato qualche anno fa per la televisione svizzera. Senza dimenticare i servizi da L’Aquila, città pressoché chiusa al cammino, dopo il terremoto del 2009: autentica espressione di una carenza della democrazia, perché una democrazia che impedisce prolungatamente l’accesso al cammino in alcuni suoi luoghi-chiave non si può dir tale. Continua a leggere

“Il richiamo della foresta”, di Jack London

Recensione di Giovanni Agnoloni


Jack London
Il richiamo della foresta. Bâtard. Preparare un fuoco
Traduzione e cura di Davide Sapienza

(ed. Feltrinelli, € 7,00)

Bâtard, Il richiamo della foresta, Preparare un fuoco. Tre racconti di Jack London (1878-1916) – due brevi, uno lungo e celeberrimo –, magistralmente inanellati, introdotti e tradotti da Davide Sapienza, per questa bella edizione Feltrinelli.
Il curatore mette fin dall’inizio in luce il valore di storia archetipica de Il richiamo della foresta, che condivide con Bâtard e Preparare un fuoco un aspetto essenziale: l’essere una rappresentazione emblematica dell’eterno confronto tra l’uomo e la Natura, colta nella sua componente selvaggia e indipendente.
Questa è la wilderness, in cui si gioca una partita decisiva, quella tra l’uomo e l’ambiente, ma soprattutto tra l’uomo e l’animale.
Il tutto, sullo sfondo del Grande Nord americano. Continua a leggere

John Barleycorn. Memorie alcoliche

In libreria dal 9 dicembre

Jack London: John Barleycorn. Memorie alcoliche (ed. Mattioli 1885)

(traduzione e prefazione a cura di Davide Sapienza)

pp. 240, € 15,90


L’autobiografia di un bevitore: dal rifiuto dell’alcol all’impossibilità di vivere senza.

Pubblicato per la prima volta nel 1913 viene qui ripresentato nella nuovissima traduzione del massimo esperto italiano di Jack London: Davide Sapienza.

“Il John Barleycorn di queste pagine è un vero e proprio personaggio che si incunea nella personalità, che spezza in due l’essere umano, che lo aiuta ad autoingannarsi: una figura che appartiene alla vita di milioni di persone, e non per forza sotto forma di dipendenza dall’alcol (la lobotomia della televisione odierna, è probabilmente il nostro John Barleycorn più insidioso che addormenta le coscienze e distrugge i sentimenti profondi). London scrisse John Barleycorn consapevole di dare scandalo, perché mai prima di allora uno scrittore così famoso aveva fatto un simile coming out nel nome del popolo, che nel libro egli definisce come la sua ultima illusione”. [dalla prefazione di Davide Sapienza]

Jack London: il “Martin Eden” a cura di Davide Sapienza

Articolo tratto da www.davidesapienza.net

Jack London: Martin Eden (a cura di Davide Sapienza) (ed. Mondadori) (Collana: Classici moderni – Pagg.  450 – prezzo € 9,40)

E’ uscito martedì 26 maggio. Un lavoro durato circa due anni di cura, annotazioni, ricerca. Il grande classico di Jack London esce negli Oscar Mondadori che in un’edizione la cui cura è stata affidata a Davide Sapienza. Continua a leggere

Gli Idioti

di Nadia Agustoni

Amare i libri e amare un libro. Questa storia potrebbe iniziare così. Incomincia però negli anni Ottanta quando era difficile vivere in provincia con grandi ideali e con poche prospettive. In parte mi salvò la ricerca interiore a base di letture, camminate in collina, amicizie lontane. Dimenticavo: c’era anche la bicicletta. Dalle mie parti, nei paesi intorno a Bergamo, ci sono state subito ragazze nel ciclismo agonistico. Uno dei miei fratelli seguì da tifoso un giro d’Italia femminile a cui partecipava la figlia di un suo amico. Mi teneva aggiornata. La bicicletta era evasione. Non sognavo gare. Sognavo però delle storie.

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