Archivi tag: Jean Sibelius

88. Dio è fedele

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L’avventura giunse a compimento. Fu un percorso che passò entrambi nel crogiolo, ma nessun corso di esercizi spirituali ci avrebbe potuto insegnare così tanto sul modo di agire di Dio e sulla realtà di quanto separa dall’amore, offusca la vista e la stessa intelligenza. Continua a leggere

87. Fare spazio

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Sentivo la febbre che saliva: i giorni precedenti erano stati un’altalena di sorprese, come se l’architettura della storia si sfaldasse da un momento all’altro, come se la vita si affacciasse su un abisso senza fondo, in attesa di conoscere che cosa ne sarebbe emerso. Continua a leggere

81. Nemmeno un istante

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Glielo dissi per l’ennesima volta: si trattava d’essere più lungimiranti. Fin dall’inizio, del resto, il biglietto aveva espresso la sostanza del Progetto: il cuore del cuore di don Mario era posto, per sempre, nel suo cuore. Continua a leggere

79. Un orizzonte nuovo

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Faticavamo a trovare il passo giusto: bastava che lei fosse attaccata dal nemico per mettere in azione il meccanismo perverso dell’orgoglio, la presa di distanza che attizzava la paura di perdersi, il dubbio, l’orrore del vuoto scaturito dai fatti infelici del passato, che ancora gettava la sua ombra sulla pianta bisognosa di luce e di calore. Continua a leggere

78. La sua lunghezza d’onda

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Se la mia vocazione era il supporto al sacerdote nelle sue difficoltà col celibato, anch’io venivo liberata da alcuni problemi radicali: un incastro perfetto, che solo Dio poteva architettare. Ciascuno di noi era strumento per la crescita dell’altro. Continua a leggere

77. In cielo

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Sentivo che tutte queste prove ci portavano a una meta che ancora stentavamo a immaginare. Venivamo da due storie parallele, con esperienze estreme, refrattari ad ogni tipo di normalità. Non tutti sono uguali: noi due eravamo preparati a farci prendere da Dio, dopo aver riconosciuto i nostri limiti. Il coraggio di guardarci fino in fondo ci metteva in condizione di ricevere un dono straordinario; era la trama ben nota del Vangelo, nella quale i perduti, i malati, gli sconfitti, sono sempre i più aperti e i più vicini a Dio. Gesù esige che veda a quale rischio di frane e di sfaceli ti sei esposto, che la casa costruita sulla sabbia, quando soffiano i venti, straripano i fiumi e si scatena il temporale, è destinata alla rovina.
Nella preghiera del mattino avevo avuto un’intuizione: il motivo per cui non mi affrancavo dai legami ambigui era il credito che ancora accordavo a chi s’era proposto con fini contrari rispetto all’aiuto esibito e proclamato. Finché non avessi preso atto dell’inganno, non sarei stato liberato; avrei dovuto, con un gesto energico, scrollarmi tutto il male di dosso, respingere al mittente le contraffazioni sfacciate della verità. Ripercorsi le tappe del calvario: m’avevano convinto, mentendo spudoratamente, che don Mario avesse indicato chi m’avrebbe accompagnato nel cammino. Ma il vero emergeva con potenza, come se il Cristo mi spalmasse gli occhi di fango e, dopo averli ripuliti, mi guarisse un’antica cecità. Mi tornò in mente la supplica che da giorni rivolgevo alla Madonna: Maria, regina della pace, illumina il mio cuore. La preghiera autentica e costante, come Gesù insegnava ai suoi discepoli, era sempre esaudita, perché in cielo c’è qualcuno che muore dalla voglia d’infrangere i ceppi del nemico.

70. L’eredità

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La bella pagina di Dietrich Bonhoeffer, sulla distinzione tra amore psichico e spirituale, era utile non solo a confermare le intuizioni dei momenti di preghiera, ma anche per chiarire ulteriormente il rapporto tra noi due. Continua a leggere

69. Prendimi per mano

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Nel primo pomeriggio del primo giorno dell’anno, la prima idea che si affacciò alla mente fu che per la prima volta, davanti al computer, non prendevo ispirazione dai poster di Taormina, di Van Gogh e della Piazza dei miracoli. Continua a leggere