70. Alta marea

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Sei nel tratto dove la vegetazione sembra invadere la strada: una muraglia a destra e a sinistra, come le acque del Mar delle Canne; c’è un collegamento con l’itinerario dove torni sempre, in cerca di qualcosa, di un errore da evitare, di un gioco di luci da distinguere in fretta, prima che sia tardi? Continua a leggere

52. Equilibri

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Era un po’ che non veniva; te la ritrovi là, gli occhi nerissimi, come avesse combattuto l’ultima battaglia: avrà fatto la notte? Quanti pazienti sono morti, questa volta? E che significa morire se sei dall’altra parte, coi tubi di flebo nelle mani, la pasticca che scivola per terra e rotola al di là della tenda, e non la vedi più, come il senso della vita? Continua a leggere

22. Il buco nero

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Ti senti meglio; terminata l’omelia, l’assemblea ti ha perfino applaudito. Proprio oggi che il papa ha diffidato i preti dal predicare per l’applauso. Ma tu non l’hai cercato, è venuto così e li hai pregati subito di smettere, gli hai fatto capire che non era il caso. Continua a leggere

15. Se c’è una cosa

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Gli zingari stanno litigando. Da quando il cardinale ha avvertito che ti tiene d’occhio, stai più in guardia, perché non lo raggiungano voci più insidiose, già ne arrivano tante. Un prete belloccio è sotto il tiro incrociato di beghine e di invidiosi, Continua a leggere

47. Toccata e fuga

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Adesso devi mettere insieme la storia di Filippo, Marika e Mattea. Lui era sceso per raccontarti i dettagli e si era perso nei meandri dei rimorsi, i sensi di colpa, le passioni che si accendono senza preavviso e i tradimenti consumati proprio quando si vorrebbe dimostrare la propria fedeltà. Devi seguirlo mentre torna in camera e Marika è piuttosto infastidita dall’assenza prolungata. Continua a leggere

36. Simboli

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Hai sentito dei rumori, avvertito l’ombra di gente che correva e urlava. Ti sei accorto di quello che accadeva, ma la scrittura ti prendeva troppo, ti chiedevi come tutta la luce che invadeva la tua vita, l’aura di fiaba, in famiglia, nella scuola, la faccia seria della maestra Battistoni, Nazareno Pietroni con la pancia in fuori, lo snobismo di Aldo Bises, Continua a leggere

55. Eleazar

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Si cominciò dalla riforma della liturgia, pensando di affrontare un tema meno problematico.
Paramenti e paraventi, altari e altarini, camici, calici e salici piangenti, profferte e offertori, canti e manti, organo (del partito comunista?).
E invece esplosero le polemiche più dure, le fazioni opposte dichiararono guerra e guerra fu.
Monache e tonache, chierichetti e mortaretti, alcove e baldacchini, finestroni e minestroni, cupole e padrini, ceri e neri, pala e mala.
Se ne sarebbe mai venuti a capo? Dovettero pregare per interventi brevi – forse prendevano tempo, cercavano di sfiancare l’avversario con lungaggini verbali? Continua a leggere

40. Il mio cadavere

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Riuscimmo a metterci d’accordo: con la raccolta, da parte nostra, di una cifra simbolica, fummo finanziati per il viaggio più importante della vita.
Non avevo mai visto una cosa del genere: un elefante tutto bardato, una torretta sul dorso in cui sedeva trionfalmente un personaggio che doveva essere ricchissimo.
Ci imprigioneranno, ci multeranno, prenderanno le nostre proprietà. Continua a leggere

3. Di che colore

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In primo piano c’è una chiesa dalla facciata che ricorda San Miniato, un campanile troppo alto che sfida nemici invisibili e tenaci, a ridosso di case di cui si intravedono il tetto e le finestre del piano superiore. Dietro, una collina in cui si alternano viti e cipressi e in cima una chiesa più piccola col campanile a torre.
La mano è tesa, benedice, è il prolungamento necessario del volto appena sorridente, le grandi orecchie predisposte all’ascolto, come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto. Continua a leggere

76. Via dolorosa

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Un’indicazione semplice sul muro: Via Dolorosa, in ebraico, arabo e italiano. A Chlomo vengono in mente frasi senza senso: la quota non comprende, sistemazione in hotel, cena e pernottamento, mattinata a disposizione per lo shopping, termine dei servizi. Si chiede se il dolore evocato dalla via non sia quello dei pellegrini alle prese col programma. Il conforto arriva subito: il mercato coi vestiti appesi alle stampelle, gli uomini che fumano in attesa del cliente, frammenti di cielo intravisti fra tetto e tetto dei chioschi in lamiera o legno scuro. Continua a leggere

Sembra facile

Sembra facile scrivere un vangelo. Prima di tutto, devi metterti comodo: va bene anche una sedia in legno lavorato, a braccioli e senza schienale. Un po’ di traverso, col quadernone sulla coscia sinistra, accavallata sulla destra. Una penna d’oca, anche se logora, è più che sufficiente. Ti concentri, aggrotti la fronte per lo sforzo, cominci a buttare giù come ti viene: Gesù Nazareno nacque a Bethlehem… No, così è contraddittorio. Riproviamo: Gesù, che sarebbe stato chiamato il Nazareno, nacque nella città di Bethlehem… Non si parte in maniera contorta, il lettore si scoraggia facilmente. Forse così: Gesù nacque a Bethlehem, ma la famiglia si recò presto a Nazaret, dopo la morte di Erode, che costrinse i genitori a fuggire in Egitto… Mi pare vada meglio, ma non convince ancora. Continua a leggere