Vivalascuola. Insegnare Filosofia oggi

Una settimana tranquilla” di cui riferiamo più avanti nelle notizie della settimana scolastica. Ne approfittiamo per proporre una puntata di vivalascuola più volte rimandata per dare conto della mobilitazione della scuola “non solo contro le 24 ore, ma perché la scuola viva“.

«“Dobbiamo fare la stessa cosa che faceva Protagora: convincere i giovani che studiando la filosofia “si diventa ogni giorno migliori”. Ma oggi, chi ti crede più?… i giovani ateniesi sapevano che Protagora non bluffava e che li avrebbe guidati per davvero verso il successo e il potere. Ma questi, guardali: che possono aspettarsi da noi? Niente… insegnare la filosofia, oggi, significa farsi complici del Grande Inganno…”». Da queste affermazioni di Leone Parasporo in Il professor Beta e la filosofia recensito da Giuseppe Panella ha preso le mosse questa puntata di vivalascuola, che prosegue con domande di Bruno Milone e interventi di Nicola Fanizza, Guido Panseri, Alessandra Paganardi e Katia Tomarchio sull’insegnamento della filosofia oggi. Conclude un testo di Franco Toscani su cosa ha da dire la filosofia oggi “in tempo di privazione“. Continua a leggere

Vivalascuola. Fermiamoli!

Uno sciopero della scuola il 24 novembre, mobilitazioni nelle scuole con astensione da tutte le attività eccedenti le 18 ore di lezione, appelli e lettere al ministro (qui e qui), a sindacati, partiti e parlamentari. E’ l’effetto dell’art. 3 della Legge di Stabilità, che porta da 18 a 24 l’orario di lezione e da 35 a 46 l’orario di lavoro dei docenti, violando il contratto nazionale. Riteniamo necessario, in aggiunta alle forme di mobilitazione già in atto, incontrare nelle scuole studenti e genitori: è importante che capiscano perché questa norma dequalifica la scuola, mortifica l’insegnamento e nuoce soprattutto agli 8 milioni di studenti italiani. Per questo proponiamo la seguente lettera ai genitori.

Cari genitori,
la bozza del  disegno di Legge sulla Stabilità, attualmente in discussione, all’art. 3 configura improvvisamente e senza alcun tipo di contrattazione (a meno che qualcuno non vorrà emendarlo o eliminarlo) l’aumento di 1/3 dell’orario di lezione degli insegnanti, facendo prevedere condizioni lavorative non solo estremamente penalizzanti per i docenti, ma fortemente critiche per gli studenti. Continua a leggere