Vivalascuola. La scuola del malessere

Nell’affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena si vedono i cittadini vivere nell’ordine e nell’armonia, mentre nell’affresco del Cattivo Governo si vede al centro la Tirannide, circondata da Avarizia, Superbia, Vanagloria. Gli effetti sono una città in rovina, dove dominano la divisione e la miseria. La “Buona Scuola” di Renzi è una città in rovina, quindi uno specchio del cattivo governo. Lungi dal creare ordine e armonia, essa ha portato nelle scuole competizione e conflittualità. La miseria c’era già da tempo. Il malessere della scuola diventa un chiaro giudizio politico ed è all’insegna del malessere il bilancio dell’anno scolastico, a firma di Tullio Carapella, che vivalascuola propone. Questa è l’ultima puntata del 2015-2016, a meno di necessità impreviste vivalascuola riprenderà a settembre. Per intanto, invitiamo a firmare per i referendum abrogativi di 4 commi della Legge 107, finché c’è tempo – entro fine giugno. Con un grazie di cuore a collaboratori e lettori e auguri di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. La paghetta

Un bonus di 500 euro agli insegnanti a tempo indeterminato. E’ un dettaglio nel mare magnum del sistema scolastico italiano. Eppure è la spia di un pensiero e di una politica, per questo gli dedichiamo una puntata di vivalascuola. “Il bonus è arrivato. Umiliante la grancassa mediatica che lo ha accompagnato. Restituirlo al mittente? Sì, se fossimo in grado di riproporre su Matteo il Giovane la pioggia di monete che si scatenò su Craxi all’ Hotel Raphael. Piuttosto cerchiamo, a partire dal bonus, di far crescere il dissenso verso la Legge 107. E vediamo di capire se si può dar corso ad un gesto collettivo di disobbedienza civile, se siamo in grado di rifiutarci di documentare le spese, visto che quei soldi sono nostri e costituiscono una parte infima di quel che ci hanno tolto con un blocco contrattuale di sei anni“. (Giovanna Lo Presti) Continua a leggere

Vivalascuola. L’ABC dell’anno della “Buona Scuola”

La “Buona Scuola” spiegata a Renzi: così si potrebbe intitolare – anche – questa puntata di vivalascuola, e per questo Tullio Carapella ha scelto la formula dell’abbecedario per compilare il consueto bilancio di fine anno scolastico. Il Presidente del Consiglio infatti continua a ripetere che i professori non hanno capito o non hanno letto il progetto di riforma del suo Governo. In realtà non esiste disegno di legge che sia stato tanto letto e analizzato come questo, dalla bozza di settembre a quella di giugno. E’ vero l’opposto: Renzi e il suo entourage non sanno le conseguenze distruttive che il DdL provocherebbe nella scuola perché non conoscono la scuola – e questo è inammissibile in chi governa. C’è un’altra possibilità, ampiamente contemplata dagli osservatori: che sappiano e perseguano premeditatamente l’obiettivo della distruzione della scuola pubblica e della possibilità di istruzione e formazione per tutti. In un caso o nell’altro, la condanna è ugualmente senza appello. Ma questo lungo anno scolastico non si chiude con la chiusura delle scuole, non si sa ancora che ne sarà del DdL e dell’inizio del prossimo anno scolastico, situazione non nuova per la scuola italiana. Interverremo ancora nel caso fosse necessario qualche aggiornamento, per intanto grazie a collaboratori e lettori, e buona estate a tutti.
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Vivalascuola. L’università contro la scuola di Renzi

Vivalascuola presenta 100 voci di docenti universitari a cui abbiamo chiesto 5 righe sul DDL sulla scuola in discussione al Senato, accompagnate da una riflessione di Giovanna Lo Presti. Una raccolta di dichiarazioni in cui emerge la pluralità e varietà delle voci, ognuna con un proprio timbro e con lo spessore di una storia e una cultura, eppure tutte convergenti non tanto nella contrarietà alla “Buona Scuola” di Matteo Renzi, quanto nella difesa dei valori dell’istruzione e della formazione. Così, mentre larenzianissima” delle riforme non supera l’esame di costituzionalità in Senato, il Presidente del Consiglio, dopo aver unito il fronte sindacale, riesce anche nell’impresa di colmare il tradizionale scollamento tra scuola e università. In pochi giorni tanti docenti hanno risposto al nostro appello che lamentava la scarsa presenza dell’università nel dibattito sulla “riforma“. E il giudizio è pressoché unanime: questo DDL vuole riportare quella che è stata una delle scuole migliori al mondo alle vergogne del Ventennio: gerarchia e autoritarismo. Continua a leggere

Vivalascuola. Perché Giulia ha sempre ragione

Il 5 maggio la scuola sciopera contro il DDL del governo Renzi sulla scuola: DDL bocciato dal mondo della scuola (docentistudenti, genitori) e persino dal Comitato per la Legislazione della Camera in quanto confuso, contraddittorio e di difficile applicabilità. Nei giorni 5, 6 e12 maggio c’è anche un altro sciopero, indetto dai Cobas contro le prove Invalsi. L’Invalsi è diventato il perno del sistema di valutazione della scuola italiana, assumendo un’importanza crescente, fino a diventare uno dei parametri su cui valutare insegnanti e scuole e distribuire premi e punizioni, delineando una scuola più povera e competitiva. Ma si tratta di prove antiscientifiche e antididattiche, buone solo a fomentare il business dei privati, abbondantemente rifiutate dai sistemi che prima dell’Italia li avevano adottati e ora stanno facendo marcia indietro. In questa puntata di vivalascuola per dare elementi di riflessione presentiamo due interventi, uno contro (di Carlo Salmaso) e uno a favore delle prove (di Alessandra Angelucci). Presentiamo inoltre materiali sul tema e il kit antINVALSI predisposto dal sito genitoreattivo. Continua a leggere

Vivalascuola. “Dream” è l’anagramma di “merda”

Non ci sono motivi per non scioperare il 5 maggio. Il DDL sulla scuola del Governo Renzi mette a rischio tutti i lavoratori della scuola, la scuola pubblica e l’insegnamento e, per i suoi contenuti e per i metodi con cui viene imposto, la stessa democrazia. Lo spostamento dei test Invalsi alla scuola primaria (previsti proprio per il 5) per cercare di vanificare lo sciopero è una grave violazione delle regole democratiche e costituisce un motivo in più per scioperare. Per la prima volta dopo 7 anni i sindacati scioperano insieme. Nessuno può invocare come pretesto la divisione del mondo della scuola e la frammentazione delle iniziative. Nessuno può dire “si sciopera solo il venerdì per allungare il week end“. Oltre che per bloccare il DDL si sciopera per la stabilizzazione, il contratto, la cooperazione e la gestione democratica della scuola. Per una scuola per la Repubblica. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un invito allo sciopero di Giovanna Lo Presti e in apertura l’appello di Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, a insegnanti e studenti a battersi uniti contro il progetto del governo sulla scuola. Inoltre materiali, commenti e le notizie della settimana scolastica. Continua a leggere

Vivalascuola. Proposte per una didattica della letteratura

Anticipato il 22 febbraio dalle dichiarazioni della ministra Stefania Giannini e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a un evento del PD di celebrazione del 1° anno di governo, il 27 febbraio succederà qualcosa che riguarderà la scuola. Anzi, slitta tutto al 3 marzo. Fino al 22 mattina non si sapeva bene se una “riforma” o un decreto di assunzione di precari per evitare le sanzioni che sarebbero seguite a una sentenza dall’Unione Europea o un decreto e una legge delega insieme: adesso dalle parole di Renzi pare sia da attendersi quest’ultima soluzione. D’altra parte la “Buona Scuola” è stata “blindata” in ogni sua fase, anche nella consultazione on line e nel tour. Perché non si decida per decreto d’urgenza anche su una materia fondamentale che richiede i tempi della discussione e della partecipazione come la scuola; perché non sia ignorato un disegno di legge sottoscritto da più di 1000.000 persone e che nasce da chi nella scuola vive e lavora; per chiedere che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare sta circolando in questi giorni una petizione al Presidente della Repubblica che invitiamo a firmare. Intanto, a scuola e su vivalascuola, ci interroghiamo su come fare meglio il nostro lavoro: ad esempio insegnare letteratura italiana. Continua a leggere

Vivalascuola. Riuscirà Renzi-Giufà a distruggere la scuola?

La scuola italiana attende due date a fine febbraio: un incontro del PD sulla scuola il 22 febbraio e la presentazione di un decreto legge il 28 febbraio: la traduzione legislativa del documento di Renzi “La Buona Scuola“. Nonostante il quadro fortemente critico del piano governativo fornito dalla trasmissione tv Presa Diretta, il sottosegretario all’Istruzione assicura: niente ripensamenti. Contro le proposte del Governo si annunciano mobilitazioni degli studenti. E intanto una proposta alternativa che parte davvero dal basso (la LIP – Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica, sottoscritta da 100.000 persone, che il 30 gennaio ha compiuto 10 anni) continua a essere ignorata dal Governo. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un intervento di Marcello Belfante sulla “Buona Scuola” di Renzi apparso sul numero 24 della rivista di educazione e intervento sociale Gli Asini, che ringraziamo per la gentile concessione. Segue un punto della situazione della “riforma“. Contro la decretazione d’urgenza in una materia che dovrebbe richiedere confronto e discussione invitiamo a firmare una lettera al Presidente della Repubblica. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: silenzio sulle bocciature

Che riforma è una riforma della scuola che non affronta il tema della valutazione didattica? “La Buona Scuola” di Renzi, fra altre mancanze, ha anche questa. D’altra parte, quando mai le “riforme” degli ultimi ministri dell’Istruzione hanno riguardato la didattica? Il tema dell’abolizione delle bocciature, atto finale della valutazione didattica, è stato agitato dai governi solo come occasione di risparmio o come scorciatoia per una “soluzione” del problema della dipersione o come strumento di giudizio sulle scuole (vedi il Rapporto di Autovalutazione, p. 10), secondo una logica mercantilistica: + promossi + soldi. La proposta di Vincenzo Pascuzzi di abolizione delle bocciature, presentata in questa puntata di vivalascuola, evidenzia invece alcune urgenze: occorre una scuola che tenga conto delle diversità e sia meno rigida nella sua organizzazione. Ma è altresì necessario, come scrive Giovanna Lo Presti, ripensare il lavoro dell’insegnante, la didattica e il sistema nel suo complesso. Per una scuola che sappia assicurare a tutti un sapere che abbia “un insostituibile valore emancipatorio“, perché “la prima servitù da cui ci si deve liberare è quella dell’ignoranza“.  Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e la LIP: 2 scuole 2 tour

Si è conclusa il 15 novembre la consultazione sul piano “La Buona Scuola” presentato il 3 settembre da Matteo Renzi, propagandata da spot televisivi e da un tour di “1.600” incontri. Una farsa sia la consultazione sia il tour: blindati l’una e l’altro, senza possibilità di intervento per i protagonisti primi della scuola: studenti e insegnanti. E questo lo chiamano ascolto. Nello stesso periodo la scuola si è espressa in senso contrario: riproponendo la LIP (Legge di iniziativa popolare per una Buona Scuola per la Repubblica): senza altri mezzi che non fossero l’iniziativa volontaria e il passaparola; e bocciando la proposta renziana in tutti i documenti approvati dai collegi docenti. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un confronto molto istruttivo fra le 2 scuole e i 2 tour, con articoli di Anna Angelucci, Marina Boscaino, Marta Gatti, Arcangela Matromarco, Mauro Presini, Carlo Salmaso, Antonia Sani, Giancarlo Vitali Ambrogio. Continua a leggere

Vivalascuola. L’insegnamento della Fisica: una bella gatta da pelare

Siamo un Paese surreale, lo ribadisce il nuovo report del portale della Commissione Europea Eurydice. Un Paese che offende e affama i suoi insegnanti e dove si chiama “riforma un atto senza valore giuridico che contiene il peggio del Paese: parola di un’insegnante dello stesso partito del premier. Un Paese dove ogni finanziaria è un bollettino di guerra contro la scuola e le promesse elettorali “favole belle di cui non render mai conto. Un Paese che se si regge è anche grazie alla scuola e al lavoro spesso volontario e non retribuito di chi insegna, che è consapevole di avere il compito della formazione del Paese di domani. Un Paese dove insegnare è ancora un esercizio di libertà e dove comunque sarebbe doveroso un grazie all’insegnante che volontariamente regala il suo tempo oltre all’orario dovuto per ricercare e domandarsi come insegnare meglio la sua disciplina. E grazie, poiché anche questo è un lavoro gratuito, a tutti quelli che rendono possibile vivalascuola. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e gli insegnanti: felice il popolo che non ha bisogno di eroi

“Gli insegnanti oggi sono degli eroi” (Matteo Renzi, 20, 5, 2014)

“Ridare dignità al lavoro dell’insegnante”, “rivalutare gli insegnanti” , “rimettere al centro gli insegnanti”, “valorizzare il lavoro dei docenti”… Apprezzamenti da fuochi d’artificio (“Gli insegnanti sono degli eroi”) che nascondono un profilo lavorativo scarsamente considerato dal punto di vista economico. Queste belle espressioni, prese in prestito da qualche libro di pedagogia, diventano, se rapportate al nostro contesto lavorativo, una presa per i fondelli e quindi irritanti (vedi qui). Chi ci governa chiama “eroi” gli insegnanti per poter continuare a chiedere loro atti di eroismo: avere per 10 anni lo stesso stipendio, non avere scatti stipendiali legati all’anzianità, accettare come “premio” una diminuzione della retribuzione, lavorare in scuole non sicure, insegnare in classi pollaio, fare esami di Stato gratis… Del “Buon Insegnante” di Matteo Renzi parlano in questa puntata di vivalascuola Lucio Ficara e Donata Miniati. Sullo sfondo, l’insegnante com’è adesso, visto attraverso recenti inchieste. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: schiava dell’azienda Matteo la creò

Quindi: la Confindustria fa cento proposte per una riforma del sistema dell’educazione e la ministra Stefania Giannini vi trova “parole chiave e temi che sono anche la linea guida del rapporto ‘La buona scuola‘ presentato dal governo“. Cosa chiedono gli industriali? “Riformare i meccanismi per l’immissione in ruolo dei docenti; abolire le graduatorie per anzianità; assumere per concorso e per chiamata diretta premiando il merito“. E ancora: “rimodulare la retribuzione in base a orario servizio, funzioni, conseguimento obiettivi; potenziare l’Invalsi; abolire il valore legale del titolo di studio”. Insomma, Renzi e Giannini lavorano alla scuola di Confindustria, la quale al contempo falsa dati pubblici per screditare la scuola italiana e renderla ancora più conforme alle esigenze del mondo economico. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Alvaro Berardinelli, Bruno Moretto, Emanuele Rainone.
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Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: la risposta della scuola

Dunque, la “Buona Scuola” di Renzi prevede: blocco dei contratti dal 2007 al 2015 (e poi?), abolizione degli scatti d’anzianità, il 34% dei docenti con la prospettiva dello stesso stipendio a vita, abolizione delle supplenze brevi, tagli di personale di segreteria, taglio di 5.000 lavoratori Ata, tagli per 900 milioni all’istruzione, di cui 400 milioni all’università, mentre si progetta l’abolizione dei docenti di sostegno, vengono dimezzati i fondi per l’alternanza scuola-lavoro su cui tanto insistono le linee guida di Renzi… Si è ormai compreso che, con la “riforma” Renzi, la scuola, gli studenti e gli insegnanti staranno peggio sia dal punto di vista giuridico, con meno diritti e più doveri, sia dal punto di vista economico… Stanti così le cose, come stupirsi se la scuola dice no? Lo dice con sondaggi, firme, scioperi, proposte alternative. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e la buona scuola per la Repubblica

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con la “Buona Scuola” di Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina BoscainoChe i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto“.
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Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: competizione e povertà per tutti

Punti “forti” della “Buona Scuola” sono merito e valutazione, ma proprio questi lasciano più sgomenti: un insegnante dovrebbe pensare così: “in questo istituto mi trovo bene, non è lontano da casa, lavoro bene con le mie classi… però non riesco ad avere l’aumento di 60 €. Sai cosa? Potrei chiedere il trasferimento in un’altra scuola, magari più lontana, dove iniziare tutto da capo, ma che sia piena di insegnanti mediocri con pochi crediti”… Come perplessi lascia la recente Direttiva sulla Valutazione: una ennesima “grida manzoniana“: si parla di valutare il 10% delle scuole ogni anno. Per valutare l’intero sistema nazionale occorrerebbero quindi 10 anni: la scuola X potrebbe essere valutata una prima volta nel 2016 e una seconda nel 2035!… Su vivalascuola di questa settimana ne fornisce una analisi Carlo Salmaso. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: bischerata per grulli

Dal 3 settembre è disponibile il documento La Buona Scuola di Renzi e Giannini, oggi parte la “consultazione“. Niente di nuovo: petizioni di principio, descrizioni della scuola come dovrebbe essere, totale messa tra parentesi dello stato di fatto e completa omissione di qualsiasi soluzione dei problemi reali della scuola reale, accompagnati dal basso continuo costituito dal ritornello che intreccia meritocrazia, privatizzazione, precarizzazione della condizione di lavoro: queste ultime, sì, un pericolo reale. “Io mi oppongo” è un ottimo punto di partenza per cominciare a respingere i vapori oppiacei con cui chi comanda cerca di inebetirci. E’ l’augurio di vivalascuola per il nuovo anno scolastico 2014-2015. Continua a leggere