Archivi tag: La cura

79. Il gabbiano

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Quanto ci vuole per arrivare giù? Il vento è una carezza gelida che fatica a regalarti un po’ di tenerezza. Tutta la vita in un momento, dicono; è vero: le immagini di te bambina, i colori del tramonto, la sabbia che scotta, il compagno di scuola con la mano macchiata dalla penna stilografica. Cosa penserà? Avresti potuto aspettare, lasciarti prendere dalla mano forte, farti guardare dagli occhi neri e dolci: vi leggevi una nostalgia sfuggente, quasi gli pesasse conoscere i pensieri, non poter fare a meno di vedere dentro il dolore della gente. Continua a leggere

78. Segreti

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Ho conosciuto una teoria che mi ha lasciata a bocca aperta.
Quale?
Il cantante ha gli occhi chiari, intensi.
Nell’universo tutto è unito; c’è una prospettiva da cui il tempo e lo spazio sono presenti sempre nello stesso istante.
Ci sei arrivata.
Il pub è una bomboniera ingombra di marchi e di bottiglie appese su strati e strati di scaffali. Continua a leggere

77. Come sei

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Chi sarà a quest’ora? Non aspetti nessuno. La casa è triste, da quando ci stai solo. Hai sperato, di tanto in tanto, che qualcuno arrivasse all’improvviso. La tua vita si svuota a poco a poco, ma non lo ammetterai.  Chi può prendersi cura di uno come te? Pensi che se ti sentissi domandare come stai andrebbe tutto meglio. Invece insisti a macinare obiettivi troppo grandi. Sei ancora l’antagonista di tuo padre, avverti il suo fiato, la sua ombra, il sorriso sarcastico che accompagna il ritornello: buono a nulla. Continua a leggere

76. Un po’ troppo

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Dimmi qualcosa di più del tuo romanzo.
Cosa vuoi sapere?
Afferri il boccale e mandi giù il sorso più lungo da quando siete entrati. Stai fissando gli occhi della donna: come hai fatto a non accorgerti della sua bellezza? Cosa scatta nella mente di un uomo, facendolo passare dall’indifferenza a un battito di cuore accelerato, quali reazioni chimiche o biologiche lo accendono senza dargli possibilità di difendersi o fuggire?
Tutto: di cosa parla, dove vuoi arrivare, cosa ti aspetti che resti nel cuore del lettore. Continua a leggere

75. Senza far rumore

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Cosa si prova? Lui ha allungato il braccio, ma non ha fatto in tempo. Ora sei tu, coi sogni che volano a un’altezza incalcolabile, quanti metri saranno? L’angelo sei tu, le ali che spingono verso il tuo passato, il giorno in cui eri innamorata, possibile? di un uomo più grande, in tutti i sensi, o almeno lo credevi, con lo sguardo di bambina persa, di pulcino bagnato, l’avevi trovato finalmente. Continua a leggere

74. La cura

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Sono riuniti in uno sgabuzzino angusto, parlano a voce bassa, due uomini dalla pelle scura fumano qualcosa.
Nulla?
Nulla.
Non possiamo arrenderci. Dev’esserci una traccia, un segno qualunque del passaggio dell’attentatore. E’ stato qui, sappiamo che non manca molto.
L‘ufficio del capo?
Rivoltato come un calzino. Lui si è presentato a mezzogiorno, raccomandandoci di finire presto.
Io ho trovato questo. Continua a leggere

72. Chissà

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Ti sembrava squallida la corsa dentro la città, le gomitate con la gente, la paura che qualcuno vi fermasse, le manette, il processo, la prigione in due sezioni diverse, i secondini corrotti, il cappellano assente, e invece siete qui, in un pub pieno di fumo, immobili, gli occhi negli occhi, non l’hai mai visto da così vicino, perché stai per piangere? Continua a leggere

71. Vizio

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Devi imparare a suonare la tua musica.
Mi hai spaventata: per poco non cadevo.
Non volevi buttarti?
Perché, quando parla, ti senti una bambina? Cosa c’è in quegli occhi? E’ come quando chiedevi perché a qualunque cosa. Provi tenerezza per ciò che ti circonda. No, non vuoi! Continua a leggere

70. Cometa

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Perché piangi Dalia? Non segui più le manovre della falsa squadra delle pulizie che mette sottosopra la sede della Casa, non cerchi di sapere se Fausto sia presente, ti chiedi perché lotti per uno straccio d’amore che non ha più nulla da dare o da ricevere, ti domandi se davvero quest’anno, come dicono, sarà la fine del mondo, la fine del tuo mondo, del sogno di bambina, la famiglia felice, l’affetto inossidabile, l’abbraccio appassionato sotto le tue stelle, Markab, Shedir, Alderamin, ti aspetti che la supernova divori gli uffici carichi di libri, le scale arrampicate sui muri biancolatte ingombri di poster colorati. Continua a leggere

69. Idee

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Ti avrà chiamato veramente? In fondo lo speri: chi è il cantante che ogni tanto appare sulla scena lasciandola pericolosamente in bilico, facendo balenare novità, squarci nella monotonia del tuo lavoro? Non sarà un appello a scuoterti, a prendere in mano la tua vita, perché è vero che sei il presidente ma, alla fine, sei felice? Continua a leggere

68. Vetrine

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Verso dove state correndo disperati? La gente, ai tavolini, vi guarda come foste marziani. Lanci occhiate rapide alle vetrine dei negozi, ti soffermi per un attimo su una pizzeria dalla tenda tutta rossa, come i ricci di cui sei andata sempre fiera, ma che razza di pizze fanno qui? Sembrano crostate. Arturo ha ancora il casco sulla testa, s’immagina inseguito da un elicottero della polizia tedesca, per questo devia di scatto trascinando per la mano la giovane che si lascia sfuggire un grido soffocato, nella piazza piena di cabine telefoniche, due ragazze con il passeggino si fermano impaurite, togliti il casco! Continua a leggere

67. Fate largo

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Perché sei salita fino a qui? Cosa ti prende, Ester? La tensione è all’apice, non la reggi più? Pensi che sia così facile finirla? E perché poi? Fausto ti sfugge? Non può essere un’occasione per ripartire meglio? Non saresti felice per una coppia che può riconciliarsi? Pensi solo a te stessa e alle tue comodità? E’ il presidente: e allora? Non ti ha detto, l’uomo dal soprabito scuro, che la sede potrebbe subire un attentato? Che fine farebbero il potere, la ricchezza?
Guardate, c’è una donna sul tetto! Continua a leggere

66. Aldebaran

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E’ una corsa contro il tempo.
Hashim, guardami negli occhi: ce la possiamo fare?
Cos’è che ti ha permesso d’incontrare i due? Quali meccanismi si mettono in moto per tirare fuori dai pasticci? Chi guida le fila delle storie?
Solo se non sbagliamo nulla, Peter.
Da dove cominciamo? Continua a leggere

65. Vorrei

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Non sai perché sei qui. A volte c’è una forza che ti prende senza che tu ne sappia nulla. Volevi tornare per capire, o almeno per fare un tentativo. Sei ridicolo, davanti al botteghino, tra giovani che fumano, personaggi pittoreschi che si scambiano battute incomprensibili. Sarà l’ultimo concerto? Quanto andrà avanti con le  repliche? E’ un filo invisibile che collega la musica con la storia che ti sta trascinando chissà dove. Sarà vero che la chiama? O è solo suggestione? E cosa c’è di certo nella vita? Continua a leggere

64. Il padre dei racconti

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Quanto tempo è passato da quando Marius ha esploso il colpo di pistola? Basta un centesimo di secondo per rivedere la vita da un’altra angolazione, quella della morte, o della perdita di una persona cara, o di chi assiste, semplicemente, a un omicidio. Vorresti trovarti dalla parte opposta del mondo, pensare che sia un sogno, quando ti svegli e tiri un sospiro di sollievo: se fosse, davvero, solo il sogno di uno che vive nella notte le avventure da cui il giorno fuggirebbe con terrore? Continua a leggere

62. La piazza

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Dove stiamo andando?
Non si possono evitare le domande?
Pretendi che ti segua al buio?
Vuoi salvare tuo marito?
Sì, ma vorrei capire qualcosa di quello che facciamo.
Voi donne siete troppo curiose.
E voi troppo maschilisti.
Il monumento è una macchia bianca contro il cielo. Dalia vorrebbe saltare su una delle due quadrighe che svettano in cima e ritrovarsi su un pianeta sconosciuto a contemplare le stelle preferite, sentire un’altra musica. In momenti come questi, le capita di vedere la vita come da lontano, dalla luna, e le pare tutto più accettabile: Fausto preso da se stesso, le amanti scervellate, la casa editrice alla deriva, anche se nessuno se n’è accorto. Continua a leggere

61. La pioggia

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Sono nell’ufficio-riunioni, una stanza importante, mobili in legno massiccio, libreria che prende tre pareti, lampadario che pende dritto sul tavolo tondo ricoperto di marmo di Carrara.
Vi trattate bene.
Perché ha gli occhi così dolci, come fa, in un mondo di ladri e di arrivisti? Domandarselo è inutile. Meglio cercare di capire dove vuole arrivare.
E’ pur sempre la casa editrice più importante. Continua a leggere

60. Lo schermo

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Marius vacilla, quando vede la donna sulla porta. Cosa fare? Continuare a svuotare le casse o sparare, per la prima volta, da quando è iniziato tutto questo? Ci sono momenti infiniti in cui persino lui, il duro, l’invincibile, è insidiato dal tarlo perfido del dubbio, anche se sa che non potrebbe mai permetterselo; ma la donna riccia, apparsa all’improvviso, gli mette dentro un’inquietudine inspiegabile: possibile che non sappia resistere? Cos’è che rende pesanti le sue mani, divise tra la Smith & Wesson e le banconote ammucchiate nel cassetto di metallo? Continua a leggere