LA SOLITUDINE DEL CRITICO. Considerazioni su alcuni libri recenti e il destino della poesia. Saggio di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

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«Ce grand malheur, de ne pouvoir être seul»

(La Bruyère)

1. Il patto autobiografico

Sembra evidente, anche ad un esame non eccessivamente approfondito, come l’evidenza e la suggestione autobiografica abbia affascinato un certo numero di critici letterari italiani desiderosi di trasformare il loro approccio (finora avvenuto dall’esterno) agli autori che hanno studiato in una proposta di lettura che passa attraverso la loro dimensione più intima e più personale.

Sembrerebbe dimostrarlo una serie di libri (nella maggior parte piuttosto smilzi e umili anche nella veste grafica) i cui autori si fanno forza delle loro esperienze di lettura in età giovanile per avanzare ipotesi più o meno catastrofistiche sul destino della poesia e della critica letteraria.

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Vivalascuola. Insegnare letteratura

Il 5% della popolazione adulta in età di lavoro (16-65 anni) versa in una condizione di totale analfabetismo, il 33% è da definirsi semianalfabeta, un ulteriore 33% è a rischio di ripiombare in tale condizione, solo un po’ meno del 20% mostra di possedere ‘gli strumenti minimi indispensabili per orientarsi in una società contemporanea’. L’analfabetismo è funzionale al controllo delle masse.

Programmare al triennio superiore con Todorov
di Lucia Olini

“Quando mi chiedo perché amo la letteratura, mi viene spontaneo rispondere: perché mi aiuta a vivere… la letteratura amplia il nostro universo, ci stimola a immaginare altri modi di concepirlo Continua a leggere