Helena Janeczek, La ragazza con la Leica

di Roberto Plevano

Che cosa rimane davvero di una persona che non c’è più? E che cosa rimane di coloro che sono rimasti?

Il libro di Helena Janeczek segue le tracce della breve vita della fotografa Gerda Taro, uccisa nel luglio 1937 a Brunete, nei pressi di Madrid, nel corso di una ritirata di contingenti repubblicani sotto attacco. Gerda fu sbalzata dal cassone di una camionetta per l’urto di un carro armato che seguiva e morì stritolata dai cingoli. Non aveva nemmeno ventisette anni.

Le venne dato un ultimo saluto in un lunghissimo corteo funebre imbandierato di rosso attraverso le strade di Parigi. Alla testa del corteo, la dirigenza del PCF, allora nella maggioranza di governo in Francia, e molte personalità, tra le quali Pablo Neruda, Tristan Tzara, Lucien Vogel, Louis Aragon con la moglie, Paul Nizan, l’affranto Robert Capa. Gerda tuttavia non era membro del PCF, l’unico legame era l’incarico da lei avuto dal periodico comunista Ce Soir, per cui era stata inviata in Spagna.
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