“La vita e lo sguardo”. Intervista a Emerico Giachery

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La vita e lo sguardo (ed. Fermenti) è un’opera di grande pregio del Prof. Emerico Giachery. Di pregio non tanto perché è l’opera di un grande accademico (qual pure egli è), ma sopratutto di un profondo umanista. Questo saggio è un viaggio tra gli autori che popolano la sensibilità di un fine osservatore, italianista e comparativista, nonché viaggiatore, che alterna meditazioni letterarie su temi attinenti allo spirito dell’uomo a ricordi personali di diversi luoghi d’Italia e d’Europa in cui quello spirito l’ha vissuto personalmente, percependolo nei paesaggi e negli incontri con le persone.

Abitare poeticamente la terra, s’intitola il primo capitolo, come un suo libro precedente e sembra un manifesto letterario: coglie l’energia, l’anima del mondo, in un dialogo che spiriti sottili come quelli di Carl Gustav Jung e James Hillman hanno saputo intuire.
Poeti e filosofi tedeschi, come Rilke e Heidegger, e poi Leopardi, Montale, Ungaretti, Czesław Miłosz e tanti altri cantori del cosmo e dell’intimo sono gli interlocutori ideali del Prof. Giachery.
Ma c’è di più. La dynamis intima di questo percorso attinge a riflessioni di un pensatore come Benedetto Croce, ma anche di mistici come Karol Wojtyła e di scienziati come Rita Levi Montalcini, e alle pagine di narratori come Giovanni Verga e Italo Calvino. Senza dimenticare i musicisti, tra cui Ludwig van Beethoven e Richard Wagner. Continua a leggere