Mauro GERMANI. La parola e l’abbandono

 

Mauro GERMANI

LA PAROLA E L’ABBANDONO

L’ARCOLAIO, DI GIAN FRANCO FABBRI (2019)

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Il poeta non è solo quando scrive. E’ tremendamente solo dopo.

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Antonio Pibiri. Il prezzo della sposa

PIBIRI_Prezzo sposa
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… Accade tutti i giorni, e la parola
non fa un passo fuori la parola.

E non dovremmo noi pure
al modo di un saggio dell’antica Cina
dall’eloquio a goccia
risolverci in tarda età
da capo tacere?

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Narda FATTORI – Le parole agre. Recensioni di Bruno Bartoletti e Franco Casadei

Le parole agre di Narda Fattori

Riflessioni di lettura di Bruno Bartoletti

Con questo ultimo libro, Le parole agre, pubblicato da L’arcolaio, Narda Fattori compie il suo percorso di ricerca, una ricerca che fa della parola la sua essenza, il suo pensiero dominante. Un percorso che parte da lontano, già dalle sue prime pubblicazioni, direi da sempre, se compito del poeta è quello di “dare il nome alle cose”, secondo un antico principio di Mario Luzi. In uno dei suoi primi libri, L’una e i falò, pubblicato da Il Vicolo nel 1998, già Narda Fattori sentiva urgere questo rapporto come essenziale del fare poesia (“chiamare le cose per nome / è dirti presente in un luogo”) in un procedimento che tende a scardinare, a prosciugare per mostrare il pensiero nella sua nudità; così in Cronache disadorne la parola si faceva essenziale, asciutta, scarna, rigorosa. Continua a leggere

Fabiano ALBORGHETTI – Supernova. Nota di lettura di Antonio Fiori

Come non riconoscerci, anche noi, in ascolto della paura/ gli occhi fissi come i cervi /di notte, colpiti dai fari. E non solo nella scoperta della malattia della carne, ma anche – mi sento di aggiungere -in quella dei sentimenti, della memoria, del corpo del pianeta. Scoperte tutte che ci disorientano, che ci lasciano interdetti, sempre e comunque impreparati. Continua a leggere

Viola AMARELLI – Le nudecrude cose e altre faccende. Con nota di lettura di Antonio Fiori.

Con Viola Amarelli non c’è bisogno di ricostruire ragioni, decifrare poetiche nascoste. In questa silloge ad esempio lei stessa – a latere – dichiara: “Si presta voce a un mondo… ci si illude, perché il mondo resta tutto…  E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.” Continua a leggere

Filippo DAVOLI – “Come all’origine dell’aria”

Tre cartoline

1.
Escono la domenica mattina
con le fiammanti utilitarie
e un’andatura di accompagno,
quasi fermi nel sole invernale.
I contadini solidi nel riposo
col cappello che rade la cappotta
sorridendo bruniti
al ciglio deserto della carreggiata,
frenando nelle discese, rallentando
al ticchettio dei contagiri. Vanno
ad una passeggiata con la macchina. Continua a leggere