Anna Maria CURCI – Inciampi e marcapiano

“Non si può scrivere/per salvarsi l’anima./Lei, data per persa, passa avanti e canta” è scritto nell’esergo di Maria Luise Kaschnitz, che apre la raccolta di Anna Maria Curci “Inciampi e marcapiano” (Lietocolle, 2011); mentre di quest’ultima leggiamo: “Ormai soltanto questa m’è rimasta/la libertà del folle, del giullare./Col cranio raso o le trecce da rasta/non può, non sa far altro che cantare” (Narrenfreiheit). Non si scrive dunque “per salvarsi l’anima”; il poeta, come il folle, canta perché “non sa fare altro che cantare”. Continua a leggere

Inciampi e marcapiano. Anna Maria Curci


Inciampi e marcapiano. Anna Maria Curci


Di Laura Vazzana

Con la silloge Inciampi e marcapiano, suddivisa in cinque sezioni, Anna Maria Curci ci regala una raccolta di componimenti nella quale utilizza, con soave sapienza, varie forme di espressione poetica, come il sonetto o la terzina, il distico o i versi sciolti.
Si tratta di cammei delicati, vivaci, intensi e profondi che, in un gioco di intenzionali chiaroscuri, quasi nascondendolo, tratteggiano lo schiudersi parziale di scene dal teatro della vita, di altre persone in relazione all’autrice e dell’autrice stessa nell’intimo delle sue sensazioni. Funge da scenografia un mondo a volte poco comprensivo e altre volte difficile da comprendere, che tenderebbe a fagocitare.
Siamo di fronte a fotografie scattate ad attimi. Continua a leggere