Vivalascuola. Ciò che i ragazzi devono sapere sul lavoro

Doveva essere il giorno della scuola. Prima il 22 febbraio, poi il 27, poi il 3 marzo. Adesso è diventato il 10 marzo. In realtà il giorno della scuola non esiste. Uno: perché non sanno che pesci pigliare. Due: perché le loro idee sulla scuola sono sbagliate e incostituzionali. Tre: perché il giorno della scuola è tutti i giorni. Allora continuiamo a opporci, con mobilitazioni di docenti e studenti proposte alternative, e intanto facciamo al meglio il nostro lavoro, perché l’educazione non ammette rinvii. Oggi su vivalascuola ci domandiamo quale formazione sul lavoro è bene che la scuola dia ai ragazzi, anziché prodigarsi, come vorrebbe chi ci governa, per creare manovalanza a basso costo al servizio dell’azienda. O addirittura lavoro gratuito, come pretendono adesso per l’Expo. Pensiamo infatti che la scuola, come sempre (non c’è sapere se non critico), dovrebbe fornire ai futuri cittadini gli strumenti per capire e le competenze per maturare un giudizio sulla società e non dare un’istruzione puramente funzionale ai modelli economici. Dovrebbe fornire delle basi culturali forti per affrontare dei veri lavori domani. Ne parlano Giuseppe Caliceti, Francesco Ciafaloni, Marilena Salvarezza.
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