Vivalascuola. Quando la scuola non è più un luogo di educazione

Nell’augurare a studenti, docenti e a tutti i lavoratori della scuola buone vacanze, vivalascuola fa un bilancio dell’a.s. 2017-2018. Sono state costruite nuove scuole e tutte, vecchie e nuove, ora sono belle, sicure e ben attrezzate e rendono piacevole insegnare e apprendere. I fondi per l’istruzione sono stati portati alla media europea, e così gli stipendi degli insegnanti, che vedono riconosciuto il loro ruolo sociale. Sono state abolite le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro, rivalutando l’attività didattica e mettendo al centro di essa l’amore per il sapere e la conoscenza. Le classi pollaio sono state abolite e sono state create nuove figure professionali per il sostegno, il recupero e la valorizzazione delle eccellenze, così tutti i docenti possono insegnare vicino ai luoghi di residenza. E’ stato possibile lavorare con tempi lunghi e distesi, dedicare attenzione alla relazione tra chi insegna e chi apprende, realizzare una didattica davvero personalizzata, e ciò ha reso possibile il pieno successo formativo di tutti gli studenti… Ci piacerebbe fare questo bilancio di fine anno, e speriamo di poterlo fare quanto prima. Per intanto questa è solo l’introduzione al bilancio vero, opera di Giovanna Lo Presti. Continua a leggere

Vivalascuola. Nun te reggae più

Questo è il seguito della puntata della nostra rubrica dedicata alla Malascuola (vedi qui). Presentiamo scene vere di Malascuola e una esortazione alla rabbia di Giovanna Lo Presti: “Rabbia, rabbia, rabbia. Da un quarto di secolo non altro che rabbia di fronte allo stillicidio di “riforme” e di interventi che toccano la scuola italiana; e non c’è stato ministro dell’Istruzione che non abbia voluto legare il proprio mandato a presunte “novità”, sotto le quali si nascondeva un unico progetto di rimodellamento della scuola pubblica, sempre più piegata alle esigenze del mondo esterno, sempre meno legata alle proprie radici ed alla peculiarità della cultura del nostro Paese. Che questo scellerato progetto di omologazione della scuola abbia dato soltanto frutti velenosi, pare non interessare i “decisori politici”. Tanto, loro, nelle aule scolastiche non vivono tutti i giorni. La riforma Berlinguer, la riforma Moratti, la riforma Gelmini, e poi gli interventi di Profumo e Giannini dovevano precipitare necessariamente laddove il tanto affaticar fu volto, nell’abisso orrido della “buona scuola” di Renzi. Là tutti i fili sono stati tirati, tutti i nodi sono venuti al pettine, tutto ha trovato una sua abborracciata sistemazione: ha visto il suo trionfo un abbozzo incompiuto, quel disegno di legge Aprea che auspicava la chiamata diretta, che esaltava la “meritocrazia”, che rendeva l’accesso all’insegnamento una gimcana lunga, complicata, con numerosi trabocchetti che potevano interrompere la gara in ogni momento. Il premio finale: un lavoro da 1.400 euro circa al mese, per governare masse di bambini, ragazzini, adolescenti intossicati dall’uso di cellulari, computer, videogiochi”.
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Vivalascuola. Malascuola

In questa puntata presentiamo la Malascuola: ne parlano Alvaro Belardinelli, Anna Angelucci, Emanuele Rainone, Franco Toscani, Luigi Capitano. E’ la scuola che ci ritroviamo in questo inizio d’anno scolastico e con cui dobbiamo lottare per sopravvivere e per limitarne le ricadute (i danni) sui nostri studenti. Quella che i governi chiamano la “Buona Scuola“, anche se purtroppo il nome non può cambiare la sostanza. Sarebbe meglio chiamarla Non-Scuola, come suggerisce Luigi Capitano. In essa ai vecchi mali della scuola italiana si sono aggiunti quelli della Legge 107, la cosiddetta “riforma” renziana. Ci piacerebbe che leggessero questa puntata non solo quelli che lavorano nella scuola, ma tutti, affinché tutti conoscano cose che hanno dell’incredibile e nessuno si sorprenda delle ricorrenti inchieste giornalistiche che dicono che i giovani sono sempre più ignoranti. Non potrebbe essere altrimenti: la “riforma Gelmini” ha tagliato l’equivalente di un anno di scuola e l’alternanza scuola lavoro ha tagliato due mesi e mezzo di scuola. E per il futuro? E’ in programma il taglio di un altro anno di scuola superiore. Sarà già tanto se i giovani tra qualche anno sapranno parlare anziché esprimersi solo a grugniti o a bip bip. Per questo gli studenti hanno scioperato il 13 ottobre, adesso tocca agli gli insegnanti. Continua a leggere

Vivalascuola. A Roma contro la L. 107: 21-22 gennaio

A Roma,
contro la legge 107
per la scuola

della Costituzione

Assemblea dei Comitati LIP,

22 gennaio 2017

Siamo reduci da mesi impegnativi, fortunatamente conclusisi con l’esito felice del referendum del 4 dicembre, ma anche segnati dal mancato conseguimento delle firme necessarie a celebrare un referendum per abrogare le parti più offensive della “Pessima Scuola”. In questo contesto, l’attività dei comitati Lip è stata a marce diverse: fermento e grande partecipazione di alcuni, silenzio o scarsa attività di altri. È il momento di ritrovarci e fare un punto: ripartiamo dalla/con la Lip! Continua a leggere

Vivalascuola. Un NO per difendere la Costituzione

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(Rielaborazione grafica dell’immagine di Francesco Mele)

La maggioranza di Governo si esprime insistentemente come se fosse un reato avere una opinione diversa, ad esempio dire NO alla “riforma costituzionale”. Questo è scandaloso, ed è ancor più scandaloso che susciti poco scandalo. Pensiamo ai “padri costituenti”. Forse Togliatti, Parri e Pertini la pensavano allo stesso modo di De Gasperi, Einaudi e La Malfa? Oppure di Calamandrei, Saragat e Dossetti? Eppure sono stati in grado di lavorare per dare alla Nazione una Costituzione che è stato luogo comune definire “la più bella del mondo”. La mancanza di ampie vedute e di capacità di mediazione va tutta a disonore dei “nuovi costituenti” ed è indice di grave incapacità politica. Come persone di scuola, questo ci preoccupa molto, e la “riforma costituzionale” ci allarma al pari della “Buona Scuola”, di cui quest’anno i disastri sono sotto gli occhi di tutti, perché l’una e l’altra prefigurano un paese privato degli spazi di democrazia e di partecipazione che già soffriamo nella nostra quotidianità. Questa puntata di vivalascuola presenta dichiarazioni per il NO di docenti universitari e una riflessione di Giovanna Lo Presti. I docenti universitari che vogliano aderire possono scriverci 10 righe a vivalascuola.appello@gmail.com.
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Vivalascuola. Buon anno scolastico a chi insegna e non si rassegna

La “Buona Scuola” di Renzi è un colabrodo, fa acqua da tutte le parti. In questa puntata di vivalascuola Carmelo Palladino dà conto dei disastri che sta provocando nelle scuole, Adolfo Scotto Di Liuzio la collega all’esaurirsi delle motivazioni ideali della scuola democratica del Novecento, Marina Boscaino esprime lo stato d’animo che si respira nelle scuole, Mauro Presini ci fornisce le parole per l’augurio iniziale: “Nessuna legge, per quanto ingiusta e “sbagliata”, ci impedirà di impostare il nostro lavoro con impegno, esperienza, empatia, passione e spirito democratico, facendo del nostro meglio per dimostrare che i cambiamenti si realizzano dal basso partendo dalla comunità-classe, a prescindere da tutti i disincentivi che ci vengono imposti dall’alto. Quindi il mio augurio sincero di un buon anno scolastico va a tutti coloro che credono che dipenderà anche dal loro contributo se la scuola sarà veramente buona, indipendentemente che essi siano studenti, genitori, collaboratori, assistenti, dirigenti o insegnanti. Perciò buon anno scolastico a chi insegna e non si rassegna, a chi elabora e a chi collabora, a chi lotta e a chi boicotta, a chi è diffidente e a chi è studente, a chi progetta ma non si assoggetta, a chi è dirigente e sta in mezzo alla gente, a chi arriva potenziato e a chi è già demotivato, a chi ora sta seduto mentre prima ci ha creduto, a chi tiene le scuole aperte e proprio per questo si diverte; ma soprattutto buon anno scolastico a chi ha vissuto il crollo ma poi si è detto: “Io non mollo”. (Mauro Presini). Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola del malessere

Nell’affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena si vedono i cittadini vivere nell’ordine e nell’armonia, mentre nell’affresco del Cattivo Governo si vede al centro la Tirannide, circondata da Avarizia, Superbia, Vanagloria. Gli effetti sono una città in rovina, dove dominano la divisione e la miseria. La “Buona Scuola” di Renzi è una città in rovina, quindi uno specchio del cattivo governo. Lungi dal creare ordine e armonia, essa ha portato nelle scuole competizione e conflittualità. La miseria c’era già da tempo. Il malessere della scuola diventa un chiaro giudizio politico ed è all’insegna del malessere il bilancio dell’anno scolastico, a firma di Tullio Carapella, che vivalascuola propone. Questa è l’ultima puntata del 2015-2016, a meno di necessità impreviste vivalascuola riprenderà a settembre. Per intanto, invitiamo a firmare per i referendum abrogativi di 4 commi della Legge 107, finché c’è tempo – entro fine giugno. Con un grazie di cuore a collaboratori e lettori e auguri di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Referendum! Referendum!

Sole, sole, sole: primavera di democrazia… Prevalgono il desiderio di riappropriarsi della propria cittadinanza, di decidere: sono rarissimi i passanti che – una volta ricevute le opportune spiegazioni sul tema dei quesiti – non scelgano di firmare. Un impegno gioioso e serrato, nei banchetti dove sono stata come negli altri, distribuiti per la nostra grande città: talmente tanto, pensate, che non abbiamo nemmeno trovato il tempo di farci un selfie. Che cosa ne penserebbe il premier? Vogliamo che monti, come una epidemia di democrazia… Lo abbiamo fatto tutti insieme, seppellendo antichi dissapori, incomprensioni, vecchie ruggini; cercando sempre la mediazione e mai la rottura; includendo. Per dare gambe e ali a questo progetto. (Marina Boscaino) Continua a leggere

Vivalascuola. Per chi vuole resistere

Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere (B. Brecht)

E’ scoppiata la conflittualità nelle scuole. Conflittualità prevedibile e paventata dalle persone di buon senso. Sono in corso lotte per fazioni, per accaparrarsi visibilità, piccoli poteri, piccoli privilegi. Tra ricatti, invidie, sospetti, prepotenze. Aumenti di carichi di lavoro e spiccioli di ricompensa. Altro che collegialità! Altro che bene comune! E i Dirigenti scendono in lizza per imporre in un modo o nell’altro le persone del loro staff in ogni posticino in cui si decide qualcosa. Altro che super partes! E’ la legge 107, colleghi! E ancora peggio sarà nel prossimo futuro, quando gli effetti della legge cominceranno a essere pienamente operativi. In modo eclatante o silenzioso, dovunque e comunque sia possibile, maturare forme di diffusione di consapevolezza e di opposizione nell’ambito dei principi costituzionali diventa un dovere. Vivalascuola presenta le analisi e le proposte di Marina Boscaino, Marco Guastavigna, Corrado Mauceri, Carlo Salmaso, Eliseo Tambone. Continua a leggere

Vivalascuola. La paghetta

Un bonus di 500 euro agli insegnanti a tempo indeterminato. E’ un dettaglio nel mare magnum del sistema scolastico italiano. Eppure è la spia di un pensiero e di una politica, per questo gli dedichiamo una puntata di vivalascuola. “Il bonus è arrivato. Umiliante la grancassa mediatica che lo ha accompagnato. Restituirlo al mittente? Sì, se fossimo in grado di riproporre su Matteo il Giovane la pioggia di monete che si scatenò su Craxi all’ Hotel Raphael. Piuttosto cerchiamo, a partire dal bonus, di far crescere il dissenso verso la Legge 107. E vediamo di capire se si può dar corso ad un gesto collettivo di disobbedienza civile, se siamo in grado di rifiutarci di documentare le spese, visto che quei soldi sono nostri e costituiscono una parte infima di quel che ci hanno tolto con un blocco contrattuale di sei anni“. (Giovanna Lo Presti) Continua a leggere

Vivalascuola. Cosa sbagliano gli insegnanti?

Un milione di lavoratori della scuola, 8 milioni di studenti. Con i partner e le famiglie, fanno 26 milioni di persone. E’ la platea che gli insegnanti possono raggiungere quotidianamente e che li fa essere il più potente dei media. Eppure una campagna diffamatoria che indica gli insegnanti come fannulloni, inculcatori, dispensatori di un sapere inutile, che ha come capifila gli stessi uomini dei governi di turno, da decenni non accenna a diminuire e sembra fare breccia nell’opinione pubblica. E’ la rivincita degli ignoranti? O è tutta colpa della cattiva coscienza di pennivendoli? Dei media asserviti al potere? Dei governi neoliberisti che si sono succeduti? D’accordo, ci sarà tutto questo, ma cosa sbagliano gli insegnanti? Cattiva comunicazione? Questioni di linguaggio? Chiusura corporativa? E’ ora di porsi il problema, soprattutto nel momento in cui la scuola si prepara a impegni come la racconta di firme per un referendum sulla “Buona Scuola” di Renzi e alla presentazione di una nuova Legge di Iniziativa Popolare sulla scuola. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Mauro Boarelli, Giovanna Lo Presti e Bruno Moretto. Continua a leggere

Vivalascuola. Buon anno, buona scuola! “Buona scuola” per chi?

Ben ritrovati ai lettori di vivalascuola e buon anno scolastico 2015-2016 a tutte e a tutti, innanzitutto! Quindi la “Buona Scuola” di Renzi è legge. Nonostante l’opposizione generalizzata del mondo della scuola, che si è manifestata con lo sciopero più grande della storia della scuola della Repubblica, il blocco pressoché totale degli scrutini, dichiarazioni di intellettuali, appelli al Presidente della Repubblica affinché cogliesse gli elementi di incostituzionalità presenti nella legge. E adesso? Adesso cominciamo un nuovo anno scolastico, con la consapevolezza che le leggi possono essere contrastate sia con la lotta sia con le vie legali. Con le pratiche di corretta informazione, resistenza e disobbedienza civile. Che le leggi devono essere applicate e le modalità della loro applicazione vengono determinate dal comportamento delle parti coinvolte, caso per caso, scuola per scuola, contrattazione per contrattazione. Con la consapevolezza che i governi passano mentre la scuola rimane. Rimane come un “organo costituzionale“, come la definì Piero Calamandrei, quasi un quarto potere dello Stato. Quando torniamo a scuola, quando entriamo nelle aule, ricordiamoci di questo potere. Continua a leggere