Vivalascuola. L’anno che verrà

In questa puntata di vivalascuola Giovanna Lo Presti riflette sulle novità di questo anno scolastico 2017-2018. La “Nuova Scuola” è una sorta di Paese dei Balocchi, da cui si esce tanto ignoranti quanto lo si era quando ci si è entrati. Non dimentichiamoci però che nulla è per sempre e che l’importante è avere in mente un modello alternativo di scuola e battersi, collettivamente, per realizzarlo. A tutti buon anno scolastico 2017/2018, con l’augurio che l’anno sia illuminato dalla luce della ragionevolezza e della speranza e che, come pensa il venditore d’almanacchi di Leopardi, sia migliore degli anni passati.

Ci auguriamo che non somigli a nessuno degli anni passati
di Giovanna Lo Presti

La “Nuova Scuola”: la base per fabbricare cretini

Un elenco sufficientemente completo delle novità che attendono studenti, insegnanti e lavoratori della scuola nell’anno scolastico 2017-2018 lo ha pubblicato Il Sole 24 ore. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola in retromarcia

La scuola in retromarcia. Sia sul piano didattico che sul piano normativo, economico, sociale. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Benedetto Vertecchi e Giovanna Lo Presti. Mai come quest’anno avanzano nelle scuole comportamenti da caserma o da cosca, sottosviluppo culturale promosso da ubriacatura di test e tecnologie, lavoro nero non pagato per conto dello Stato. Quali soluzioni? La raccolta delle firme per il referendum abrogativo di alcuni commi della legge 107 può essere una grande occasione di discussione nazionale sulla scuola. E poi, come dice Anna Maria Bellesia, una soluzione anche se contingente e provvisoria è “mandare a casa Renzi col referendum istituzionale di ottobre e votare successivamente solo per chi si impegna in modo chiaro e preciso a cambiare gli aspetti controversi della legge 107“. E per cominciare ricordiamoci della cosiddetta “Buona Scuola” del governo in carica anche in occasione delle prossime elezioni amministrative del 5 giugno.
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Vivalascuola. La scuola dell’infanzia è scuola

Tra le deleghe in bianco attribuite al Governo dalla Legge 107/2015, c’è la proposta contenuta nel ddl 1260 relativa al “sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni”. Contro il rischio dei “poli per l’infanzia” dai tre mesi ai sei anni che annullerebbero la distinzione tra Asili Nido e Scuola dell’Infanzia e creerebbero una riduzione della Scuola dell’Infanzia a Servizio educativo, con confusione e interscambiabilità di ruoli tra docenti ed educatrici, crediamo si debba mobilitare una forte opposizione. Continua a leggere