“Viali dell’indipendenza”, di Krzysztof Varga

Recensione di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Gli antichi aedi cantavano le gesta eroiche con una cetra. E cantavano pure i trovatori medievali, celebrando donne e cavalieri. Krzysztof Varga, in Viali dell’indipendenza (ed. Nikita) non canta, ma lascia decantare e poi declama, sgranandole quasi come i grani di un rosario pagano, le deprimenti vicissitudini di un individuo che è fin dal nome un ossimoro vivente: Krystian Apostata, un artista un tempo promettente, poi sostanzialmente fallito, che trascina i suoi giorni annoiati e stanchi affogando la sua frustrazione nell’alcol e nella pornografia, e incrocia più o meno ad ogni piè sospinto l’amico dei tempi della scuola, Jakub Fidelis. Questi, il suo alter ego, al contrario di lui ha imparato a strizzar l’occhio alle mode e si è fatto strada nella danza, nella TV e sui rotocalchi, dicendo la sua su ogni argomento e venendo considerato un’autorità in materia di “tuttologia”.

Apostata e Fidelis, due nomi che sono dei simboli, come l’autore ha sottolineato in occasione della sua recente presentazione fiorentina insieme al traduttore Leonardo Masi. E due simboli, aggiungo, che si declinano insieme come un inevitabile, quasi kharmico binomio, sullo sfondo di una Varsavia prima schiacciata dal comunismo, poi (ancora una volta, dopo la seconda guerra mondiale, ma metaforicamente) rasa al suolo dall’assenza di qualunque sensibilità umana tipica della cultura di massa, che tutto omologa e nulla risparmia. Continua a leggere

“Viali dell’indipendenza” di Krzysztof Varga

Vi ricordo domani, venerdì 13 aprile, alle ore 18,00, presso la libreria Edison di Firenze (Piazza della Repubblica 27/r), la presentazione di Viali dell’indipendenza dell’autore polacco Krzysztof Varga (ed. Nikita, 2012), tradotto dal polonista Leonardo Masi, che sarà presente insieme all’autore.

Leonardo Masi, la chitarra e l’armonia delle vibrazioni

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Leonardo Masi è un chitarrista classico fiorentino, oltre che uno studioso di Letteratura Polacca. Insegna Storia ed Estetica della Musica a Varsavia presso la Uniwersytet Kardynała Stefana Wyszyńskiego.

– In occasione del tuo ultimo concerto fiorentino, nell’ambito della rassegna dedicata ad Alvaro Company (novembre 2011), hai presentato un repertorio molto “meditativo”, ispirato alla notte. Perché questa scelta?

All’interno dei programmi che propongo mi piace tracciare un percorso che sia stimolante, almeno per me. Per il programma notturno il concept è nato dall’unione della voglia di rendere un omaggio al maestro Company e da quella di riprendere il Nocturnal di Britten, un brano che non suonavo da diversi anni. Per l’appunto i brani di Company che avevo in repertorio erano un Notturno e la Barcarola per una culla. E poi c’era il pezzo di Carlo Prosperi per chitarra e violino intitolato In nocte e dedicato proprio a Company: dunque avevo già quattro brani ispirati alla notte. C’è da dire che la chitarra è uno strumento “notturno” di per sé, quindi non è difficile trovare brani con simili atmosfere nel repertorio. Su questa base, ho però voluto inserire un elemento di simmetria che ora ti spiego. Continua a leggere

“Fuochi di Bengala e altre poesie”, di Krzysztof Karasek

Fuochi di Bengala e altre poesie, di Krzysztof Karasek (ed. Il Ponte del Sale, 2011) (a cura e per la traduzione di Leonardo Masi)

Recensione di Giovanni Agnoloni

I lavori letterari a cui ‘mette mano’ Leonardo Masi, raffinato polonista e musicista di cui già abbiamo parlato, su questo blog, si segnalano sempre per una profondità “diversa”. L’ultima volta ne parlammo riguardo alle poesie da lui tradotte per le Edizioni della Meridiana, Antimondo di Tomasz Różycki, uno dei più importanti poeti polacchi dell’ultima generazione. Oggi guardiamo invece a Fuochi di Bengala e altre poesie, raccolta di liriche di Krzysztof Karasek (ed. Il Ponte del Sale), che in Polonia è un protagonista della vita letteraria fin dagli anni Settanta, quando faceva parte di un movimento poetico detto Nowa Fala (“nuova ondata”). Leonardo Masi, che ha tradotto e curato questa antologia di testi, è anche autore della postfazione al volume (mentre la prefazione è di Jarosław Mikołajewski), nella quale ben tratteggia l’itinerario artistico di questo autore apparentemente così “strano”, perché fuori dagli stereotipi dell’intellettuale accademico (ex studente di educazione fisica, grande amante delle bevute), ma al tempo stesso di un’intensità di sguardo direi quasi ‘chirurgica’, perché capace di andare dentro al cuore del segreto emotivo dell’uomo. Continua a leggere

ZBIGNIEW HERBERT A ORVIETO

Domenica 10 aprile 2011, ore 18
Palazzo Soliano, Sala Emilio Greco


ZBIGNIEW HERBERT A ORVIETO
Evento organizzato in collaborazione con il Museo Regionale di Sandomierz, l’Associazione Lingue e Cultura e l’Istituto Polacco di Roma, con la partecipazione della poetessa Krystyna Lenkowska
Letture a cura di Carmine Arvonio con interventi di Matteo Romoli al flauto traverso.
Introduce Leonardo Masi Continua a leggere

“Antimondo”, di Tomasz Różycki

di Giovanni Agnoloni

È da poco uscita, in un ben curato volumetto delle Edizioni della Meridiana, la raccolta poetica “Antimondo” di un autore polacco, che nel suo paese è già emerso come una delle figure di maggior spicco dello scenario letterario. Sto parlando di Tomasz Różycki (nella foto), nato a Opole, in Slesia, nel 1970.

Curatore dell’opera è Leonardo Masi, docente di Lingua e Letteratura Polacca presso l’Università di Firenze, che è anche, insieme ad Alessandro Ajres, il traduttore dei testi, presentati in polacco e in italiano. Come già avevo avuto modo di leggere in un articolo di Masi dal titolo “Segni nella nebbia – Appunti sulla poesia di Tomasz Różycki”, pubblicato su “Hebenon”, sono vari e profondi gli spunti da prendere in considerazione, nell’opera di questo giovane ma pregevolissimo poeta. Continua a leggere