Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

Continua a leggere

“Genio e patriottismo, come l’anima, non hanno sesso” – Lady Morgan

«Si attraversa il Tevere passando per Ponte Milvio – si arriva alla Porta del Popolo, proprio alla fine di Via Flaminia – e finalmente si entra a Roma. Il cuore del viaggiatore si arresta dall’emozione – anche il cuore dell’umanità si arresta, ma a causa di un’emozione ben diversa…» [1]

Lady Morgan [2] arrivò a Roma nel dicembre del 1819 e soggiornò in Via dell’Agnello: il suo arrivo provocò agitazioni e timori all’interno dei vertici dello Stato della Chiesa, tanto che il Papa fu costretto a farla pedinare durante tutti i suoi spostamenti. La Roma che si presentò agli occhi di Lady Morgan era ben diversa dalla città che fino a due secoli prima dominava incontrastata sul mondo; la scrittrice irlandese detestava ciò che essa rappresentava, ovvero l’alleanza tra Trono e Altare, che nello stato della chiesa trovava la sua più spregevole incarnazione. L’aspetto esteriore di Roma non faceva che confermare il suo estremo grado di corruzione: «Poiché la stessa Roma, ora, non è altro che l’immondezzaio di quel mondo di cui una volta era padrona».

Se si considera la personalità di Lady Morgan, profondamente radicata nei valori della libertà, dell’uguaglianza tra gli uomini, portavoce dei diritti degli emarginati e delle popolazioni oppresse, strenua sostenitrice delle innovazioni che Napoleone mise in atto in Italia – ai danni, soprattutto, degli ordini monastici e del clero – a favore dell’istruzione dei giovani e, in particolare, delle donne, probabilmente si ottiene un quadro più preciso nel quale inserire le sue affermazioni, a dir poco critiche, nei confronti della Chiesa. Continua a leggere