Marina Pizzi – Un inedito

muro-pericolante

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perno di soqquadro nomea del rantolo

notaio del coma, cecità.

invano cercando il numero civico.

se s’intovaglia lo spreco delle briciole

anche le lucciole perdono la luce

con le domande cremisi del cuore.

in te vivesti il simbolo del sangue

questa vestina illogica del verso

da qui al gendarme che ti dette carcere.

tutta sbilenca passeggia la lezione

di non capire zero né addendo.
[da L’inchino del predone, 2008]

Marina Pizzi – Un inedito

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(Immagine: Serebryakova)

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è notte, sono tinti i capelli

con la pece dei tristi che migrano

per questo goccio di aspetto

riarso dalla cometa che va in pezzi

per colpa della lirica di stonio, stonata

nata dentro i pozzi per fari suicidi

se ne vanno nel vano delle scarpe.

[da L’inchino del predone, 2008]

Marina Pizzi: L’inchino del predone, 2008-

 

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L’inchino del predone

ho un sesto senso che mi fa rapace

pace già panica e forse già logica.

non basto al mondo non ribasso

il prezzo che non incasso. ho una

lapide vermiglia intorno alla gola.

qui mi meraviglio di essere la viva

vedetta di me che già guarda

dormire gl’indici e le vette.

padre conserto madre senza latte

le verità ataviche del palmo.